Un giovane, colpito da arresto cardiaco improvviso mentre si trovava sul posto di lavoro, è stato salvato grazie a un intervento cardiochirurgico d’emergenza presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara.
Intervento tempestivo e complesso
Nei giorni scorsi, un ragazzo ha subito un arresto cardiaco improvviso sul luogo di lavoro. La situazione è stata prontamente riconosciuta e un astante ha avviato le manovre di rianimazione cardiopolmonare. Questo ha permesso di attivare l’elisoccorso che lo ha trasportato in codice rosso all’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Maggiore della Carità” di Novara.
All’arrivo in ospedale, i medici hanno sospettato una miocardite fulminante, una patologia rara e spesso fatale. Un’equipe multidisciplinare, guidata dal professor Giuseppe Patti e dal dottor Giovanni Casali, ha subito attivato un doppio sistema di assistenza meccanica circolatoria: ECMO (ossigenazione extracorporea a membrana) e IMPELLA (pompa cardiaca percutanea). Questa strategia di “dual-support” ha fornito un’adeguata assistenza cardio-polmonare durante la fase critica di disfunzione cardiaca acuta, permettendo al miocardio di recuperare completamente la sua funzionalità.
Nei giorni successivi, il paziente ha mostrato un netto miglioramento clinico, consentendo la progressiva riduzione dei supporti esterni. È stato trasferito dalla Terapia Intensiva Cardiochirurgica all’unità di Terapia Subintensiva e infine alla degenza ordinaria.
«Quando un paziente è colpito da arresto cardiaco per miocardite fulminante, la prognosi è molto sfavorevole e il rischio di danni neurologici è altissimo. – spiega il dottor Casali – Che questo giovane non abbia riportato alcun danno neurologico è eccezionale e dimostra come la tempestività, la competenza e l’organizzazione possano salvare vite. È fondamentale sottolineare che tali risultati sono possibili solo grazie a una sinergia multidisciplinare. Il caso ha visto coinvolti cardiologi, cardiochirurghi, cardioanestesisti, chirurghi vascolari, tecnici di fisiopatologia cardiovascolare e personale infermieristico altamente qualificato.
«È essenziale aumentare la sensibilizzazione sulla diffusione di sistemi e persone addestrate per intervenire immediatamente in caso di arresto cardiaco sul territorio. – aggiunge il professor Patti – Come dimostra il caso del nostro giovane paziente, la nostra AOU, centro hub per il Piemonte nord-orientale, è in grado di fornire tecnologie all’avanguardia per affrontare gravi patologie cardiache acute come quella riscontrata in questo caso.»
Il giovane paziente è stato dimesso in riabilitazione con un recupero neurologico quasi completo e potrà riprendere gradualmente le sue attività quotidiane.
«Questo giovane è tornato a casa grazie alla competenza del nostro team di Cardiochirurgia, capace di affrontare tempestivamente emergenze complesse. – commenta il dottor Stefano Scarpetta, Direttore generale – Un sincero ringraziamento va al Prof. Patti, al Dott. Casali e all’intera equipe per il loro impegno quotidiano nella cura di pazienti complessi.»