Adriano Giacoletto nuovo direttore dell’Asl No

Adriano Giacoletto nuovo direttore dell’Asl No
Altro 30 Aprile 2015 ore 16:14

NOVARA – E’ Adriano Giacoletto, 57 anni, laureato in giurisprudenza, residente a Novara, ex-Direttore dell’Asl Vco, il nuovo Direttore generale dell’Asl No.
Il Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” Mario Minola, come da previsioni (il suo contratto scade infatti nel 2017), è stato riconfermato nel suo incarico.
Queste le decisioni dell’assessore regionale Antonio Saitta, esposte nel corso della riunione della Giunta del 27 aprile alla presenza del governatore Sergio Chiamparino.

NOVARA – E’ Adriano Giacoletto, 57 anni, laureato in giurisprudenza, residente a Novara, ex-Direttore dell’Asl Vco, il nuovo Direttore generale dell’Asl No.
Il Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” Mario Minola, come da previsioni (il suo contratto scade infatti nel 2017), è stato riconfermato nel suo incarico.
Queste le decisioni dell’assessore regionale Antonio Saitta, esposte nel corso della riunione della Giunta del 27 aprile alla presenza del governatore Sergio Chiamparino.
Giacoletto è stato assunto in Regione nel 1978 all’Ufficio personale. Nel 1983 è passato all’assessorato alla Sanità e dal 1997, con incarichi dirigenziali, prima all’Ospedale Mauriziano “Umberto I” di Torino e quindi, fino al 2000, all’Aou “Maggiore” di Novara, dove è diventato anche responsabile del sistema informativo e controllo di gestione e poi Direttore dipartimento delle Strutture in staff alla Direzione generale. Dal 2006 al 2011 è stato Direttore amministrativo dell’Asl Vco e dal 2011 al 2012 Direttore amministrativo dell’Aou “Maggiore”. All’Asl Vco è ritornato nel 2012, prima come commissario e quindi come effettivo: oggi passa il testimone della direzione a Giovanni Caruso, 62 anni, medico igienista, commissario e direttore generale di Asl a Chieri e Pinerolo e direttore di distretto a Ivrea.
A Biella il successore del novarese Gianfranco Zulian è Gianni Bonelli, 47 anni, attualmente direttore generale dell’Asl Cn1, laureato in economia aziendale alla Bocconi di Milano, che è stato direttore amministrativo all’Azienda Ospedaliera di Alessandria e all’Asl Cn2 di Alba Bra.
Giacoletto e Bonelli sono tra i soli quattro gli uscenti dalle direzioni Asl piemontesi che sono stati riconfermati, ma che però, secondo il principio di turnazione annunciato tempo fa da Saitta, hanno dovuto lasciare la loro attuale sede d’incarico.
In conferenza stampa Chiamparino ha detto che dall’assessorato alla Sanità è stato svolto «un lavoro eccellente come metodo e contenuti. Si era detto che la politica non avrebbe influito sulla scelta degli idonei, e così è stato, tra l’altro applicando per la prima volta la legge Balduzzi sulla composizione delle commissioni giudicatrici». La volontà è quella di «costruire una squadra compatta, con tutti i direttori che partono dai medesimi blocchi di partenza per arrivare a tagliare traguardi come l’uscita dal piano di rientro, il riordino della rete ospedaliera e la realizzazione della rete di assistenza territoriale. Potremo così vincere la sfida di far tornare la sanità piemontese un modello a livello nazionale e contrastare l’esodo verso altre regioni. Ogni direttore dovrà dimostrare capacità di leadership, e il primo esercizio di autonomia e indipendenza sarà la nomina dei direttori sanitari ed amministrativi delle rispettive aziende».
L’assessore Saitta ha evidenziato che «dopo un lavoro utile ad individuare il tecnico più adeguato per risolvere i problemi delle singole aziende, si avvia un percorso di grande novità. Nel contempo inizia la fase di riorganizzazione dell’assessorato alla Sanità, dove verrà costruita una struttura in grado di verificare il raggiungimento degli obiettivi assegnati ai nuovi manager».
Sulle nuove nomine dei direttori generali non sono mancate prese di posizione. Secondo Giulio Manfredi, segretario dell’associazione radicale “Adelaide Aglietta, “scorrendo nomi e biografie dei nuovi 16 direttori generali delle Asr piemontesi – sempre ammesso che tutti accettino il posto – i conti sono presto fatti: un forte segnale di discontinuità rispetto al passato, con l’arrivo di direttori da fuori regione, l’abbiamo solamente per le due Asl torinesi, per l’Asl di Alessandria e per l’Asl di Cuneo. Nel resto del Piemonte – si legge nel comunicato di Manfredi – è stato attuato il solito gioco dell’oca. Idem per i quattro direttori generali confermati, che si trasferiranno semplicemente in un’altra città. E’ innegabile il segnale di discontinuità rispetto al passato, ma tutto il complesso procedimento di selezione messo in atto e, soprattutto, lo stato di fatto e le prospettive della sanità piemontese avrebbero richiesto maggiore coraggio”.
Secondo il gruppo consiliare regionale del Movimento cinque stelle Piemonte, “Saitta e Chiamparino hanno davvero pochi motivi per gongolare in seguito alle nuove nomine dei direttori Asl. Non hanno fatto nulla di straordinario, se non limitarsi ad applicare quanto previsto dalla legge Balduzzi. Se le nomine dei nuovi direttori sono state scelte felici ed utili per il servizio sanitario – commentano – lo si vedrà dalle carte e con il tempo, non certo adesso”.

Lalla Negri