Bike sharing: tra furti e vandalismi

Bike sharing: tra furti e vandalismi
Altro 09 Maggio 2015 ore 14:38

NOVARA - Se si fa un giro per le 14 postazioni del bike sharing (“Bici in città”), dislocate in diverse zone della città si nota come il numero delle biciclette sia sensibilmente diminuito rispetto a qualche tempo fa. E non è solo un’impressione. Come ci ha spiegato l’assessore comunale alla Mobilità urbana Giulio Rigotti “il servizio è sempre attivo ma nel 2013/2014 è stato oggetto di riduzione. Infatti tre delle postazioni erano di gran lunga sottoutilizzate rispetto alle altre, e non sono più operative: si tratta di quelle a San Rocco, Vignale e al mercato. Abbiamo verificato un calo dell’utenza e questo può essere dovuto a due ragioni: una è la riduzione delle bici disponibili che da 50 che erano nel 2012 sono passate a 30. Un fenomeno preoccupante sono i vandalismi che continuamente prendono di mira i mezzi, danneggiandoli e privandoli di pezzi come pedali, sellini, ruote, fanali, manubri. E’ un fenomeno che è difficile contrastare perché questi fatti avvengono di notte e non possiamo tenere sempre sotto controllo tutte le postazioni”. E se oggi il problema più grosso è rappresentato dai vandalismi e dai furti di parti delle bici, se si torna indietro di qualche anno si vede come molte siano state rubate “in toto”: “All’inizio del servizio nel 2008/2009 le bici erano 120 e in poco tempo si sono ridotte a una cinquantina” dice ancora Rigotti.   

Per risolvere il problema “le bici o vengono “ricomposte” in qualche modo oppure vengono acquistati nuovi pezzi dalla Sun che si occupa di gestire la manutenzione del servizio”. Rigotti ipotizza anche che siano cambiate le abitudini dei cittadini negli spostamenti in città (“Il servizio era un tempo molto usato ad esempio dalla stazione all’università mentre oggi questo utilizzo è molto calato”) e che sempre più novaresi si siano dotati di bici proprie muoversi: per conoscere meglio le ragioni del calo dell’utenza di Bici in città è in corso un’indagine partita da poco tra i vecchi e i nuovi abbonati al servizio per chiedere anche suggerimenti su come vorrebbero migliorare il servizio. “I primi dati – ha continuato l’assessore – confermano che il minor numero di bici disponibili è la causa più ricorrente del mancato rinnovo dell’abbonamento”. L’utenza nel 2013 contava 400 unità circa, nel 2014 erano scese a 280. “Siamo comunque impegnati ad aumentare il numero delle bici con l’acquisto di nuovi mezzi nonostante le risorse a nostra disposizione non siano molte”.

Valentina Sarmenghi

NOVARA - Se si fa un giro per le 14 postazioni del bike sharing (“Bici in città”), dislocate in diverse zone della città si nota come il numero delle biciclette sia sensibilmente diminuito rispetto a qualche tempo fa. E non è solo un’impressione. Come ci ha spiegato l’assessore comunale alla Mobilità urbana Giulio Rigotti “il servizio è sempre attivo ma nel 2013/2014 è stato oggetto di riduzione. Infatti tre delle postazioni erano di gran lunga sottoutilizzate rispetto alle altre, e non sono più operative: si tratta di quelle a San Rocco, Vignale e al mercato. Abbiamo verificato un calo dell’utenza e questo può essere dovuto a due ragioni: una è la riduzione delle bici disponibili che da 50 che erano nel 2012 sono passate a 30. Un fenomeno preoccupante sono i vandalismi che continuamente prendono di mira i mezzi, danneggiandoli e privandoli di pezzi come pedali, sellini, ruote, fanali, manubri. E’ un fenomeno che è difficile contrastare perché questi fatti avvengono di notte e non possiamo tenere sempre sotto controllo tutte le postazioni”. E se oggi il problema più grosso è rappresentato dai vandalismi e dai furti di parti delle bici, se si torna indietro di qualche anno si vede come molte siano state rubate “in toto”: “All’inizio del servizio nel 2008/2009 le bici erano 120 e in poco tempo si sono ridotte a una cinquantina” dice ancora Rigotti.   

Per risolvere il problema “le bici o vengono “ricomposte” in qualche modo oppure vengono acquistati nuovi pezzi dalla Sun che si occupa di gestire la manutenzione del servizio”. Rigotti ipotizza anche che siano cambiate le abitudini dei cittadini negli spostamenti in città (“Il servizio era un tempo molto usato ad esempio dalla stazione all’università mentre oggi questo utilizzo è molto calato”) e che sempre più novaresi si siano dotati di bici proprie muoversi: per conoscere meglio le ragioni del calo dell’utenza di Bici in città è in corso un’indagine partita da poco tra i vecchi e i nuovi abbonati al servizio per chiedere anche suggerimenti su come vorrebbero migliorare il servizio. “I primi dati – ha continuato l’assessore – confermano che il minor numero di bici disponibili è la causa più ricorrente del mancato rinnovo dell’abbonamento”. L’utenza nel 2013 contava 400 unità circa, nel 2014 erano scese a 280. “Siamo comunque impegnati ad aumentare il numero delle bici con l’acquisto di nuovi mezzi nonostante le risorse a nostra disposizione non siano molte”.

Valentina Sarmenghi

 

FOTO MARTIGNONI