Lutto nel sport

Giuliano Koten, un simbolo dello sport paralimpico novarese, ci lascia

Sette partecipazioni ai Giochi Paralimpici e un impegno costante per l’inclusione sociale: presidente dell'Ash e figura di riferimento per il volontariato.

Giuliano Koten, un simbolo dello sport paralimpico novarese, ci lascia

Il mondo dello sport e del volontariato a Novara è in lutto per la scomparsa di Giuliano Koten, atleta paralimpico e dirigente sportivo, che ha rappresentato un punto di riferimento per decenni nel panorama sportivo e sociale del territorio.

Una vita dedicata allo sport

Nato a Fiume nel 1941, Koten si trasferì a Novara con la sua famiglia nel dopoguerra, un’esperienza che lo segnò profondamente e che amava ricordare. Nel 1965, un grave incidente sul lavoro lo costrinse su una sedia a rotelle, ma quel momento difficile non segnò la fine della sua vita. Lo sport divenne il suo nuovo inizio, permettendogli di reagire e ricostruire il suo percorso.

Koten intraprese una carriera straordinaria nel mondo paralimpico, partecipando a sette edizioni dei Giochi Paralimpici e diventando uno dei più rappresentativi atleti italiani. Durante la sua carriera, conquistò numerose medaglie internazionali: un oro, un argento e cinque bronzi in diverse discipline.

Koten insieme al campione olimpico novarese Mario Armano

Impegno sociale e riconoscimenti

Oltre ai successi sportivi, Koten ha dedicato la sua vita all’impegno sociale e all’associazionismo. È stato a lungo presidente dell’ASH – Associazione Sportiva Handicappati di Novara, contribuendo in modo fondamentale alla promozione dello sport per le persone con disabilità e alla diffusione dei principi di inclusione.

Ha guidato anche l’associazione “Il Timone”, attiva nel sostegno a persone in difficoltà, ricoprendo negli ultimi anni il ruolo di presidente onorario. Nel corso della sua vita, ha ricevuto numerosi riconoscimenti per la sua attività sportiva e il suo impegno civile, tra cui il Sigillum Communitatis Novariae nel 1988, che lo ha proclamato “Novarese dell’anno”, e l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce.

Nel 2024, Koten ha ricevuto il Collare d’Oro al Merito Sportivo dal Comitato Italiano Paralimpico, accompagnato dal premio “Giovanni ed Emanuele Nasi” del Panathlon Torino, dedicato a due dei fondatori del club. Durante la cerimonia, aveva condiviso momenti significativi della sua vita, raccontando il suo viaggio da esule a simbolo dello sport e dell’impegno sociale.

«Ho lasciato Fiume molto giovane, in condizioni disperate, arrivando con molti altri esuli alla Caserma Perrone di Novara. Non ho mai dimenticato il passato. Dopo l’incidente ho pensato di farla finita, ma al Centro paraplegici Inail di Ostia ho cominciato a fare sport».

Un incontro cruciale nella sua vita è stato quello con l’imprenditore Adolfo Boroli, che lo ha incoraggiato nel suo impegno sociale.

«Dopo quell’incontro mi sono sempre impegnato gratuitamente per adulti e bambini, disabili e malati, prima all’Ash Novara e poi al Timone. I titoli servono soprattutto a conoscere persone che ti possono aiutare».

Negli ultimi anni, Koten è rimasto una figura molto stimata nel territorio. Una delle sue ultime apparizioni pubbliche è stata a Torino, dove ha acceso il braciere per le Paralimpiadi 2026, un momento altamente simbolico per il movimento paralimpico.

Tra i primi messaggi di cordoglio, quello del vicesindaco e assessore allo sport di Novara, Ivan De Grandis, che ha ricordato Koten con parole di grande stima.

«Solo poco tempo fa avevo avuto l’onore di premiarlo con il Collare d’Oro al Merito Sportivo durante l’assemblea regionale del Panathlon. Giuliano si è distinto non solo come atleta, ma soprattutto come uomo, affrontando con coraggio e dignità le difficoltà che la vita gli aveva posto davanti».