L’Università del Piemonte Orientale (UPO) si distingue per un’eccellenza femminile accademica superiore alla media nazionale, soprattutto nelle discipline STEM. Tuttavia, le laureate devono affrontare un mercato del lavoro che ripropone le stesse disparità retributive osservate a livello nazionale.
Presentazione del Rapporto
Mercoledì 11 febbraio, durante una conferenza stampa al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia, è stato reso pubblico il Rapporto di Genere 2026 del consorzio interuniversitario AlmaLaurea. Malgrado il contesto nazionale, in cui le studentesse, pur mostrando performance accademiche superiori, incontrano ostacoli nell’accesso alle materie scientifiche e al mondo del lavoro, l’UPO presenta dati incoraggianti.
I risultati del Profilo dei Laureati UPO 2024 indicano un Ateneo capace di superare le disuguaglianze accademiche nazionali. Un dato emblematico riguarda le discipline scientifiche (STEM), dove l’UPO emerge come un’eccezione positiva: mentre in Italia la presenza femminile in quest’area è ferma al 41,1%, all’UPO le donne rappresentano il 63,4% delle laureate e dei laureati STEM, superando di gran lunga la media nazionale. In generale, la popolazione laureata dell’UPO è prevalentemente femminile (61,6%, un dato allineato e leggermente superiore a quello nazionale), e le studentesse dimostrano una regolarità negli studi: il 64% di loro completa il percorso universitario nei tempi previsti, rispetto al 60,9% della media nazionale.
Nonostante questi risultati positivi, permangono criticità sul fronte occupazionale, in linea con le dinamiche nazionali riguardanti l’ingresso nel mercato del lavoro e il divario retributivo. Nelle lauree triennali, le studentesse raggiungono quasi la parità nel tasso di occupazione rispetto ai colleghi uomini (64,8% contro 64,6%). Tuttavia, per le lauree magistrali a ciclo unico e biennali, le discrepanze riflettono fattori socioculturali esterni all’Ateneo, con un tasso occupazionale maschile fissato al 92,1% contro l’84,9% femminile.
Il Gender Equality Plan (GEP) 2025-2027, approvato dagli organi di Ateneo nel dicembre 2024, insieme al Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026, si propone come strumento di diagnosi e intervento. I dati raccolti da AlmaLaurea offrono una base empirica sulle disuguaglianze esistenti, sia a livello nazionale che locale, mentre il GEP delinea le strategie per affrontare queste problematiche, intervenendo in ambiti come il welfare, la conciliazione, le carriere, la cultura e la ricerca.
«Siamo molto soddisfatti e orgogliosi dell’attrattività del nostro Ateneo nelle discipline STEM – ha dichiarato il Rettore, prof. Menico Rizzi. Questo risultato non solo evidenzia l’interesse crescente per queste aree nel nostro territorio, ma rappresenta anche una risposta concreta alle richieste di azioni e programmi da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca».