Alpini a L’Aquila per “costruire il futuro”

Alpini a L’Aquila per “costruire il futuro”
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L’AQUILA – “Uno sguardo al passato per costruire il futuro” recitava lo striscione della sezione di Novara degli alpini – guidata dal presidente Antonio Palombo – transitata davanti al palco d’onore della sfilata all’Adunata nazionale delle penne nere all’Aquila ancora ferita dal terremoto che l’ha devastata sei anni fa. E, a seguire, quello del Cusio-Omegna – 37 gruppi quasi tutti presenti alla guida di Andrea Francioni – che diceva: “La tradizione vuole gli alpini generosi e fedeli custodi della memoria”. Cent’anni dopo la prima guerra mondiale gli alpini si apprestano a celebrare questa settimana l’ultimo giorno della pace e con esso i loro tradizionali valori: impegno, solidarietà e memoria. Lo hanno fatto come sempre all’appuntamento annuale, quest’anno a L’Aquila che ha visto l’intervento nel tempo anche delle penne nere della “Fregonara” (17 gruppi), e delle altre sezioni delle due province che ieri non hanno mancato l’appuntamento: quella di Intra con i suoi tre gruppi guidata da Gian Piero Maggioni e quella forte dei suoi 92 anni di storia e dei 47 gruppi dell’Ossola condotta da Giovanni Grossi.

L’AQUILA – “Uno sguardo al passato per costruire il futuro” recitava lo striscione della sezione di Novara degli alpini – guidata dal presidente Antonio Palombo – transitata davanti al palco d’onore della sfilata all’Adunata nazionale delle penne nere all’Aquila ancora ferita dal terremoto che l’ha devastata sei anni fa. E, a seguire, quello del Cusio-Omegna – 37 gruppi quasi tutti presenti alla guida di Andrea Francioni – che diceva: “La tradizione vuole gli alpini generosi e fedeli custodi della memoria”. Cent’anni dopo la prima guerra mondiale gli alpini si apprestano a celebrare questa settimana l’ultimo giorno della pace e con esso i loro tradizionali valori: impegno, solidarietà e memoria. Lo hanno fatto come sempre all’appuntamento annuale, quest’anno a L’Aquila che ha visto l’intervento nel tempo anche delle penne nere della “Fregonara” (17 gruppi), e delle altre sezioni delle due province che ieri non hanno mancato l’appuntamento: quella di Intra con i suoi tre gruppi guidata da Gian Piero Maggioni e quella forte dei suoi 92 anni di storia e dei 47 gruppi dell’Ossola condotta da Giovanni Grossi.
I piemontesi in trasferta sono sfilati con gli altri 300mila presto al mattino di ieri, fra i primi: alle 10 il corteo con le sezioni sabaude aveva già concluso il proprio dovere. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha rivolto agli alpini un messaggio dal capoluogo abruzzese. «Quest’anno – ha detto fra l’altro Pinotti – avete scelto L’Aquila per celebrare questo importante evento: non è una scelta casuale. Nel 2009 L’Aquila è stata colpita da un terribile terremoto che ha provocato 309 vittime e distrutto il volto della città. Voi alpini eravate lì, con la vostra forza, la vostra generosità, la vostra umanità, per soccorrere e ricostruire, per rassicurare, per riportare la normalità dopo un evento così tragicamente eccezionale. Il vostro è stato un impegno di solidarietà sul quale tutti gli italiani sanno di poter contare sempre. Così è stato nel 1966 in Vajont, in Friuli nel 1976, in Irpinia nell’80 e, più recentemente in Emilia e in Liguria, per fronteggiare l’emergenza maltempo. Ma anche all’estero, dall’Afghanistan al Centrafrica, siete stati e siete sempre in prima linea, assistendo milioni di persone e realizzando centinaia di progetti». Parole in linea col messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha esortato gli alpini «a continuare nel loro impegno civico sui territori».

r.c.n.

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