La Stagione di Prosa al teatro Coccia di Novara riparte sabato 31 gennaio alle ore 21.00 e domenica 1° febbraio alle ore 16.00 con “LA COSCIENZA DI ZENO” di Italo Svevo, interpretato da Alessandro Haber. I biglietti sono disponibili a partire da 18,00 euro fino a 34,00 euro. Questo appuntamento è realizzato in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo. Mercoledì 4 febbraio alle ore 21.00, il cartellone COMICO vedrà sul palco Giacomo Poretti e Daniela Cristofori in “CONDOMINIO MON AMOUR”, spettacolo già vicino al sold out.
La Coscienza di Zeno
Giorgio Strehler definisce “La coscienza di Zeno” come «una pietra nel cuore di tutti i triestini», e per Alessandro Haber rappresenta una sfida affascinante. L’attore ha scelto di dare particolare importanza alla narrazione di Svevo, creando un’esperienza teatrale che racchiude pagine straordinarie e indimenticabili. In questo allestimento, Zeno, interpretato da Haber, racconta la propria storia attraverso il corpo di un altro attore, dando vita a un nuovo Zeno accanto all’Io narrante.
Zeno ci svela la sua fragilità umana; il personaggio di Haber si intreccia con questa inettitudine, creando un sovrapporsi tra uomo e attore, per evidenziare “l’originalità della vita”.
Questa storia ci appartiene, parla di noi, delle nostre vulnerabilità e della voce interiore che ci guida, spesso inascoltata.
Attraverso l’analisi del Dottor S., si cerca di restituire l’atmosfera surreale, ironica e talvolta fuorviante di Zeno, immersa nella Trieste e nei suoi straordinari personaggi. L’immaginario di Zeno dialoga con il mondo dell’arte e della psicoanalisi, evidenziando la dialettica fra “esterno e interno” nella spietata analisi della propria vita, mantenendo sempre aperta una finestra sul suo mondo interiore.
Un sentito ringraziamento va a tutti gli attori e collaboratori, e in particolare ad Alessandro Haber, che con passione contribuisce a rendere unico lo spettacolo. Come afferma Zeno Cosini: «La vita non è né bella né brutta, ma è originale. La vita mi pareva tanto nuova come se l’avessi vista per la prima volta con i suoi corpi gassosi fluidi e solidi. Se la raccontassimo a qualcuno che non ci fosse abituato, rimarrebbe senza fiato dinanzi all’enorme costruzione priva di scopo. Mi avrebbe domandato: ma come l’avete sopportata? E dopo essersi informato di ogni singolo dettaglio, da quei corpi celesti appesi lassù perché si vedano ma non si tocchino, fino al mistero che circonda la morte, avrebbe certamente esclamato: Molto originale!»