Dal 7 aprile 2026, non sarà più possibile utilizzare le denominazioni “artigianato” e “artigianale” in modo improprio. Questo cambiamento fondamentale nel mercato è sancito dalla Legge annuale per le PMI, che riserva questi termini esclusivamente alle imprese iscritte all’Albo delle imprese artigiane.
Nuove sanzioni per i trasgressori
Questa normativa, attesa da anni e fortemente sostenuta da Confartigianato, prevede sanzioni severe per chi non rispetta le regole: multe fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25.000 euro.
Secondo Confartigianato Imprese Piemonte, questa è una mossa strategica non solo per garantire una concorrenza leale, ma anche per combattere il fenomeno del falso Made in Italy, che danneggia l’economia reale.
Il Rapporto Iperico 2024 evidenzia che il Piemonte è la quinta regione italiana per numero di merci sequestrate, con 6,3 milioni di pezzi e un incremento del 553% rispetto al 2023. Questo rappresenta un campanello d’allarme per il Made in Italy, che deve rafforzare la credibilità, la trasparenza e la legalità lungo l’intera filiera produttiva.
Nonostante le difficoltà degli ultimi dieci anni, che hanno portato alla chiusura di circa 128.000 aziende, l’artigianato italiano ha chiuso il 2025 con una certa resilienza: il settore conta attualmente 1,23 milioni di imprese attive, con un saldo positivo di 187 unità tra aperture e chiusure.
“Questa norma segna un punto di svolta – afferma Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – perché introduce un presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale. Difendere il termine ‘artigianale’ significa tutelare un modello produttivo basato su competenze, qualità e legame con il territorio.”
In Piemonte operano oltre 113.000 imprese artigiane, che rappresentano una parte fondamentale del sistema economico regionale e contribuiscono in modo significativo all’export di qualità. La possibilità di distinguere ciò che è autenticamente artigiano da ciò che non lo è rafforza la credibilità dell’intero sistema.
“Questa è una tutela per i consumatori – conclude Felici – che ora avranno una garanzia in più sulla veridicità di ciò che acquistano. Si chiude la stagione dei ‘furbetti’ e si apre una nuova fase di trasparenza e correttezza nel mercato.”