Raccolta riso

Raccolta riso: superfici in crescita del 4%, ma incertezze su rese e costi

Coldiretti Novara-Vco evidenzia un clima favorevole, ma le importazioni e l'aumento dei costi dei mezzi tecnici restano problematiche per la nuova campagna

Raccolta riso: superfici in crescita del 4%, ma incertezze su rese e costi

Inizia la raccolta del riso, che quest’anno si svolgerà su una superficie aumentata del 4%, beneficiando di condizioni climatiche nettamente migliori rispetto all’anno precedente. Tuttavia, le rese restano un’incognita.

Dettagli sulla raccolta del riso

Secondo le prime stime di Coldiretti, la Risaia Italiana si estende su circa 235mila ettari, confermando all’Italia il primato in Europa sia per estensione che per capacità produttiva.

La campagna 2025/2026 è particolarmente significativa, poiché celebra gli 80 anni della varietà Carnaroli, simbolo della tradizione gastronomica italiana. L’Italia produce oltre il 50% del riso nell’Unione Europea, diventando il primo fornitore grazie a una varietà e qualità uniche al mondo.

“La raccolta inizia dopo un’estate climaticamente regolare, con la speranza che la produzione possa seguire l’aumento della superficie coltivata. Tuttavia, per valutare con precisione le quantità, sarà necessario attendere l’evoluzione meteorologica delle prossime settimane e l’avvio delle fasi di essiccazione e pilatura”, afferma Fabrizio Rizzotti, vicepresidente di Coldiretti Novara-Vco con delega al settore risicolo. “Le attese dei risicoltori sono influenzate anche dai costi di produzione e dalle importazioni di riso straniero. Negli ultimi anni, i prezzi dei principali mezzi tecnici, dai fertilizzanti all’energia, hanno registrato aumenti significativi, a causa di conflitti e tensioni internazionali”.

“Persistono i problemi legati alle importazioni incontrollate e agli accordi commerciali. Un ulteriore colpo per i risicoltori potrebbe arrivare dall’intesa Ue-Mercosur, che prevede l’ingresso di riso a dazio zero fino a 60 milioni di chili, con il Brasile attualmente primo produttore extra-asiatico a livello mondiale. Mancano reciprocità e regole condivise. È necessaria l’implementazione di una clausola di salvaguardia automatica che scatti al superamento di una certa soglia percentuale di importazioni rispetto all’anno precedente, insieme a regole di reciprocità per garantire che il riso importato rispetti le stesse normative imposte alle produzioni comunitarie”, concludono il Presidente Fabio Tofi e il Direttore Luciano Salvadori.