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Ritorna il progetto ‘Irene va al mare’: servono 8.500 euro per aiutare mamme e bambini a ricominciare dopo la violenza

La Cooperativa Irene coinvolgerà sette donne e quindici minori in un percorso di rinascita

Ritorna il progetto ‘Irene va al mare’: servono 8.500 euro per aiutare mamme e bambini a ricominciare dopo la violenza

Non si tratta di una semplice vacanza, ma di un “nuovo inizio”. Questa è l’essenza di “Irene va al mare”, l’iniziativa promossa dalla Cooperativa Irene, che anche nel 2026 porterà donne e bambini in difficoltà a vivere un’esperienza al mare, favorendo il loro percorso di uscita dalla violenza.

Ritorno di “Irene va al mare” nel 2026

La nuova edizione è stata presentata dalla cooperativa, che riprende le parole di una partecipante dell’edizione 2025: “Grazie per aver organizzato con cura questa vacanza. Ci avete regalato momenti unici che porteremo nel cuore”.

L’iniziativa coinvolgerà sette donne, ospiti di Casa Irene o seguite dal Centro Antiviolenza Area Nord Novarese, insieme ai loro quindici figli e figlie. Per queste famiglie, spiegano gli organizzatori, il soggiorno rappresenta “una tappa di un percorso di autonomia e consapevolezza di sé” che prosegue anche dopo il ritorno a casa.

Restituire fiducia alle madri

L’obiettivo del progetto è rafforzare il ruolo genitoriale delle donne che partecipano ai percorsi di sostegno. Durante la settimana al mare, grazie alla presenza di educatrici, operatori e tre volontarie dedicate alla cucina, le mamme possono dedicarsi interamente ai loro bambini.

“Non c’è delega o sostituzione di ruoli – affermano dalla cooperativa –. Il nostro scopo è restituire fiducia nelle capacità delle madri, spesso denigrate da partner violenti. Qui, le donne riscoprono la bellezza e la responsabilità di essere madri”.

Il progetto “Irene va al mare” si propone di garantire ai minori diritti fondamentali come il gioco, il tempo libero, la salute, l’uguaglianza e la protezione dalla violenza.

Per i bambini e le bambine coinvolti, vivere il mare, giocare sulla spiaggia e trascorrere giornate all’aria aperta significa acquisire esperienze da condividere con i compagni di scuola, contribuendo a sentirsi parte di un gruppo, nonostante le difficoltà familiari.

Secondo la cooperativa, l’esperienza consente ai minori di tornare a scuola “con un bagaglio di ricordi preziosi”, contribuendo al loro benessere emotivo e relazionale.

Donazioni per sostegno continuativo

La cooperativa sottolinea che il progetto è possibile grazie alla solidarietà della comunità. Le donazioni raccolte l’anno scorso hanno permesso non solo di finanziare la vacanza, ma anche di garantire attività educative e sostegno psicologico durante l’inverno.

Tra le attività realizzate ci sono percorsi di supporto psicologico per i minori, gite e uscite per le famiglie, e iniziative dedicate al rafforzamento del legame madre-bambino.

Obiettivo: 8.500 euro per il 2026

Per realizzare l’edizione 2026 di “Irene va al mare” e accompagnare un gruppo di 29 persone — quattro educatrici, tre volontarie, sette donne e quindici bambini — la cooperativa ha bisogno di 8.500 euro, necessari per coprire le spese di vitto, alloggio e trasporto.

“Contribuire, secondo le proprie possibilità, è un gesto concreto per rendere il nostro ambiente un luogo migliore e attento alle esigenze di tutti”, spiegano gli organizzatori.

Per sostenere il progetto, è possibile effettuare una donazione attraverso il sito della cooperativa o tramite bonifico intestato a IRENE – SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE; IBAN: IT45Z0304845220000000085095 (Banca del Piemonte – Borgomanero); Causale: Irene va al mare.

Fondata nel 2018 a Borgomanero, la Cooperativa Irene opera sul territorio attraverso Casa Irene, il Centro Antiviolenza Area Nord Novarese e appartamenti dedicati alla semi autonomia di donne e minori in situazioni di fragilità.