Novità in arrivo

Rinnovato il Pronto Soccorso del Maggiore di Novara: spazi ampliati e maggiore comfort

Il Pronto Soccorso ha subito una ristrutturazione funzionale che migliora l'assistenza ai pazienti

Rinnovato il Pronto Soccorso del Maggiore di Novara: spazi ampliati e maggiore comfort

Concluse le opere di ampliamento che hanno portato alla creazione di una nuova sala d’attesa per i familiari, box visita modernizzati e un percorso definito verso i nuovi posti di Terapia Intensiva e Semi-Intensiva.

Ristrutturazione del Pronto Soccorso del Maggiore

L’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi, ha visitato oggi il rinnovato Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara, recentemente oggetto di una significativa ristrutturazione e ampliamento. L’incontro si è tenuto con la Direzione aziendale e i professionisti coinvolti nel progetto.

Lo scopo della visita era di esaminare lo stato dei lavori, conclusi a gennaio 2026, e di valutare le ricadute dell’intervento sul piano assistenziale, organizzativo e strutturale di questo cruciale nodo dell’emergenza-urgenza del territorio.

Il rinnovamento e l’espansione del Pronto Soccorso rappresentano un passaggio strategico per l’ospedale, con ripercussioni positive sul clima lavorativo e sull’efficienza del servizio.

I nuovi spazi hanno consentito una riorganizzazione più razionale delle attività. I box visita, attivi 24 ore su 24, sono stati aumentati e ubicati in ambienti più ampi, moderni e dotati di tecnologie all’avanguardia, migliorando così la gestione dei flussi e la sicurezza per i pazienti.

L’ampliamento ha avuto effetti positivi anche sulla gestione clinica dei pazienti. Grazie all’assunzione di personale medico strutturato, non è più necessario ricorrere al personale a “gettone”, fondamentale in passato per garantire il funzionamento del Pronto Soccorso. Negli ultimi mesi, è stato possibile aumentare il numero di box visita e trasferire tutte le sale visita in spazi più ampi e meglio attrezzati.

Il nuovo Pronto Soccorso è caratterizzato da una riorganizzazione funzionale dell’area di emergenza. L’accesso si apre su una vasta zona di attesa per pazienti e familiari, dimensionata adeguatamente rispetto ai volumi di utenza e situata vicino all’area triage. Quest’ultima è dotata di un sistema di preselezione visiva e percorsi differenziati per pazienti in barella, in carrozzina o deambulanti, con un percorso dedicato in caso di patologie infettive o maxi-emergenze.

Il triage è gestito da personale infermieristico specificamente formato, che opera secondo protocolli validati per l’attribuzione dei codici di priorità, garantendo una presa in carico tempestiva dei casi più urgenti.

Ai lati dell’area di attesa si sviluppano le zone di visita: una per i codici di minore priorità, articolata in più box distinti per problematiche traumatologiche e mediche, e un’area attrezzata per la valutazione h24 di pazienti di ogni livello di intensità, inclusi i codici rossi. Quest’ultima è organizzata come area “open”, con postazioni completamente monitorizzate e in telemetria, che consentono il controllo continuo dei parametri vitali e l’osservazione diretta dei pazienti, già predisposta per percorsi di isolamento in caso di emergenze epidemiche.

«Dal punto di vista clinico, i nuovi spazi ci permettono di modulare in modo più appropriato la presa in carico dei pazienti in base alla gravità e alla tipologia del problema», afferma il professor Mattia Bellan, direttore della Struttura complessa di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza. «Attualmente sono attivi tre box. Due di questi si trovano nei nuovi locali. Il terzo, denominato Shock Room, è collocato nel ‘vecchio’ DEA, ma è stato recentemente ristrutturato e potenziato. In una fase successiva è prevista la creazione di una stanza tecnologicamente avanzata dedicata ai pazienti in condizioni di emergenza (codici rossi). I nuovi spazi includono anche due box per i codici di priorità minori (bianco, verde e azzurro): uno per pazienti con problematiche mediche o chirurgiche e uno per pazienti traumatologici. Quest’ultimo sarà attrezzato per consentire una gestione congiunta con i colleghi ortopedici e la realizzazione di gessi direttamente in Pronto Soccorso. La distinzione tra box dedicati ai codici minori e aree attrezzate per la gestione dei casi più complessi» dichiara Bellan «consente una maggiore rapidità nelle valutazioni e una migliore integrazione tra le diverse competenze, con ricadute positive sull’efficacia dell’assistenza e sull’organizzazione del lavoro quotidiano».

L’ingegner Vincenzo Bruno, direttore della Struttura complessa Gestione tecnica, spiega: «Il trasferimento di parte del Pronto Soccorso nel nuovo edificio è stato un passaggio tecnico indispensabile per consentire la realizzazione delle successive fasi del progetto. L’intervento si inserisce nel più ampio piano di riorganizzazione finanziato dal DL 34/2020 e ha previsto la costruzione di un nuovo corpo di circa 600 metri quadrati, propedeutico alla realizzazione dei nuovi posti letto di Terapia Intensiva e Semi-Intensiva, garantendo continuità operativa, sicurezza impiantistica e adeguamento tecnologico degli spazi».

Il direttore generale dell’AOU, dottor Stefano Scarpetta, sottolinea anche l’impatto organizzativo: «La nuova organizzazione degli spazi contribuirà a migliorare il clima lavorativo e le condizioni operative del personale, oltre ovviamente al comfort dei pazienti e degli accompagnatori. È doveroso un ringraziamento a tutti i reparti coinvolti, all’Università del Piemonte Orientale per l’indispensabile collaborazione e alle strutture tecniche dell’azienda. È importante ricordare» continua Scarpetta «che i nuovi locali, nel rispetto della normativa vigente, sono soggetti a completa videosorveglianza e predisposti con tutti gli strumenti di allarmistica (pulsanti di allarme e richiesta aiuto) che verranno attivati nelle prossime settimane. Tutto ciò a garanzia del personale che ogni giorno presta attività assistenziale nel Pronto Soccorso e che, purtroppo, spesso si trova a fronteggiare fenomeni di aggressione fisica o verbale. In conclusione, confidiamo che questo ampliamento contribuirà a migliorare i servizi per l’utenza di Novara e di tutto il quadrante che, con oltre 65.000 casi all’anno, si rivolge al Pronto Soccorso del Maggiore».

«L’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso di Novara rappresenta un passo importante nell’adeguamento delle strutture ospedaliere, una delle priorità della sanità regionale» – dichiara l’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi«Abbiamo trasmesso a tutti i Pronto Soccorso una check-list di 70 punti sull’umanizzazione: entro la primavera partiremo con la visita in tutte le strutture per valutare l’efficacia delle misure. I nuovi spazi che ho visitato sono ampi, moderni, tecnologicamente avanzati e dotati di impianti di videosorveglianza all’avanguardia per garantire la massima sicurezza agli operatori. Ci sono più posti letto e l’ambiente è più confortevole. Migliora l’efficienza clinica e anche l’accoglienza dei pazienti. Ringrazio la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria, l’Università del Piemonte Orientale e i professionisti del pronto soccorso che ogni giorno sono in prima linea per curare e assistere i pazienti».