“Quando una parte così autorevole della comunità scientifica esprime dubbi sulle modalità di pianificazione degli interventi di scavo e pulizia dei corsi d’acqua, la Regione è tenuta a fornire risposte chiare e basate su dati oggettivi”, afferma Domenico Rossi, consigliere regionale del Partito Democratico. Rossi ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale riguardo al “Quarto programma di interventi di manutenzione idraulica con asportazione di materiale litoide”, sollecitato dalle preoccupazioni del Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale (CIRF) e da un gruppo di scienziati, docenti universitari e ricercatori del CNR e dell’ENEA. Questi ultimi hanno inviato una formale lettera di protesta alla Giunta il 29 maggio 2026, evidenziando gravi anomalie e criticità nel piano.
Criticità del programma
Secondo le osservazioni del CIRF, il piano approvato dalla Giunta prevede interventi di escavazione per oltre 684 mila metri cubi di sedimenti, ma presenta criticità riguardo alla coerenza con le direttive dell’Autorità di Bacino del Po. Inoltre, mancherebbero motivazioni tecnico-scientifiche che giustifichino gli interventi e si evidenziano possibili impatti sugli ecosistemi fluviali.
“La sicurezza del territorio e la tutela dell’ambiente non devono essere in contrapposizione. È necessario adottare interventi efficaci, trasparenti e in linea con le migliori conoscenze scientifiche disponibili. Per questo motivo, chiedo alla Regione su quali evidenze scientifiche si basi la decisione di continuare con questo modello di gestione dei sedimenti. Esistono monitoraggi che dimostrino la sua efficacia nella riduzione del rischio di alluvioni? Non sarebbe opportuno riconsiderare il programma alla luce delle osservazioni della comunità scientifica?” ha concluso Rossi.