Carenza di personale

Carenza di circa 100 infermieri al “Maggiore”: l’allerta durante l’assemblea sulla sanità pubblica

Cgil, operatori e istituzioni discutono delle sfide del sistema sanitario: dalla mancanza di personale alle aggressioni, fino alla fuga verso il privato.

Carenza di circa 100 infermieri al “Maggiore”: l’allerta durante l’assemblea sulla sanità pubblica

«La sanità è in crisi da tempo e sembra mancare la volontà di intervenire». Questo l’allarme lanciato da Michele Piffero durante un’assemblea organizzata dalla Cgil per difendere la sanità pubblica dalla crescente privatizzazione.

Carenza di personale al “Maggiore”

L’incontro ha messo in luce le difficoltà che affliggono il territorio novarese, in particolare l’Aou Maggiore della Carità di Novara, che conta quasi 3.500 dipendenti, ma che continua a fronteggiare gravi carenze di organico, turni stressanti e problematiche organizzative.

«L’ospedale si mantiene grazie al senso di responsabilità dei lavoratori, che affrontano sacrifici quotidiani», ha dichiarato Piffero, sottolineando la difficoltà di pianificare ferie e riposi, unita a stipendi che hanno perso potere d’acquisto.

Questa situazione è stata confermata anche dal direttore generale dell’Aou, Stefano Scarpetta, che ha evidenziato le difficoltà nel reclutamento del personale sanitario. «L’Oms prevede per il 2023 una carenza di infermieri in Europa che potrebbe raggiungere quasi un milione», ha aggiunto.

Nonostante ciò, Scarpetta ha rimarcato gli investimenti effettuati dall’azienda, sia in tecnologia che nel recupero delle liste d’attesa. «Nel 2025 abbiamo registrato un aumento del 13% nelle prestazioni rispetto al 2024 e nei primi tre mesi di quest’anno abbiamo già visto un incremento del 18%, la migliore performance in Piemonte».

Tra gli interventi significativi, quello di Stefano Spadaro, che ha segnalato la mancanza di circa 100 infermieri all’Aou. «Questa emorragia è particolarmente evidente tra i neolaureati, sempre più attratti dal settore privato o da altre opportunità professionali», ha spiegato.

Spadaro ha sottolineato che per rendere il sistema sanitario pubblico nuovamente attrattivo sono necessari stipendi più competitivi e maggiori tutele per il personale.

Anche Manfredi Romano, tecnico di radiologia, ha toccato il tema salariale, criticando le disparità previste nell’ultimo contratto nazionale e parlando di «una guerra tra poveri che porta soltanto alla fuga del personale verso il privato».

Sicurezza negli ospedali

Durante l’assemblea è emerso anche il tema della sicurezza nei presidi ospedalieri. Secondo Cristina Battelli, nel 2024 al “Maggiore” si sono registrate 64 aggressioni, per lo più verbali, specialmente in Pronto soccorso e in altri reparti.

«La soluzione deve essere strutturale: servono più assunzioni», ha affermato Battelli, sottolineando anche l’importanza di rafforzare le misure di sicurezza.

All’incontro hanno partecipato anche il vicepresidente del Cst Novara Vco, Daniele Giaime, e il consigliere regionale del Pd, Domenico Rossi, che ha definito il “Maggiore” «un caso critico per l’abbandono dei professionisti», esortando Regione e istituzioni a prestare maggiore attenzione al personale sanitario.

Infine, l’assemblea ha rappresentato anche un’opportunità per rilanciare la manifestazione del 23 maggio a Torino e la raccolta firme per le proposte di legge di iniziativa popolare a tutela della sanità pubblica e dei lavoratori in appalto.