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All’ospedale “Maggiore” arriva la Ret Cam 3

All’ospedale “Maggiore” arriva la Ret Cam 3
Altro Novara, 26 Giugno 2015 ore 15:19

NOVARA – «Una giornata importante per la nostra realtà. E anche in quest’occasione un importante risultato è stato reso possibile dal lavoro svolto con tenacia da parte di un’associazione». Con queste parole il Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” Mario Minola ha presentato la donazione della Ret Cam 3, «apparecchiatura di ultima generazione fondamentale per la diagnosi precoce della retinopatia nel neonato prematuro», sforzo congiunto della onlus “Neo-n”, della Fondazione Comunità del Novarese e delle aziende novaresi “Igor” gorgonzola, “Comoli Ferrari” ed “Electronic system”.

NOVARA – «Una giornata importante per la nostra realtà. E anche in quest’occasione un importante risultato è stato reso possibile dal lavoro svolto con tenacia da parte di un’associazione». Con queste parole il Direttore generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” Mario Minola ha presentato la donazione della Ret Cam 3, «apparecchiatura di ultima generazione fondamentale per la diagnosi precoce della retinopatia nel neonato prematuro», sforzo congiunto della onlus “Neo-n”, della Fondazione Comunità del Novarese e delle aziende novaresi “Igor” gorgonzola, “Comoli Ferrari” ed “Electronic system”.
L’arrivo della Ret Cam3, che sarà consegnata all’Aou la prossima settimana e che sarà operativa con il mese di luglio, è stato presentato, oltre che dal dottor Minola, dalla presidente di “Neo-n” Kosmè De Maria, dal senatore e presidente uscente della Fondazione Comunità del Novarese Ezio Leonardi, dagli imprenditori Fabio, Maurizio e Laura Leonardi di “Igor”, Paolo Ferrari di “Comoli Ferrari”, Florinda Martena di “Electronic system”, dal Direttore della Struttura complessa Neonatologia e Patologia neonatale dell’Aou Federica Ferrero, dal Direttore della Struttura complessa Pediatria e del Dipartimento per la Salute della Donna e del Bambino dell’Aou Gianni Bona e dal Direttore della Struttura complessa Oculistica dell’Aou Stefano De Cillà.
«Grazie al lavoro congiunto di diverse realtà del territorio – ha detto Minola – sono stati raccolti in tre anni 170.000 euro (novantamila raccolti direttamente da “Neo-n” e il resto dagli altri partner del progetto, ndr) che ci hanno consentito questo importante acquisto: oggi la nostra realtà e la sua Struttura Neonatologia e Patologia neonatale, nata dieci anni fa, sono ulteriormente dalla parte dei bambini e soprattutto dei bambini che si affacciano alla vita. La nuova apparecchiatura ci pone tra i primi ospedali in Italia e primo in Piemonte in termini di avanguardia nella prevenzione della retinopatia nel neonato prematuro. Questa è l’ennesima dimostrazione che dalle iniziative benefiche possono scaturire ottimi risultati per tutti».
Commossa Kosmè De Maria. «Questi tre anni di attività della nostra onlus – ha commentato – hnno visto l’impegno di tantissime persone: per noi sono state fondamentali anche le piccole donazioni raccolte di mese in mese. Siamo felicissimi di poter dotare l’Aou di uno strumento con il quale sarà possibile fare diagnosi e ricerca».
Il senatore Leonardi ha rimarcato che «questa iniziativa fa parte dei doveri della nostra Fondazione: alla luce di questo risultato hanno avuto un peso determinante il costante contatto con la “Neon-n” e la mobilitazione dell’opinione pubblica nel territorio: ancora una volta è stato dimostrato che anche il “poco” è in grado di fare “tanto”».
Florinda Martena ha ricordato «l’importanza di un gesto doveroso da parte nostra: tutti siamo stati neonati e oggi dobbiamo essere adulti consapevoli». Paolo Ferrari ha sottolineato «il ruolo importante delle aziende del territorio al di là della possibilità piccola o grande di adesione a progetti significativi: non va mai dimenticato il nostro ruolo sociale». Fabio Leonardi ha dal canto suo ribadito che «le aziende devono essere attente alle esigenze che vengono manifestate dalle varie realtà: abbiamo creduto in questo progetto perché abbiamo riscontrato che la Struttura beneficiaria è davvero il fulcro di un’attività di eccellenza sul piano medico e tecnologico a favore della gente. Un grazie va al dottor Minola per la sua capacità di coinvolgerci in un’iniziativa dagli ottimi risultati».
Molto soddisfatta la dottoressa Ferrero, che ha evidenziato come «la Ret Cam3, oltre ad evitare il disagio di dover trasportare i nostri piccoli pazienti in altre strutture per la diagnosi, consentirà di effettuare in loco la diagnosi e il costante monitoraggio dell’eventuale trattamento chirurgico di questa patologia. Pensiamo che questi sforzi congiunti siano stati davvero determinanti anche alla luce del fatto che questa patologia colpisce una percentuale piuttosto significativa dei prematuri: nel 2013 la percentuale di neonati con rop è stata del 41,9 per cento e di quelli con rop severa del 12,9 per cento». Il professor Bona ha spiegato che «questa donazione è un ulteriore mattone che aggiungiamo all’attività del nostro Dipartimento, che segue casi che vanno dal neonato prematuro di cinque ettogrammi fino al diciottenne in età pediatrica». Il dottor De Cillà («che con alcuni colleghi si è formato allo specifico utilizzo dell’apparecchiatura», come ha ricordato Minola) ha infine messo in luce «l’importanza di una strumentazione, in grado di registrare immagini a 130°, fatto che ridurrà al massimo il disagio determinato dalla manipolazione per un neonato che si trova già in un’oggettiva situazione di stress e che consentirà di utilizzare il materiale registrato per poterci confrontare anche con altri centri grazie alla telemedicina nel percorso diagnostico e terapeutico».

Lalla Negri