San Mauro Torinese «Io vorrei far capire all’opinione pubblica che la mia azienda è andata in crisi per colpa di questa truffa».
Nella parabola imprenditoriale di Samir Douma, fondatore della Special Courier & Logistics di San Mauro Torinese, zona Pescarito, c’è tutto: il sogno di chi parte da zero, la scalata fino a 16 milioni di fatturato e il volto amaro del tradimento.
Quello che emerge dagli atti di una recente denuncia ai Carabinieri di Settimo Torinese non è solo un ammanco finanziario stimato tra i 600 e i 700 mila euro, ma un metodico piano di sciacallaggio aziendale durato oltre cinque anni.
Tutto ha inizio nel 2019, quando Douma, su suggerimento di un suo consulente, accoglie in azienda un manager presentato come professionista d’alto livello, anche se con alcuni guai alle spalle. L’imprenditore, con spirito di apertura, concede massima fiducia: «Ti assumo e imparo dai tuoi errori da imprenditore».
Poco dopo, presentata dal manager, entra in scena la seconda figura, una donna: «Lavorava con me nella logistica, prendila, è in grado di gestire mille dipendenti».
Douma si fida, e i in breve i due diventano Direttore Generale e Responsabile Amministrativa, addetta ai pagamenti.
Ma il destino gioca una carta crudele tra febbraio e marzo 2020. Mentre Douma si trova in Marocco per i funerali del padre, scoppia la pandemia. Bloccato a Casablanca, l’imprenditore è costretto a delegare il comando. È in quel vuoto di potere che i “fedelissimi” avrebbero iniziato a tessere la loro tela: “ricatti” per ottenere ruoli apicali e l’inizio di una sistematica distrazione di fondi. Il meccanismo era tanto semplice quanto efficace.
Approfittando della crescita esplosiva della società, i due manager avrebbero alterato le distinte di pagamento. Sulla carta, i soldi erano destinati a fornitori e terzi (con causale riferibile a pagamenti di fatture inesistenti e destinatari fasulli), nei fatti, i bonifici sarebbero finiti direttamente sui conti correnti personali dei due.
«Vedevo la liquidità calare – racconta Douma – nonostante il lavoro aumentasse. Loro giustificavano tutto con la crescita dell’azienda, ma i conti non tornavano».
La verità è emersa solo a gennaio 2026 grazie a un controllo incrociato suggerito dalla banca: una ricerca per IBAN (e non per causale o destinatario) che ha scoperchiato il vaso di Pandora, rivelando anni di flussi di denaro deviati. Da un solo conto, quello al centro della denuncia presentata pochi giorni fa ai Carabinieri di Settimo, mancherebbero ben 378 mila euro.
Il danno, però, non è stato solo economico. Mentre svuotavano le casse, i collaboratori avrebbero agito su più fronti, complice anche la figura del consulente esterno che li aveva presentati a Douma: quest’ultimo infatti avrebbe utilizzato informazioni riservate per avviare attività concorrenti, sottraendo clienti storici e dipendenti chiave (magazzinieri con alto know-how) proprio nel momento di massima fragilità della Special Courier.
E ora, stando a quanto ricostruito da Douma, consulente e manager avrebbero delle attività comuni, anche in grossi centri commerciali.
Impossibile, a questo punto, non pensare a un piano ben definito.
Nonostante il «complotto» – come lo definisce lo stesso Douma – l’azienda (fondata nel 2011) ha dimostrato una solidità straordinaria.
«Se non fossimo stati solidi, saremmo crollati in tre anni. Invece siamo rimasti in piedi e abbiamo garantito il lavoro a decine di famiglie».
Oggi la Special Courier è stata venduta al gruppo «OPS!», ma Douma (che nel 2019 aveva liquidato il socio e ora continua a collaborare con la nuova proprietà puntando alla rilancio della Special Courier ) non intende voltare pagina in silenzio
La denuncia presentata, che si aggiunge a procedimenti già pendenti presso la Procura della Repubblica di Ivrea per falsificazione di firme su un assegno da quasi dieci mila euro, punta a ristabilire la verità storica: «Voglio che si sappia che i momenti di crisi non sono stati figli di una cattiva gestione, ma di una truffa orchestrata da chi era seduto alla mia stessa tavola. La Giustizia, già in moto a 360 gradi, farà il suo corso. Ne sono sicuro».
Marco Bogetto