Una sentenza significativa è stata emessa dal Giudice di Pace di Novara riguardo ai buoni fruttiferi postali emessi nel 2001, come sottolinea Federconsumatori Verbania.
Condanna per Poste Italiane
L’associazione di consumatori ha comunicato che il giudice ha ordinato a Poste Italiane di rimborsare due pensionati di San Maurizio d’Opaglio, riconoscendo il valore dei titoli e gli interessi accumulati, nonostante il recente orientamento della Corte di Cassazione a favore dell’azienda.
Federconsumatori ha ricostruito la situazione legata ai buoni fruttiferi emessi nel 2001. Secondo l’associazione, molti risparmiatori credevano di aver acquistato titoli con una durata di 20 anni, mentre in realtà diversi buoni avevano scadenze più brevi, che variavano da sette a cinque anni, con alcuni addirittura di soli 18 mesi. Coloro che hanno richiesto il rimborso dopo il 2020, sempre secondo Federconsumatori, si sono trovati di fronte alla prescrizione, perdendo così capitale e interessi.
Inoltre, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha inflitto a Poste Italiane una multa di 1,4 milioni di euro per la scarsa informazione sulla durata degli investimenti. Si stima che oltre 1,5 milioni di risparmiatori in tutta Italia siano coinvolti nella questione, con migliaia di persone interessate nel Verbano Cusio Ossola e un numero ancora maggiore nel Novarese.
Dopo alcune sentenze a favore dei risparmiatori emesse negli ultimi anni, la Corte di Cassazione ha cambiato orientamento a partire da febbraio, escludendo la responsabilità di Poste per la mancata consegna della documentazione informativa.
Il caso in oggetto coinvolge due anziani risparmiatori di San Maurizio d’Opaglio, titolari di buoni fruttiferi della serie AA2 emessi nel giugno 2001 per un valore di 2.500 euro. Dopo il rifiuto del rimborso da parte di Poste Italiane, i pensionati si sono rivolti a Federconsumatori Piemonte e, assistiti dall’avvocato Enzo Iapichino, hanno presentato ricorso.
Con la sentenza del 16 luglio, il Giudice di Pace di Novara ha accolto le richieste dei risparmiatori, ordinando a Poste Italiane di rimborsare il valore dei buoni e gli interessi maturati. Nelle motivazioni, il giudice ha riconosciuto sia il danno derivante dalla mancanza di informazione ai clienti sia una responsabilità precontrattuale di Poste, discostandosi dall’orientamento della Cassazione.
Federconsumatori considera questa decisione una delle prime pronunce favorevoli ai risparmiatori dopo le recenti ordinanze della Suprema Corte e potrebbe influenzare i procedimenti ancora in corso presso i tribunali del territorio e la Corte d’Appello di Torino.
L’associazione ricorda anche di aver ottenuto, prima delle decisioni della Cassazione, sei sentenze favorevoli nei Tribunali di Novara e Verbania.