Dal 12 al 14 giugno

“Questo non è un festival. È un’altra storia”: tre giorni di cultura a Novara

Tra i protagonisti dell'evento Dandini, Ammaniti, Nori, Calabresi, Severgnini, Veneziani, Brondi e molti altri

“Questo non è un festival. È un’altra storia”: tre giorni di cultura a Novara

Novara si prepara ad accogliere “QUESTO NON È UN FESTIVAL. È un’altra Storia”, un evento che si svolgerà dal 12 al 14 giugno nel cortile del Castello Sforzesco e negli spazi del Circolo dei lettori e delle lettrici.

Un evento di cultura e riflessione

Questo appuntamento si propone di unire letteratura, musica e divulgazione, invitando i partecipanti a riflettere su come le storie personali e collettive contribuiscano a formare la Storia, con la “S” maiuscola. Il programma prevede una serie di incontri, reading, performance e dj set, con la partecipazione di nomi di spicco del panorama culturale italiano, tra cui Serena Dandini, Niccolò Ammaniti, Vasco Brondi, Paolo Nori, Mario Calabresi, Jacopo Veneziani, Beppe Severgnini, Paolo Spaccamonti, Gup Alcaro e Samuel Romano.

L’evento, concepito come un “non festival”, alterna momenti di riflessione e intrattenimento, mirando a rendere accessibili temi complessi attraverso la narrazione. I partecipanti potranno esplorare il legame tra memoria storica, attualità, letteratura e musica dal vivo.

Marina Chiarelli, assessore alla Cultura della Regione Piemonte, ha dichiarato: «Questo progetto è un pilastro fondamentale della nostra strategia di decentramento culturale», evidenziando l’importanza della sinergia tra Regione, Comune e Fondazione Circolo dei lettori.

Il collega Luca Piantanida, assessore alla Cultura della Città di Novara, ha sottolineato come il Castello Sforzesco diventi un luogo aperto alla comunità e alla partecipazione, ponendo le storie al centro della lettura del presente.

Per la Fondazione Castello di Novara, la presidente Maurizia Rebola ha evidenziato come questo progetto rafforzi il ruolo della parola e della cultura come strumenti di connessione tra persone e territori. Giulio Biino, presidente della Fondazione Circolo dei lettori, ha richiamato l’importanza delle storie come intreccio tra esperienza individuale e dimensione collettiva, mentre il direttore Giuseppe Culicchia ha messo in luce il potere della letteratura di generare stupore e nuove prospettive sul mondo.

Il programma: una rassegna di eventi imperdibili

Il festival si aprirà venerdì 12 giugno con l’incontro “Le donne della Costituzione”, che vedrà Serena Dandini dialogare con Marina Pierri sul libro Paura non abbiamo. Le donne che hanno fatto la Repubblica (Einaudi), dedicato alle Madri costituenti e al ruolo delle donne nella nascita della Repubblica italiana (ore 18).

Successivamente, un aperitivo musicale con il dj set di Mr Barini, in collaborazione con Anduma Events (ore 19.30), e in serata la proiezione di The Lodger di Alfred Hitchcock, con sonorizzazione live di Paolo Spaccamonti e Gup Alcaro, introdotta da Roberto Gallaurese (ore 21.30), un’esperienza che unirà cinema e musica in una reinterpretazione sonora del classico del cinema muto.

Sabato 13 giugno si apre con Vasco Brondi e l’incontro “Non fare niente, e altre forme d’arte” (ore 18), in dialogo con Martino Gozzi, partendo da Una cosa spirituale (Einaudi), che esplora il legame tra creatività e dimensione interiore.

A seguire, Niccolò Ammaniti incontrerà Marco Peano per discutere “Storie, paure, identità condivise” (ore 19), incentrato sul romanzo Il custode (Einaudi), e sul percorso del protagonista tra crescita e oscurità familiari. In serata, un dj set di Footloosing (ore 20), prima dell’incontro con Paolo Nori che presenterà Delitto e castigo di Dostoevskij (ore 21), analizzando l’opera e i suoi personaggi.

Domenica 14 giugno si inizia alle 11 con Mario Calabresi e l’incontro “Le vite degli altri: cronache che diventano Storia”, dedicato al legame tra giornalismo, memoria e costruzione del racconto collettivo.

Nel pomeriggio, Jacopo Veneziani presenterà “Non chiamatele muse!”, un viaggio nella storia dell’arte per dare visibilità alle artiste spesso escluse dal racconto ufficiale (ore 18). A seguire, Beppe Severgnini discuterà “Il comunismo è morto, le dittature no” (ore 19), riflettendo sulle attuali trasformazioni geopolitiche.

Il festival si concluderà con un dj set di Samuel Romano (ore 20), offrendo una serata musicale nel cortile del Castello Sforzesco.

L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Circolo dei lettori, Comune di Novara e Fondazione Castello, con il supporto della Regione Piemonte e la collaborazione della Libreria Lazzarelli.