Appuntamento di riflessione e preghiera sul fenomeno della tratta a Novara

Appuntamento di riflessione e preghiera sul fenomeno della tratta a Novara
26 Gennaio 2015 ore 14:36

NOVARA – In occasione della prima “Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone”, promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti, dal Pontificio Consiglio della Giustizia e Pace, delle Unioni Internazioni femminili e maschili dei Superiori Generali, e sostenuta personalmente da papa Francesco, la Diocesi di Novara, la Caritas diocesana, Migrantes, la Commissione Giustizia e Pace, l’associazione “Liberazione e speranza-Onlus”, l’Usmi (Unione Superiori Maggiori d’Italia) e il Cism (Conferenza italiana Superiori Maggiori) invitano ad una serata di riflessione e di preghiera contro la tratta di persone.

La serata di riflessione e di preghiera avrà luogo a Novara con la partecipazione del vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, alla parrocchia di San Francesco alla Rizzottaglia sabato 7 febbraio dalle 20,45.

NOVARA – In occasione della prima “Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone”, promossa dal Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti, dal Pontificio Consiglio della Giustizia e Pace, delle Unioni Internazioni femminili e maschili dei Superiori Generali, e sostenuta personalmente da papa Francesco, la Diocesi di Novara, la Caritas diocesana, Migrantes, la Commissione Giustizia e Pace, l’associazione “Liberazione e speranza-Onlus”, l’Usmi (Unione Superiori Maggiori d’Italia) e il Cism (Conferenza italiana Superiori Maggiori) invitano ad una serata di riflessione e di preghiera contro la tratta di persone.

La serata di riflessione e di preghiera avrà luogo a Novara con la partecipazione del vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, alla parrocchia di San Francesco alla Rizzottaglia sabato 7 febbraio dalle 20,45.

Il fenomeno

“La tratta di esseri umani – si legge in una nota di Liberazione e Speranza onlus, realtà che dal 2000 si occupa della lotta alla tratta – è una delle peggiori schiavitù del XXI secolo. E riguarda il mondo intero. Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (Unodc) circa 21 milioni di persone, spesso povere e vulnerabili, sono vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale o lavoro forzato, espianto di organi, accattonaggio forzato, servitù domestica, matrimonio forzato, adozione illegale e altre forme di sfruttamento. Ogni anno, circa 2,5 milioni di persone sono vittime di traffico di esseri umani e riduzione in schiavitù; il 60 per cento sono donne e minori. Spesso subiscono abusi e violenze inaudite. D’altro canto, per trafficanti e sfruttatori la tratta di esseri umani è una delle attività illegali più lucrative al mondo: rende complessivamente 32 miliardi di dollari l’anno ed è il terzo “business” più redditizio, dopo il traffico di droga e di armi”.

Obiettivi della Giornata

“L’obiettivo della giornata – si spiega nel comunicato – è innanzitutto quello di creare maggiore consapevolezza del fenomeno e riflettere sulla situazione globale di violenza e ingiustizia che colpisce tante persone, che non hanno voce, non contano, non sono nessuno: sono semplicemente schiavi. Al contempo provare a dare risposte a questa moderna forma di tratta di esseri umani, attraverso azioni concrete. Per questo è fondamentale, da un lato, ribadire la necessità di garantire diritti, libertà e dignità alle persone trafficate e ridotte in schiavitù e, dall’altro, denunciare sia le organizzazioni criminali sia coloro che usano e abusano della povertà e della vulnerabilità di queste persone per farne oggetti di piacere o fonti di guadagno. Inoltre, la Giornata mondiale contro la tratta 2015 si inserisce significativamente anche all’interno dell’Anno dedicato alla Vita Consacrata e sarà dunque da stimolo per tutte le religiose e i religiosi sparsi per il mondo a leggere i “segni dei tempi” e a ripensare in termini profetici il presente e il futuro della vita consacrata stessa”.

mo.c.

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