Progetto concluso

Il progetto ‘Giovani Fuoriclasse’ della Provincia chiude con oltre 2mila studenti coinvolti

Iniziativa per avvicinare le nuove generazioni alle istituzioni attraverso incontri e formazione. Si punta a renderla strutturale.

Il progetto ‘Giovani Fuoriclasse’ della Provincia chiude con oltre 2mila studenti coinvolti

Si è concluso il 28 aprile 2026 il progetto “Giovani Fuoriclasse”, un’iniziativa della Provincia di Novara volta a creare un collegamento concreto tra le istituzioni e il mondo scolastico, offrendo agli studenti spazi di partecipazione e confronto.

Chiusura del progetto “Giovani Fuoriclasse”

Lanciato quasi due anni fa da un’idea condivisa con i giovani, il progetto ha ottenuto un finanziamento di 10mila euro grazie alla candidatura al bando “Spark – Giovani che Attivano”, classificandosi al secondo posto, con la collaborazione della cooperativa Aurive.

Nel corso dell’anno, i ragazzi, sotto la guida di Edoardo Capretto, hanno co-progettato incontri pubblici e momenti formativi su temi di cittadinanza e consapevolezza, con il supporto della Fondazione Compagnia di San Paolo. Tra gli eventi, spiccano il dialogo con il prefetto Francesco Garsia, gli incontri su orientamento e lavoro in collaborazione con l’istituto Ravizza, il confronto con la capitana dell’Igor Volley, Sara Bonifacio, e approfondimenti su intelligenza artificiale, carcere e filosofia.

In totale, come comunicato dalla Provincia, le attività hanno visto la partecipazione di oltre 2.000 giovani del territorio, contribuendo a creare un significativo spazio di dialogo e valorizzando il protagonismo degli studenti.

«È stata una scelta di metodo e di visione – ha dichiarato la consigliera provinciale all’Istruzione Barbara Pace –. Quando ai giovani viene dato spazio reale, diventano il motore della comunità. Adesso puntiamo a rendere questo percorso strutturale».

Nella dichiarazione di chiusura del progetto, anche l’assessore regionale all’Istruzione Daniela Cameroni ha messo in evidenza l’importanza dell’iniziativa, sottolineando come esperienze simili possano rappresentare un modello a livello regionale e contribuire alla formazione di cittadini consapevoli.