L’udienza preliminare per l’omicidio di Kamal Kharbouch è stata programmata per martedì 28 luglio 2026. Kharbouch, un giovane di nazionalità marocchina, fu trovato agonizzante la notte del 28 agosto dello scorso anno nei pressi della rotonda tra via Pietro Micca e via Gnifetti, nel quartiere Sant’Andrea-Santa Rita a Novara.
Dettagli sull’omicidio
Il ragazzo era stato colpito al torace da un proiettile e morì poco dopo il ricovero all’ospedale Maggiore. Durante l’udienza preliminare recente, è stata esclusa l’aggravante della premeditazione, il che potrebbe portare a una richiesta di rito abbreviato per due dei tre imputati.
Tra gli imputati si trova il presunto autore materiale, Mohamed Atman, 36 anni, noto come “Minur”, assistito dagli avvocati Stefano e Rachele Allegra. Accanto a lui, Zouhair El Rharbi, 28 anni, accusato di complicità e assistito dall’avvocato Michele Celere Spaziante.
Il terzo indagato, Aymane Lakdime, 23 anni, difeso dall’avvocato Antonella Lobino, ha visto disposto il non luogo a procedere a causa della sua irreperibilità; le ricerche continueranno fino al 2037.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e coordinate dalla Procura della Repubblica di Novara, si sono focalizzate sul fenomeno dello spaccio di stupefacenti. Kharbouch, privo di documenti, è stato identificato tramite impronte digitali.
Nella notte del delitto, intorno all’1.30, una chiamata al 112 ha segnalato una persona ferita da arma da fuoco. Gli agenti hanno trovato il giovane a terra, privo di sensi e con una grave emorragia. L’autopsia ha confermato che il proiettile ha lesionato l’aorta, causando la morte per emorragia interna.
Le indagini sono state supportate da registrazioni di videosorveglianza e testimonianze, che hanno aiutato a ricostruire gli eventi precedenti allo sparo e a identificare i sospetti. La questione ora sarà portata in aula.
Per un approfondimento completo, è possibile consultare l’articolo di Massimo Delzoppo sul Corriere di Novara del 9 agosto, disponibile in edicola fino a domenica.