La presenza degli ibis sacri a Novara sta diventando sempre più problematica. Con l’arrivo della primavera, questi grandi uccelli hanno occupato gli alberi secolari dell’Allea, il Parco dei Bambini e i giardini “Vittorio Veneto”, situati dietro alla questura, creando disagi in diverse aree frequentate dai cittadini.
Ibis sacri: l’emergenza a Novara
La presenza degli ibis è particolarmente evidente a causa delle grandi quantità di guano, che imbrattano panchine e arredi urbani, rendendoli spesso inutilizzabili. Inoltre, la loro mole causa la caduta di rami e pigne mentre si muovono tra le chiome degli alberi, comportando rischi per i passanti.
«Purtroppo – afferma l’assessore all’Ambiente e alla Tutela animali Elisabetta Franzoni – rispetto allo scorso anno, quando si erano concentrati nell’area del cimitero e in via Camoletti, quest’anno hanno ampliato la loro presenza in diverse zone della città, in particolare in luoghi molto frequentati, anche da bambini. Anche se le analisi dello scorso anno sulle carcasse hanno escluso zoonosi e potenziali pericoli per la salute umana, non sappiamo dove questi uccelli vadano a nutrirsi. Inoltre, gli arredi urbani e la pavimentazione sono danneggiati dal guano e gli alberi subiscono conseguenze».
Essendo una specie alloctona e protetta, l’ibis sacro non può essere gestito attraverso interventi diretti non autorizzati. Il Comune deve quindi operare all’interno del piano di contenimento definito a livello provinciale e approvato da Ispra.
«A differenza dell’anno scorso, quando ci siamo trovati in una situazione di emergenza – spiega Franzoni – ora siamo più “preparati”, grazie al Piano di contenimento adottato dalla Provincia e approvato da Ispra».
Il piano non prevede abbattimenti né interventi cruente, ma solo misure di allontanamento. «Stiamo dunque valutando interventi che permettano di allontanare gli ibis, salvaguardando gli animali e consentendo ai cittadini di “riappropriarsi” di aree verdi molto frequentate, soprattutto in estate, evitando danni alla biodiversità della città».