A partire dal 1° luglio, il Cisa Ovest Ticino avrà a disposizione un nuovo Centro antiviolenza, denominato “Elara”, situato a Trecate, all’interno dello Sportello Donna, attivo da vent’anni nei locali messi a disposizione dal Comune di Trecate in via Dante.
Il nuovo centro è stato realizzato grazie a un finanziamento di 50mila euro dalla Regione Piemonte e alla collaborazione tra il Cisa Ovest Ticino e la cooperativa sociale “Liberazione e Speranza”, già gestore del Centro antiviolenza di Novara, attraverso un protocollo d’intesa della durata di tre anni.
«Una scelta per la dignità e la sicurezza»
Il progetto è stato presentato dalla presidente del Cisa Ovest Ticino Carla Zucco, dal direttore Valentina Bertone, dalla vicedirettrice e responsabile dell’Area Adulti, Minori e Famiglie Anna Caprino e dal presidente dell’Assemblea dei sindaci del Consorzio Lido Beltrame.
«Il Centro antiviolenza “Elara” rappresenta un passo significativo: non solo un nuovo servizio, ma una scelta chiara per affermare il diritto alla dignità, alla libertà e alla sicurezza delle donne».
Per i dirigenti del Consorzio, la violenza contro le donne è un tema che coinvolge l’intera comunità: «Non è una questione privata, ma un problema sociale e culturale». Per questo, è fondamentale investire in reti di collaborazione tra enti pubblici, Terzo settore, sistema sanitario, forze dell’ordine, autorità giudiziaria, scuole e associazioni, sostenuti dalla Regione Piemonte e dall’esperienza della cooperativa Liberazione e Speranza.
«Siamo certi che solo attraverso un lavoro congiunto si possano fornire risposte concrete. Il welfare moderno deve andare oltre le prestazioni, promuovendo diritti e coesione sociale. “Elara” nasce in questa ottica, ponendo al centro la persona e la sua possibilità di ricostruire il proprio progetto di vita».
Un progetto frutto di una rete istituzionale
L’attivazione del nuovo Centro rappresenta un’evoluzione di un percorso iniziato nel 2007 con il Protocollo d’intesa contro la violenza domestica, firmato da Prefettura, Procura, Questura, Carabinieri, Azienda ospedaliera Maggiore della Carità, Asl Novara e altri enti.
Nel 2017 è stato siglato il Protocollo per la creazione del Centro antiviolenza provinciale, coordinato dal Comune di Novara, al quale ha aderito anche il Cisa Ovest Ticino.
«Nel 2025 – ricordano Zucco, Bertone e Caprino – il Consorzio, in sinergia con “Liberazione e Speranza”, ha presentato alla Regione Piemonte una manifestazione di interesse per ottenere fondi destinati alla creazione di un nuovo Centro antiviolenza. Obiettivo raggiunto, che ci permette di avviare “Elara” e la rete di servizi dal 1° luglio.
Sportelli sul territorio e numero attivo 24 ore su 24
Il servizio sarà organizzato attraverso una rete di sportelli territoriali, con l’obiettivo di rispondere tempestivamente ai bisogni delle donne vittime di violenza e dei loro figli.
Le finalità includono la gestione delle situazioni di emergenza, l’attivazione immediata degli interventi di protezione, il raccordo con i servizi sociali e sanitari, e la collaborazione con le forze dell’ordine e altri soggetti coinvolti nella lotta contro la violenza di genere.
Particolare attenzione sarà dedicata alla raccolta di dati, alla formazione degli operatori e alle attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza e alle scuole.
Il Centro adotterà un metodo di valutazione del rischio, sarà collegato al 1522 e fornirà anche il numero 348 8698973, attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, per emergenze e richieste di aiuto.
I partner del protocollo collaboreranno con Case rifugio, Case di accoglienza, il sistema sanitario, il Dea, i Pronto soccorso e le forze dell’ordine, favorendo anche opportunità di inserimento lavorativo, formazione e autonomia abitativa per le donne.
«Contrastare la violenza – sottolineano Zucco, Bertone e Caprino – non significa solo intervenire quando si presenta, ma costruire una comunità capace di prevenirla, riconoscerla e non lasciarla mai nell’ombra».
I ruoli del Cisa e di “Liberazione e Speranza”
Il Cisa Ovest Ticino fornirà assistenti sociali dedicate alla rete antiviolenza, interventi socio-educativi, la sede operativa, attività di orientamento al lavoro, raccolta dati, monitoraggio e progetti di sensibilizzazione nelle scuole.
«La protezione delle vittime – evidenziano Zucco, Bertone e Caprino – deve andare di pari passo con la promozione della loro autonomia: lavoro, casa, supporto psicologico, consulenza legale e una rete di relazioni sono essenziali affinché una donna possa liberarsi dalla violenza».
I dirigenti del Consorzio pongono inoltre l’accento sulla prevenzione: «Educare al rispetto, promuovere relazioni basate sull’uguaglianza e sensibilizzare le nuove generazioni significa affrontare le radici culturali della violenza».
La cooperativa Liberazione e Speranza garantirà l’accoglienza presso il Centro di Trecate, la reperibilità telefonica continua, supporto psicologico, consulenza legale, mediazione interculturale, supervisione delle operatrici e la condivisione di progetti di prevenzione e inserimento lavorativo.
«Nessuna donna deve essere lasciata sola»
Per Zucco, Bertone, Caprino e Beltrame, “Elara” simboleggia «un territorio che decide di affrontare il problema investendo nella prossimità, nella professionalità e nella solidarietà».
«Il welfare di comunità si fonda su diritti, responsabilità condivisa e collaborazione tra istituzioni e società civile. Una comunità è realmente forte quando nessuna donna viene lasciata sola e la sua libertà è un valore da difendere».
Chiarelli: «Un presidio fondamentale per il Novarese»
L’assessore regionale alle Pari Opportunità Marina Chiarelli esprime la sua soddisfazione.
«L’apertura del Centro antiviolenza “Elara” è un risultato significativo per tutto il Novarese e testimonia l’impegno della Regione a rafforzare una rete di protezione e sostegno per le donne vittime di violenza. Ogni nuovo presidio offre un riferimento concreto a chi ha il coraggio di chiedere aiuto, garantendo ascolto, accoglienza e percorsi di autonomia».
Chiarelli sottolinea che «la violenza di genere si combatte attraverso servizi qualificati, il lavoro di rete tra istituzioni, enti locali, forze dell’ordine e Terzo settore, ma soprattutto tramite la prevenzione e la diffusione di una cultura del rispetto».
L’assessore assicura che la Regione continuerà a investire nel rafforzamento della rete piemontese dei Centri antiviolenza, degli sportelli e delle Case rifugio. «La sicurezza, la libertà e l’autonomia delle donne sono una priorità assoluta per il nostro governo».
Impaloni: «Qui ascolto e risposte concrete»
Anche Elia Impaloni, presidente della cooperativa Liberazione e Speranza, sottolinea il valore del progetto.
«La nostra presenza qui dimostra che il territorio ha saputo ascoltare un bisogno e dare voce a chi chiede aiuto, spesso in silenzio. Ha risposto con fatti concreti, dimostrando una propensione alla collaborazione che rappresenta un modello da seguire».
Secondo Impaloni, questa capacità di fare rete è fondamentale per fornire alle donne vittime di violenza strumenti concreti di protezione, sostegno e ricostruzione del futuro.
