Lesa, lunedì 11 maggio, ha appreso con dolore della scomparsa di Adriano Maestri, classe 1937, nato a Cremona ma profondamente legato al paese che lo ha accolto. La sua passione per Lesa e per il lago era evidente, così come la sua grande capacità comunicativa, che ha utilizzato per “Web Lesa Radio”. La radio comunale ha voluto ricordarlo con affetto, poiché amava condividere storie e ricordi della Lesa di un tempo con i propri ascoltatori.
Un autore e un narratore
Adriano Maestri era anche un appassionato di letteratura: aveva scritto un romanzo breve intitolato “Chissà se potrò ancora rivederla”, presentato in anteprima alla biblioteca comunale “Giulio Carcano”, accompagnato dalle note del sax suonato dal figlio Marco. In quella occasione, ha dichiarato:
«E’ un libro che ho scritto in tempo di pandemia, quasi per caso e in età matura, sorprendendo prima di tutto me stesso. Ho imparato a scrivere al computer e sono autodidatta. Poi ho scritto parecchie cose su Lesa e le località limitrofe, trasformandomi in una sorta di guida turistica, dove indico luoghi del Lago Maggiore conosciuti e meno, ma sempre degni di essere visitati».
Un uomo di musica e tradizione
Per molti anni, Maestri ha lavorato a Solcio come custode della Cavallini ed è stato un membro attivo dello storico Corpo bandistico Musicale “La Volpina” dal 1867. Nel 2023, ha ricevuto dall’Anbima il distintivo d’oro per i cinquant’anni di volontariato musicale. Ricevendo il premio, ha affermato:
«Mi ha fatto molto piacere ricevere questo riconoscimento. Spero che questa nostra banda storica lesiana possa avere ancora una lunga vita reclutando tanti giovani, perché essa fa parte delle nostre radici culturali che non vanno mai dimenticate o tralasciate». Della sua tromba disse: «Quando la suono è come tenere per mano una bella donna».
Il ricordo della comunità
Roberto Grignoli, attuale vicesindaco e presidente del Centro Incontro Lesiano, ha condiviso il suo ricordo di Maestri:
«Ci mancherà. Lo ricordiamo con grande affetto e sappiamo d’aver perso più di un amico, che ci ha tenuto tanta compagnia. Veniva al mare con noi del gruppo anziani, partecipava alle feste e con il suo umorismo e intelligente ironia sapeva essere superiore alle piccole cose. Simpatico il suo apporto nelle recite teatrali che abbiamo allestito negli anni. Memorabile la sua interpretazione scherzosa del sommo poeta Dante nei gironi dell’Inferno».
L’editore e scrittore Gianni Lucini ha ricordato Maestri con affetto:
«Da ragazzini a Villa Lesa avevamo due miti: l’Adriano Maestri e il Giovanni Guella. La ragione era che i due erano tra i protagonisti della scalata alla cuccagna che si svolgeva ogni anno per la Festa di San Giovanni. Era uno sport talmente popolare da finire nei fumetti di Paperino. Poi per me, figlio di un cremonese come lui, l’Adriano e suo padre erano di casa, visto che frequentavano mio papà per il gusto di parlare nel loro dialetto. Negli anni non ci siamo mai persi: nonostante il divario generazionale, il nostro legame è rimasto vivo, nutrito da una confidenza schietta e da battute salaci. Un’amicizia autentica, nata tra tradizioni popolari, radici condivise e quel senso della comunità che il tempo non ha scalfito».