Presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara, è stato avviato un progetto innovativo che integra l’uso della realtà virtuale (V.R.) come supporto per i pazienti delle Cure Palliative, sotto la direzione della dottoressa Elvira Catania.
L’Integrazione della Realtà Virtuale
Il progetto è realizzato in collaborazione con la Psicologia Clinica, coordinata dal dottor Luca Binaschi, e con l’associazione di volontariato IdeaInsieme.
La realtà virtuale ha evoluto il suo ruolo da mero intrattenimento a strumento clinico, come dimostrano molteplici studi. Il suo utilizzo si rivela efficace non solo nella riabilitazione cognitiva, ma anche nella gestione del dolore e dell’ansia, contribuendo al benessere del paziente e dei suoi familiari.
In particolare, la V.R. si propone come supporto nella gestione delle patologie croniche, che rappresentano un periodo critico per i pazienti, in quanto si accompagnano a sintomi fisici ed emotivi, amplificando l’angoscia e la paura dell’ignoto.
Le Cure Palliative affrontano il dolore in modo globale, combinando interventi farmacologici con approcci non farmacologici, tra cui la realtà virtuale.
La V.R. opera su diversi livelli: per il dolore fisico, utilizza la “distrazione attentiva”, attivando canali sensoriali e cognitivi per ridurre la percezione del dolore, con ambienti naturali e personalizzati che si dimostrano particolarmente efficaci.
A livello emotivo, l’immersione in spazi familiari o desiderati permette momenti di relax e positività, favorendo un equilibrio emotivo e un contatto profondo con se stessi, ripristinando memoria e dignità individuale.
Inoltre, la V.R. ha un impatto significativo sulle relazioni: può ridurre il senso di solitudine e rafforzare i legami familiari, poiché la condivisione di esperienze immersive crea ricordi preziosi anche nel processo di lutto.
“Desidero esprimere un sincero ringraziamento alle famiglie Zanotti e Busti. Edgardo e Donatella non solo hanno sostenuto l’idea del progetto con la loro passione per i viaggi, ma hanno anche contribuito, attraverso l’associazione IdeaInsieme Onlus, all’acquisto del materiale necessario – afferma la dottoressa Elvira Catania – Questo ci permette di offrire cure sempre più personalizzate ai pazienti e alle loro famiglie.”
“L’introduzione della realtà virtuale è un esempio di come l’innovazione tecnologica possa arricchire i percorsi di cura nelle fasi più delicate della vita – commenta il Direttore generale dell’AOU, dottor Stefano Scarpetta – Il Maggiore di Novara è da sempre impegnato nella promozione di soluzioni innovative per migliorare gli standard di assistenza ai nostri pazienti. La nostra gratitudine va ai donatori e ai professionisti coinvolti per la loro sensibilità e il loro impegno.”