Indagine della polizia

Finta truffa da poliziotto: sequestrati conti correnti e recuperati 36 mila euro

La denuncia di un imprenditore novarese avvia le indagini su una frode da oltre 96 mila euro

Finta truffa da poliziotto: sequestrati conti correnti e recuperati 36 mila euro

Un’importante operazione della Polizia di Stato ha portato al sequestro di diversi conti correnti coinvolti in una truffa informatica, permettendo di recuperare una parte significativa delle somme sottratte a una vittima.

La truffa del finto poliziotto

Le indagini sono state avviate a seguito di una denuncia presentata il 26 febbraio 2026 da un imprenditore novarese, vittima di una complessa frode attraverso la tecnica dello spoofing telefonico, che consente ai malintenzionati di far apparire sul telefono numeri istituzionali.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti, la moglie del denunciante ha ricevuto un SMS che sembrava provenire dal circuito di pagamento Nexi, segnalando un presunto tentativo di frode. Dopo aver contattato il numero indicato, è stata messa in contatto con un sedicente operatore, che l’ha informata che sarebbe stata contattata dalla polizia.

Poco dopo, la donna ha ricevuto una telefonata con il numero della Questura di Novara, ma si trattava di una chiamata falsificata. Un presunto ispettore di polizia l’ha convinta che fosse in corso una frode sui conti aziendali e che fosse necessario trasferire immediatamente il denaro su conti “sicuri”.

Seguendo queste indicazioni, la donna ha effettuato diversi bonifici per un totale di oltre 96 mila euro verso conti correnti indicati dai truffatori.

Subito dopo la denuncia, gli investigatori hanno avviato accertamenti bancari urgenti, richiedendo agli istituti di credito il blocco cautelativo dei conti destinatari dei bonifici. Le verifiche hanno permesso di ricostruire la movimentazione del denaro, rintracciando numerosi conti utilizzati per ricevere e successivamente frazionare le somme.

In particolare, sono stati effettuati sequestri preventivi su alcuni conti con denaro ancora disponibile, tra cui:

  • un conto intestato a un uomo classe 1985, con circa 19.880 euro;
  • un conto intestato a una società con sede a Napoli, collegata a uno degli indagati;
  • un conto intestato a una donna classe 1981, destinataria di un ulteriore bonifico della vittima.

Grazie all’intervento degli investigatori, sono stati sequestrati circa 36 mila euro, evitando che tali somme venissero trasferite all’estero o prelevate.

Le indagini hanno anche permesso di identificare diversi soggetti coinvolti nella gestione dei conti correnti utilizzati per ricevere e smistare il denaro, alcuni dei quali risiedono in Campania e nel Lazio.

Le ricerche sono ancora in corso per identificare gli effettivi utilizzatori dei conti e per ricostruire l’intera rete criminale, nonché per verificare la presenza di ulteriori somme riconducibili alla frode.

La Polizia di Stato invita i cittadini a diffidare di telefonate, messaggi o e-mail che richiedono azioni urgenti o operazioni bancarie immediate, anche se sembrano provenire da enti ufficiali. In caso di dubbi, è fondamentale contattare direttamente il proprio istituto di credito e le Forze dell’Ordine attraverso canali ufficiali.

Si precisa che il procedimento attualmente è nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità penale sarà accertata solo tramite sentenza irrevocabile di condanna.