A Pernate proteste per via Romentino, “una pista da Formula 1”

A Pernate proteste per via Romentino, “una pista da Formula 1”
Altro 04 Luglio 2015 ore 12:45

NOVARA - Una vera e propria pista da Formula 1. Questa è la descrizione che, stando a molti residenti in zona, meglio si addice a via Romentino, strada che collega la periferia di Pernate al comune dell’Ovest Ticino e che, a ogni ora del giorno e della notte, è percorsa da numerosi veicoli, alcuni a velocità davvero particolarmente elevate. Questa situazione è senz’altro quella che maggiormente preoccupa chi abita lungo la via, che rappresenta proprio l’accesso a Novara dalla frazione di Pernate.

«La strada sembra davvero una pista da corsa – spiega Ercole Lavatelli, residente con la moglie proprio all’ingresso di Pernate per chi proviene da Romentino – Questo lungo rettilineo, evidentemente, spinge a pigiare, e tanto, i piedi sull’acceleratore. Non ci si accorge, però, che qui si entra in pieno centro abitato. Ci sono case da ambo le parti della strada, villette, abitazioni, e c’è gente, quindi, che esce di casa o che magari attraversa per recarsi da qualche vicino. Il pericolo è costante. Una strada per nulla sicura. Non si riesce mai a trovare una soluzione per poterla mettere in totale sicurezza. Se ne parla almeno da 25 anni, ma nulla, se non pochissimo – continua – sinora è cambiato. Sia chi arriva da Romentino, sia chi esce da Pernate tende a correre molto, vedendo che è tutta dritta. Anzi in uscita, proprio perché la strada è larga e c’è quindi ampio spazio, sembra la gente tenda di più a correre. Tutte le notti – prosegue Lavatelli, raccontando un aneddoto – intorno alle 5,30, passa una motocicletta che sembra faccia le prove per gareggiare con Valentino Rossi. Sinora non si sono segnalati incidenti gravi, ma la strada fa davvero paura. Già dalla curva (in uscita dalla zona dell’ex sede del CdQ, ndr), c’è chi inizia ad accelerare e ad arrivare in uscita, per arrivare sul cavalcavia, a velocità folli. Ma qui è ancora pieno centro paese (come si vede dalle foto, ndr), con famiglie e bambini. Ne abbiamo parlato con l’assessore competente – ci spiega Lavatelli – ma ci è stato detto che non possono fare molto per ora perché non ci sono soldi».

Ogni tanto lungo la via viene collocato l’autovelox. «Sì, ma l’autovelox tre giorni all’anno su 365 – sostiene Lavatelli – non serve a molto. In passato si era parlato di una rotonda, di cambiare in parte la viabilità della strada, ma non se n’è fatto nulla. Quella discesa, provenendo da Romentino, invita a pigiare sull’acceleratore, ma, se ci fosse qualcosa che spinge a decelerare, sarebbe decisamente meglio. Dissuasori, parti di gomma sull’asfalto, qualsiasi cosa. Qualche elemento che possa portare sicurezza nella zona. Ricordo che se dalla parte dove abito io c’è almeno un marciapiede, di fronte (lato destro per chi proviene da Romentino, ndr), chi esce dalla propria casa, ha solo la strada. Servono interventi strutturali e concreti sulla strada. Sì, qualche anno fa, hanno messo la segnaletica orizzontale, ma uno che scende da quel cavalcavia non bada assolutamente a qualcosa di scritto sull’asfalto e continua a correre».

Monica Curino

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola sabato 4 luglio


NOVARA - Una vera e propria pista da Formula 1. Questa è la descrizione che, stando a molti residenti in zona, meglio si addice a via Romentino, strada che collega la periferia di Pernate al comune dell’Ovest Ticino e che, a ogni ora del giorno e della notte, è percorsa da numerosi veicoli, alcuni a velocità davvero particolarmente elevate. Questa situazione è senz’altro quella che maggiormente preoccupa chi abita lungo la via, che rappresenta proprio l’accesso a Novara dalla frazione di Pernate.

«La strada sembra davvero una pista da corsa – spiega Ercole Lavatelli, residente con la moglie proprio all’ingresso di Pernate per chi proviene da Romentino – Questo lungo rettilineo, evidentemente, spinge a pigiare, e tanto, i piedi sull’acceleratore. Non ci si accorge, però, che qui si entra in pieno centro abitato. Ci sono case da ambo le parti della strada, villette, abitazioni, e c’è gente, quindi, che esce di casa o che magari attraversa per recarsi da qualche vicino. Il pericolo è costante. Una strada per nulla sicura. Non si riesce mai a trovare una soluzione per poterla mettere in totale sicurezza. Se ne parla almeno da 25 anni, ma nulla, se non pochissimo – continua – sinora è cambiato. Sia chi arriva da Romentino, sia chi esce da Pernate tende a correre molto, vedendo che è tutta dritta. Anzi in uscita, proprio perché la strada è larga e c’è quindi ampio spazio, sembra la gente tenda di più a correre. Tutte le notti – prosegue Lavatelli, raccontando un aneddoto – intorno alle 5,30, passa una motocicletta che sembra faccia le prove per gareggiare con Valentino Rossi. Sinora non si sono segnalati incidenti gravi, ma la strada fa davvero paura. Già dalla curva (in uscita dalla zona dell’ex sede del CdQ, ndr), c’è chi inizia ad accelerare e ad arrivare in uscita, per arrivare sul cavalcavia, a velocità folli. Ma qui è ancora pieno centro paese (come si vede dalle foto, ndr), con famiglie e bambini. Ne abbiamo parlato con l’assessore competente – ci spiega Lavatelli – ma ci è stato detto che non possono fare molto per ora perché non ci sono soldi».

Ogni tanto lungo la via viene collocato l’autovelox. «Sì, ma l’autovelox tre giorni all’anno su 365 – sostiene Lavatelli – non serve a molto. In passato si era parlato di una rotonda, di cambiare in parte la viabilità della strada, ma non se n’è fatto nulla. Quella discesa, provenendo da Romentino, invita a pigiare sull’acceleratore, ma, se ci fosse qualcosa che spinge a decelerare, sarebbe decisamente meglio. Dissuasori, parti di gomma sull’asfalto, qualsiasi cosa. Qualche elemento che possa portare sicurezza nella zona. Ricordo che se dalla parte dove abito io c’è almeno un marciapiede, di fronte (lato destro per chi proviene da Romentino, ndr), chi esce dalla propria casa, ha solo la strada. Servono interventi strutturali e concreti sulla strada. Sì, qualche anno fa, hanno messo la segnaletica orizzontale, ma uno che scende da quel cavalcavia non bada assolutamente a qualcosa di scritto sull’asfalto e continua a correre».

Monica Curino

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola sabato 4 luglio