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Arte in vetrina con gli studenti dell'Acme di Novara

Arte in vetrina con gli studenti dell'Acme di Novara
Altro 30 Giugno 2015 ore 19:08

NOVARA – Quattordici studenti dell’Accademia di Belle Arti Europea dei Media di Novara – Acme (Eleonora Chiodini, Jessica Colombo, Savuca Danci, Laura De Vecchi, Vanessa Direse, Jessica Fracazzini, Miryam Francioli, Lucrezia Moscardini, Marina Prandoni, Hany Quintana, Dario Scarsella, Zaira Screti, Gloria Smaja, Gloria Tentoni) hanno da poco terminato il corso annuale “Rappresentazione architettonica dello spazio scenico: antropologia dello spazio” tenuto dal novarese Matteo Mocchi, designer, docente e fondatore dello Studio BBMDS, e che sono stati coinvolti in un progetto speciale dal titolo “Estate in vetrina”.

NOVARA – Quattordici studenti dell’Accademia di Belle Arti Europea dei Media di Novara – Acme (Eleonora Chiodini, Jessica Colombo, Savuca Danci, Laura De Vecchi, Vanessa Direse, Jessica Fracazzini, Miryam Francioli, Lucrezia Moscardini, Marina Prandoni, Hany Quintana, Dario Scarsella, Zaira Screti, Gloria Smaja, Gloria Tentoni) hanno da poco terminato il corso annuale “Rappresentazione architettonica dello spazio scenico: antropologia dello spazio” tenuto dal novarese Matteo Mocchi, designer, docente e fondatore dello Studio BBMDS, e che sono stati coinvolti in un progetto speciale dal titolo “Estate in vetrina”.
I ragazzi, infatti, (che appartengono a tutte le classi del triennio e che hanno dimostrato interesse per la materia) sono stati suddivisi in sette gruppi composti di due persone e impegnati nella realizzazione d’installazioni da posizionare nelle vetrine di tre attività commerciali del centro città che hanno dato la propria adesione all’iniziativa. Nello specifico, di tratta della boutique d’abbigliamento Isola Prina, di Caffè Rossanigo e di Paralumi & Cose, negozio specializzato in oggettistica e complementi d’arredo.
«Insegno da diversi anni – spiega Matteo Mocchi – e una delle mie convinzioni più radicate è la necessità di rendere consapevoli del mondo fuori, i miei studenti. Le lezioni non possono essere solo cattedratiche perché la realtà, poi, è molto diversa. Così, come mi è già capitato anche in altri contesti, ho deciso di proporre ai miei allievi di Acme come progetto finale, dopo diverse esercitazioni svolte in classe durante l’anno, un lavoro concreto Ho voluto catapultarli nel mondo reale fatto di persone, esigenze commerciali e di budget. Ho subito incontrato una grande disponibilità da parte dei negozianti che ho coinvolto e che hanno accettato di sostenere le spese per la realizzazione delle vetrine».
In un mese, (si è cominciato il 5 giugno) saranno realizzate, in tempi diversi, tutte e sette le vetrine progettate dai gruppi. «I ragazzi – continua Mocchi – hanno incontrato i commercianti, ascoltato le loro esigenze e poi progettato gli allestimenti. Successivamente, hanno presentato le idee ai committenti con tanto di preventivo e cercato un accordo. I momenti più difficili sono stati i primi incontri e i momenti di presentazione dei progetti perché sono stati i confronti più diretti. Il tema? L’estate. Gli obiettivi? Creatività e bassi costi».
L’argomento da trattare non ha posto limiti agli allievi. Sono stati usati materiali semplici come carta velina e bacchettine di legno per costruire gli aquiloni che volteggiano nella vetrina di Isola Prina e ancora corde, bottiglie di vetro, ruote di biciclette, tessuti e scatole per realizzare installazioni economiche ma di grande impatto.
«Li ho spronati a fare ricerca sul tema dell’estate – commenta l’insegnante – a non proporre cose già viste. Ho consigliato di andare oltre all’immaginario collettivo legato a sabbia e conchiglie per ricercare emozioni e suggestioni più vicine alla spensieratezza ed alla vitalità che abitano l’estate. In sei hanno lavorato su “Isola Prina”, in quattro su “Caffè Rossanigo” e in quattro su “Paralumi & Cose” e sono stati tutti molto felici perché è stata un’esperienza utile. I ragazzi di prima sono entrati nell’atmosfera giusta, quelli di terza hanno un lavoro già portato a termine nel proprio bagaglio; per questo devo ringraziare l’Acme che ha dato il via libera a questo genere di attività. I ragazzi non hanno solo lavorato sulla parte progettuale ma allestito concretamente le vetrine. Ecco perché su queste ultime campeggiano vetrofanie con i loro nomi: chi ha lavorato si prende l’onore ma anche la responsabilità di ciò che ha fatto; proprio come accade nel mondo dei grandi».
L’entusiasmo del docente si coglie anche nelle parole dei diretti protagonisti: «La progettazione di una vetrina per un vero cliente – dicono gli allievi – è stato un lavoro molto utile per noi; il primo impegno concreto che ci ha fatto confrontare con il mondo del lavoro. Ci ha permesso di esprimere la nostra creatività e, al contempo, di collaborare in squadra».

v.s.