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A Cureggio si parla dei 40 anni della loggia massonica P2

Sarà possibile seguire l'incontro su internet.

A Cureggio si parla dei 40 anni della loggia massonica P2
Altro Alto Novarese, 10 Marzo 2021 ore 10:09
L'evento sarà trasmesso online nella serata di domani, giovedì 11 marzo, per la rassegna "Marzo a Colori".

"Marzo a colori" prosegue con un approfondimento sui 40 anni della loggia massonica P2

L'iniziativa calendarizzata dall'amministrazione comunale di Cureggio prosegue dopo l'apertura con Carmelo Maisano e la sua "intervista semiseria". Giovedì sera sarà la volta dello studioso Alberto Gemelli, che intervisterà Giuliano Turone, il magistrato che assieme a Gherardo Colombo scoprì gli intrighi della loggia P2.
Ecco la presentazione della serata:
Quaranta anni fa, il 17 marzo 1981, una perquisizione nell'azienda di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi (AR) portò alla luce gli intrighi della loggia P2. A ordinare quella perquisizione furono i magistrati milanesi Gherardo Colombo e Giuliano Turone, che indagavano su Michele Sindona. Giovedì 11 marzo sarà proprio Turone a rievocare quei fatti in una serata online dal titolo "1981-2021: l’Italia occulta della P2"; organizzata dal Comune di Cureggio nell'ambito della rassegna "Marzo a colori", sarà visibile dalle 21 sul gruppo Facebook "Quelli di Cureggio" e sul canale Youtube comunale (https://bit.ly/Comune-di-Cureggio).
Prendendo le mosse dal suo ultimo libro, "Italia occulta" (Chiarelettere, 2019), Giuliano Turone, intervistato dal ricercatore Alberto Gemelli, racconterà fatti di cui è stato protagonista in prima persona e, col rigore documentario del magistrato, ricostruirà vicende che hanno sconvolto la Repubblica nel "triennio maledetto 1978-1980": Moro, Pecorelli, Sindona, Ambrosoli, la strage di Bologna. Un cumulo di fatti atroci ricostruiti in un disegno complessivo di cui Turone svelerà retroscena e connessioni, crimini e intrighi.
Cenni biografici
Giuliano Turone, giudice emerito della Corte di cassazione e già docente di Tecniche dell’investigazione all’Università Cattolica di Milano, è stato il giudice istruttore che, prima di occuparsi delle inchieste su Michele Sindona e sulla Loggia P2, ha indagato sulla presenza di Cosa nostra a Milano negli anni Settanta arrivando all’incriminazione del capomafia di allora, Luciano Liggio. Negli anni Novanta ha fatto parte del primo staff di magistrati della Procura nazionale antimafia. Ha collaborato con il Consiglio d’Europa, per la redazione della convenzione di Strasburgo del 1990 sul riciclaggio, e con le Nazioni Unite, svolgendo attività di pubblico ministero presso il Tribunale penale internazionale dell’Aja per l’ex Jugoslavia e contribuendo alla redazione dell’Oxford University Press Commentary sullo statuto della Corte penale internazionale (2002). Tra i libri che ha scritto: “Il caffè di Sindona” (con Gianni Simoni, Garzanti 2009), “Il caso Battisti” (Garzanti 2013), “Il delitto di associazione mafiosa” (Giuffré 2015) e, insieme ad Antonella Beccaria, “Il boss. Luciano Liggio: da Corleone a Milano, una storia di mafia e complicità” (Castelvecchi 2018).