Il 26 maggio 2026, presso l’aula consiliare dell’Azienda ospedaliero-universitaria Maggiore della Carità di Novara, si è tenuto un incontro stampa dedicato a temi fondamentali come ricerca scientifica, innovazione organizzativa e qualità delle cure.
Tumore al seno e glaucoma: i progetti in evidenza
Durante l’appuntamento sono stati presentati i risultati e le prospettive future delle attività della Struttura complessa di Oncologia, guidata dalla professoressa Alessandra Gennari, e della Struttura complessa di Oftalmologia, diretta dal professor Stefano De Cillà. Queste eccellenze dell’ospedale novarese e dell’Università del Piemonte Orientale sono impegnate nello sviluppo di modelli di cura sempre più personalizzati e sostenibili.
Progetto SNP-ET: un test per le terapie personalizzate
Tra i protagonisti dell’incontro, il progetto di ricerca “SNP-ET”, coordinato dalla dottoressa Benedetta Conte e finanziato nell’ambito del Bando Ricerca Finalizzata 2024 – Giovani ricercatori del Ministero della Salute. Questa iniziativa, della durata di 36 mesi, mira a sviluppare un test innovativo, non invasivo e a basso costo per personalizzare la terapia ormonale nelle giovani pazienti affette da carcinoma mammario ormono-sensibile in fase iniziale.
L’Oncologia dell’AOU di Novara, riconosciuta come punto di riferimento per la diagnosi e il trattamento dei tumori solidi, integra attività clinica, ricerca traslazionale e sperimentazione terapeutica avanzata, con particolare attenzione al tumore della mammella. Il progetto coinvolge tre centri italiani di eccellenza: l’AOU Maggiore della Carità di Novara come coordinatore, l’IRCCS Policlinico San Martino di Genova e l’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli. L’obiettivo è analizzare le varianti genetiche ereditarie coinvolte nel metabolismo degli estrogeni, al fine di prevedere il rischio di recidiva tardiva e la tossicità delle terapie endocrine.
«La nostra ipotesi – ha spiegato Benedetta Conte – è che alcune varianti genetiche influenzino i livelli di estrogeni, aumentando il rischio di recidiva e riducendo la probabilità di effetti collaterali gravi, come l’osteoporosi». L’obiettivo finale è sviluppare un test basato su un semplice prelievo di sangue, in grado di supportare decisioni terapeutiche più mirate, migliorando così la qualità di vita delle pazienti e riducendo il rischio di sovratrattamento.
Cliniche virtuali per la gestione del glaucoma
Durante la conferenza è stato presentato anche il progetto “Asynchronous Virtual Clinics for Monitoring Glaucoma and Retinal Disease Patients”, dedicato alla gestione delle patologie oculari croniche, finanziato dal Ministero della Salute. La Struttura di Oftalmologia dell’AOU di Novara, specializzata nella diagnosi e nel trattamento delle malattie oculari, propone un nuovo modello organizzativo basato su “cliniche virtuali asincrone”.
Il progetto, coordinato dall’AOU Maggiore della Carità di Novara insieme alla Città della Salute e della Scienza di Torino e alla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, ha un finanziamento complessivo di 450 mila euro e una durata prevista di 36 mesi. Il modello prevede che il paziente esegua gli esami diagnostici con personale sanitario dedicato, mentre la valutazione clinica avviene successivamente dallo specialista. Questa soluzione è pensata per ridurre i tempi di attesa, ottimizzare il lavoro medico e aumentare la capacità assistenziale del sistema sanitario.
«Questo progetto nasce da una criticità del sistema sanitario – ha dichiarato il professor Alessandro Rabiolo – con l’aumento dei pazienti cronici e risorse limitate. Le cliniche virtuali rappresentano una risposta concreta, permettendo di aumentare la capacità assistenziale senza compromettere la qualità delle cure». Secondo dati preliminari e esperienze internazionali, il nuovo modello potrebbe aumentare fino al 50% il numero di visite gestibili, mantenendo elevati standard clinici e permettendo ai medici di concentrarsi sui pazienti che richiedono maggiore assistenza diretta.
Ricerca e innovazione: un futuro strategico
Il direttore generale dell’AOU Maggiore della Carità di Novara, Stefano Scarpetta, ha concluso l’incontro sottolineando il valore strategico della ricerca e dell’innovazione per il futuro della sanità pubblica. «La nostra Azienda – ha evidenziato Scarpetta – conferma il proprio ruolo di polo di eccellenza clinica e scientifica, capace di attrarre finanziamenti nazionali e promuovere progetti che migliorano concretamente la presa in carico dei pazienti e la sostenibilità del sistema sanitario». Il messaggio finale dell’incontro ha ribadito: «Ricerca, innovazione e centralità della persona: è da qui che passa la sanità del futuro».