Altro

Arona: Consiglio alla Laica, scatta la polemica

Arona: Consiglio alla Laica, scatta la polemica
Altro Alto Novarese, 09 Aprile 2016 ore 15:16

ARONA - Il prossimo Consiglio comunale, entro fine aprile, si terrà nella storica Villa Ponti. Ma in città si parla già di quello in programma a giugno. Si polemizza sulla scelta della sede individuata, ovvero la Laica specializzata nella produzione di praline e altri prodotti di cioccolato per il consumo nazionale e internazionale. Dopo la Croce Rossa, l’Aib, la parrocchia di San Giorgio, questa volta un’azienda. La proposta l’Amministrazione comunale - nell’ottica di stare in mezzo alla gente - l’aveva fatta prima di Pasqua in una conferenza dei capigruppo. Favorevole Forza Italia con Ferruccio Cairo, mentre Carla Torelli (Gruppo Misto) e Antonio Muscarà avevano avanzato qualche perplessità, cui qualche giorno dopo era seguita una lettera alla presidente del Consiglio comunale Monia Mazza, di contrarietà allo svolgimento di un prossimo Consiglio comunale allo stabilimento “Laica”. Nel frattempo, saputa tale intenzione, è stata scritta una lettera “a titolo puramente informativo” al Prefetto, oltre che alla presidente del Consiglio e al sindaco, firmata da undici ex consiglieri comunali ed ex assessori delle passate legislature. Tra i promotori c’è Agostino Di Natale: «Tenere i Consigli comunali in luoghi non pubblici ci sembra una fuga in avanti: incauta e inopportuna». La decisione di portare i consigli comunali “on the road” era stata introdotta già nel primo mandato Gusmeroli con una modifica al regolamento comunale. In realtà nel quinquennio appena passato sono stati pochi quelli fuori dal palazzo municipale. Dall’anno scorso, invece, si sono intensificate le uscite fuori dal Comune. «Così come ho avuto la forza di dire “possiamo uscire sul territorio” proponendo la modifica del regolamento iniziata nel 2010– dice l’ex assessore Di Natale - ora ho la stessa forza nel dire che non è una buona idea andare da privati, così facendo si sviliscono le istituzioni. Dopo quarant’anni nelle istituzioni –  aggiunge - non me la sento di chiudere gli occhi. E’ una scelta ritenuta incauta e inopportuna e condivisa da altre persone». Tra i firmatari “bipartisan” ci sono Mario Ziggiotto, Mara Cavalli, Luigi Costa, Alfredo Rogora, Ortensia Pagnotta, Maria Lina Bocchetta, Alessandro Alganon, Mario Pagliano, Alessandro Pilota, Enza Vagliani. La Laica, fondata nel 1946, è sempre rimasta nella città del Sancarlone mantenendo qui tutto il suo ciclo di produzione. «Arona un tempo era industriale, di quel periodo di industrializzazione è rimasta solo la Laica, che ha avuto la forza di mantenere occupazione in città, con una produzione dalla materia prima al prodotto finito senza raccogliere “le sirene” dell’estero per spostarsi. - sostiene il sindaco Gusmeroli - Non è solo per i settant’anni dell’azienda, ma c’è di più: siamo convinti che la politica deve andare in mezzo alla gente, dove le persone lavorano, fanno fatica, nel luogo dove passano la maggior parte della loro giornata. La politica deve andare dove c’è il lavoro».
Maria Nausica Bucci

ARONA - Il prossimo Consiglio comunale, entro fine aprile, si terrà nella storica Villa Ponti. Ma in città si parla già di quello in programma a giugno. Si polemizza sulla scelta della sede individuata, ovvero la Laica specializzata nella produzione di praline e altri prodotti di cioccolato per il consumo nazionale e internazionale. Dopo la Croce Rossa, l’Aib, la parrocchia di San Giorgio, questa volta un’azienda. La proposta l’Amministrazione comunale - nell’ottica di stare in mezzo alla gente - l’aveva fatta prima di Pasqua in una conferenza dei capigruppo. Favorevole Forza Italia con Ferruccio Cairo, mentre Carla Torelli (Gruppo Misto) e Antonio Muscarà avevano avanzato qualche perplessità, cui qualche giorno dopo era seguita una lettera alla presidente del Consiglio comunale Monia Mazza, di contrarietà allo svolgimento di un prossimo Consiglio comunale allo stabilimento “Laica”. Nel frattempo, saputa tale intenzione, è stata scritta una lettera “a titolo puramente informativo” al Prefetto, oltre che alla presidente del Consiglio e al sindaco, firmata da undici ex consiglieri comunali ed ex assessori delle passate legislature. Tra i promotori c’è Agostino Di Natale: «Tenere i Consigli comunali in luoghi non pubblici ci sembra una fuga in avanti: incauta e inopportuna». La decisione di portare i consigli comunali “on the road” era stata introdotta già nel primo mandato Gusmeroli con una modifica al regolamento comunale. In realtà nel quinquennio appena passato sono stati pochi quelli fuori dal palazzo municipale. Dall’anno scorso, invece, si sono intensificate le uscite fuori dal Comune. «Così come ho avuto la forza di dire “possiamo uscire sul territorio” proponendo la modifica del regolamento iniziata nel 2010– dice l’ex assessore Di Natale - ora ho la stessa forza nel dire che non è una buona idea andare da privati, così facendo si sviliscono le istituzioni. Dopo quarant’anni nelle istituzioni –  aggiunge - non me la sento di chiudere gli occhi. E’ una scelta ritenuta incauta e inopportuna e condivisa da altre persone». Tra i firmatari “bipartisan” ci sono Mario Ziggiotto, Mara Cavalli, Luigi Costa, Alfredo Rogora, Ortensia Pagnotta, Maria Lina Bocchetta, Alessandro Alganon, Mario Pagliano, Alessandro Pilota, Enza Vagliani. La Laica, fondata nel 1946, è sempre rimasta nella città del Sancarlone mantenendo qui tutto il suo ciclo di produzione. «Arona un tempo era industriale, di quel periodo di industrializzazione è rimasta solo la Laica, che ha avuto la forza di mantenere occupazione in città, con una produzione dalla materia prima al prodotto finito senza raccogliere “le sirene” dell’estero per spostarsi. - sostiene il sindaco Gusmeroli - Non è solo per i settant’anni dell’azienda, ma c’è di più: siamo convinti che la politica deve andare in mezzo alla gente, dove le persone lavorano, fanno fatica, nel luogo dove passano la maggior parte della loro giornata. La politica deve andare dove c’è il lavoro».
Maria Nausica Bucci

Seguici sui nostri canali