Durante l’udienza riguardante la morte di Ludovica Visciglia, la studentessa di 15 anni di Trecate, deceduta a causa delle ferite riportate nell’incidente avvenuto al Luna Park di Galliate, sulla giostra “Mini Tagadà”, la sera del 12 marzo 2022, si sono presentate le richieste di pena da parte del Pubblico ministero Paolo Verri, mercoledì 11 marzo 2026, presso il tribunale di Novara.
Lo ha riportato Massimo Delzoppo sul Corriere di Novara del 12 marzo
Richieste di condanna per quattro imputati
Per la morte di Ludovica, sono stati portati a giudizio: l’ex sindaco di Galliate Claudiano di Caprio; il Comandante della Polizia locale Angelo Falcone; l’ingegnere Graziano Minero, che aveva redatto il collaudo annuale della giostra; e il proprietario della giostra, Luca Massimiliano Ferri.
Le pene richieste sono: 4 anni di reclusione per Ferri, 2 anni per Minero, 1 anno e 8 mesi per Falcone e 1 anno e 6 mesi per Di Caprio.
Il figlio minorenne di Ferri, all’epoca dei fatti di 17 anni, che si trovava ai comandi al momento dell’incidente, è stato giudicato separatamente dal Tribunale dei Minori.
Il professionista Dario Allegretti, che aveva firmato il progetto per l’installazione del parco divertimenti, aveva patteggiato una pena di un anno, avendo accettato di versare un risarcimento parziale a favore dei genitori e della nonna paterna di Ludovica, costituitisi parte civile e rappresentati dagli avvocati Antonella Lobino ed Enrico Faragona.
Le indagini e la ricostruzione dell’incidente
Il Pubblico ministero ha illustrato i dettagli dell’incidente e delle mancanze che lo hanno preceduto. Ludovica Visciglia festeggiava il suo compleanno il 12 marzo, dopo una cena tra amici e parenti, recandosi al Luna Park, aperto per la festa patronale di San Giuseppe in piazza Vittorio Veneto a Galliate.
L’incidente è avvenuto attorno alle 23. Quando sono intervenuti i soccorritori del 118, le condizioni della ragazza erano già critiche. Trasportata all’ospedale “Maggiore”, è stata ricoverata in Rianimazione, ma è deceduta poche ore dopo.
Le indagini avviate il giorno successivo hanno rivelato numerose irregolarità e il possibile mancato rispetto di normative di sicurezza.
La Procura della Repubblica di Novara, sotto la direzione dei pubblici ministeri Paolo Verri e Giovanni Castellani, ha formulato l’ipotesi che i soggetti rinviati a giudizio, ognuno per le proprie responsabilità, abbiano contribuito alla morte di Ludovica, avvenuta a causa di un trauma cranico provocato dall’impatto con un albero situato all’interno della giostra. Secondo il Pubblico ministero, se fossero state rispettate le norme, l’incidente sarebbe stato evitato.
Il giostraio, per la sua esperienza, avrebbe dovuto prevedere i rischi legati alla posizione della giostra vicino all’albero. L’ingegnere, se avesse effettuato il collaudo, avrebbe dovuto segnalare la pericolosità della giostra e l’assenza di un limitatore di velocità o di un freno d’emergenza. L’ex sindaco, in qualità di presidente della commissione comunale di vigilanza, non avrebbe dovuto autorizzare l’apertura del Luna Park senza un sopralluogo. Il comandante della Polizia locale era a conoscenza delle mancanze per rilasciare un’autorizzazione provvisoria.
L’avvocato Lobino ha dichiarato: «Questo processo ha messo in luce l’apoteosi della negligenza e dell’imperizia di alcuni soggetti». Ha chiesto per i genitori di Ludovica un risarcimento di 715mila euro, mentre per la nonna, l’avvocato Faragona ha richiesto 138mila euro.
I legali di Miniero e Ferri hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti.
La prossima udienza si terrà mercoledì 27 maggio, quando parleranno i difensori di Falcone e Di Caprio.