Nel primo trimestre del 2026, le esportazioni delle province di Novara e Vercelli hanno registrato una diminuzione complessiva del -2,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In contrasto, l’export nazionale ha mostrato una crescita del +1,3%. Questo andamento negativo segue la contrazione già osservata alla fine del 2025, durante la quale l’export aveva chiuso con un incremento del +3,8%, a fronte di un aumento nazionale del +3,3% su base annua.
Analisi dei dati
Esaminando esclusivamente le esportazioni manifatturiere, il primo trimestre del 2026 ha registrato un lieve calo, attestandosi a 2,6 miliardi di euro, con una variazione del -0,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I settori più colpiti includono i macchinari e apparecchi, in calo del -4,9%, e le sostanze e prodotti chimici, che segnano una contrazione del -6,8%. Questi due settori rappresentano rispettivamente oltre un quinto e il 13% dell’export manifatturiero delle due province. Anche i prodotti alimentari, bevande e tabacco hanno subito una diminuzione (-0,7%), così come altri comparti minori come il legno e i suoi derivati (-17,7%), i prodotti petroliferi raffinati (-41,2%) e quelli delle altre attività manifatturiere (-5,2%). Tuttavia, all’interno del segmento dei macchinari e apparecchi, la rubinetteria e il valvolame hanno evidenziato una crescita del +1,9%. Allo stesso modo, il comparto tessile ha mostrato un incremento del +6,2%, sebbene l’export di prodotti tessili sia diminuito del -4,7%, mentre gli articoli di abbigliamento sono aumentati del +7,5%. Tra i settori in crescita, si segnalano anche i metalli e prodotti in metallo (+12,0%), articoli in gomma e plastica (+8,7%), articoli farmaceutici e chimico-medicinali (+3,7%), mezzi di trasporto (+4,0%), computer e apparecchi elettronici (+19,4%) e apparecchi elettrici (+0,9%).
Geografia dell’export
La ripartizione geografica dell’export manifatturiero evidenzia, nel primo trimestre del 2026, un incremento delle vendite verso i 27 Paesi dell’UE (+5,6% rispetto allo stesso periodo del 2025), mentre si registra una diminuzione verso i Paesi extra UE-27 (-9,1%). Le esportazioni verso l’UE-27, pari a 1,6 miliardi di euro, rappresentano il 63,6% dell’export manifatturiero complessivo delle province, in aumento rispetto al 60,1% del 2025. Al contrario, le esportazioni verso i mercati extra-UE ammontano a 940 milioni di euro, corrispondendo al 36,4% (rispetto al 39,9% del 2025).
Per quanto riguarda i mercati specifici, nel primo trimestre del 2026 si osserva un’inversione di tendenza nell’export verso i Paesi Bassi e gli Stati Uniti: i Paesi Bassi mostrano una crescita del +0,7%, mentre gli Stati Uniti registrano una flessione del -3,4%. A causa del conflitto Usa-Iran, gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un calo del -29,1%, perdendo la loro posizione tra le principali destinazioni dell’export manifatturiero, sostituiti dal Belgio, che ha comunque visto un decremento del -9,6%. Le vendite verso la Spagna (+19,1%), la Francia (+9,0%), la Polonia (+4,5%) e la Germania (+2,7%) sono aumentate, mentre le esportazioni verso la Cina (-1,3%), il Regno Unito (-3,6%) e la Svizzera (-11,1%) sono in calo.
In termini di classifiche, nel primo trimestre del 2026 si conferma l’ordine già rilevato nel 2025, con il Belgio che si inserisce al posto degli Emirati Arabi Uniti. Francia, Germania e Stati Uniti occupano i primi tre posti, ricevendo complessivamente il 37,7% dell’export manifatturiero delle province. Seguono Spagna, Regno Unito, Polonia, Cina, Paesi Bassi e Svizzera, con il Belgio che chiude la classifica. In totale, i primi 10 Paesi rappresentano il 65,4% dell’export delle due province.
Importazioni manifatturiere
Per quanto riguarda le importazioni manifatturiere, nel primo trimestre del 2026 si evidenziano differenze significative rispetto al 2025. Le uniche conferme sono la crescita degli approvvigionamenti dai Paesi Bassi (+63,4%) e dalla Cechia (+20,7%), mentre si registra una contrazione degli acquisti dalla Germania (-18,8%). Invertendo la tendenza, il Regno Unito (+37,9%) e la Francia (+3,0%) mostrano segni di ripresa, mentre la Cina (-6,7%), gli Stati Uniti (-7,8%), la Spagna (-7,9%) e il Belgio (-15,7%) sono in calo. La Romania, con un incremento del +39,5%, entra nella lista dei principali mercati di approvvigionamento, sostituendo la Polonia.
Nel primo trimestre del 2026, i principali mercati di importazione sono Francia, Germania e Cechia, con la Francia che guadagna il primo posto, mentre la Germania scende al secondo. La Cechia, guadagnando due posizioni, si colloca al terzo posto, invertendo il posto con gli Stati Uniti, che scendono al quinto. Dai primi tre Paesi proviene il 36,6% dell’import manifatturiero delle province di Novara e Vercelli. Nella classifica per valore di import, la Cina si conferma al quarto posto, seguita dai Paesi Bassi al sesto. Il Regno Unito guadagna due posizioni, diventando settimo, mentre Spagna e Belgio perdono una posizione, diventando rispettivamente ottavi e noni. La Romania entra in decima posizione, sostituendo la Polonia. Complessivamente, i primi 10 Paesi rappresentano il 75,4% dell’import delle due province.