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Bar chiusi alle 23 per la festa della Beata

Bar chiusi alle 23 per la festa della Beata
Altro 24 Aprile 2016 ore 18:25

GHEMME - Bar chiusi alle 23 a Ghemme nel periodo della festa patronale della Beata, che come da tradizione coincide con la mostra mercato del vino. Il provvedimento è stato disposto dal sindaco Davide Temporelli con un’ordinanza. Una decisione che facendo molto discutere il paese. Il limite orario sarà in vigore da domani, 25 aprile, sino all’8 maggio.

Nel documento dell’Amministrazione Comunale viene sottolineato come negli anni scorsi si siano “verificati episodi di comportamento antisociali da parte di persone in preda ai fumi dell’alcool o di altre sostanze, che hanno causato gravi, ripetuti disagi per i residenti e in generale per la civile convivenza”. E inoltre si rileva che “sono avvenuti ripetuti fenomeni di danneggiamenti posti in essere da persone ubriache che hanno arrecato danni a persone e a cose”. Già nel 2012 del resto la precedente Amministrazione aveva approvato un “Regolamento della sicurezza urbana e della qual

GHEMME - Bar chiusi alle 23 a Ghemme nel periodo della festa patronale della Beata, che come da tradizione coincide con la mostra mercato del vino. Il provvedimento è stato disposto dal sindaco Davide Temporelli con un’ordinanza. Una decisione che sta facendo molto discutere il paese. Il limite orario sarà in vigore da domani, 25 aprile, sino all’8 maggio.

Nel documento dell’Amministrazione Comunale viene sottolineato come negli anni scorsi si siano “verificati episodi di comportamento antisociali da parte di persone in preda ai fumi dell’alcool o di altre sostanze, che hanno causato gravi, ripetuti disagi per i residenti e in generale per la civile convivenza”. E inoltre si rileva che “sono avvenuti ripetuti fenomeni di danneggiamenti posti in essere da persone ubriache che hanno arrecato danni a persone e a cose”. Già nel 2012 del resto la precedente Amministrazione aveva approvato un “Regolamento della sicurezza urbana e della qualità della vita” in cui si prevedeva che il sindaco potesse intervenire in caso di “situazioni urbane di degrado” e “forme di disturbo alla quiete pubblica”. La stessa ordinanza prevede anche il divieto di vendita di bevande da asporto in lattina o contenitori di vetro e il divieto di detenzione e consumazione delle stesse nelle vie del centro storico. Una serie di provvedimenti che non ha mancato di suscitare discussioni soprattutto sui gruppi Facebook dove la chiusura anticipata viene definita tra l’altro “mortificante” e “ingiusta”.

l.pa.