«Ci fermeremo solo quando la riforma sarà cambiata»

«Ci fermeremo solo quando la riforma sarà cambiata»
Altro 08 Giugno 2015 ore 13:22

NOVARA - Venerdì sera un anticipo, con una simbolica fiaccolata in piazza Puccini, alla quale avevano preso parte poco più di una cinquantina di persone. Sabato mattina, in contemporanea al “Graduation Day”, la manifestazione di protesta contro la riforma della scuola varata dal Governo Renzi.

«Ci troviamo qui - aveva detto Giovanni Pace, segretario provinciale della “Snals Confsal” parlando anche a nome della altre sigle, “Flc Cgil Novara e Vco”, “Cisl Scuola Piemonte Orientale”, “Gilda Unams Novara” e “Uil Scuola Novara e Vco” - perché vogliamo manifestare contro questo Disegno di legge attualmente all’esame del Senato, nella speranza che l’assemblea di Palazzo Madama recepisca quelle modifiche stiamo chiedendo unitariamente come forze sindacali di categoria. Riforme che siano in grado di migliorare davvero la scuola. La figura del “preside padrone”, la precarietà del personale e tante altre cose non ci convincono: ci fermeremo soltanto quando questa riforma sarà cambiata. Presto - ha concluso - attueremo anche uno sciopero degli scrutini per dare un ulteriore segnale: la scuola che ci vogliono consegnare da noi è rifiutata». Sabato mattina, poi, un centinaio fra studenti e docenti si sono ritrovati in piazza Cavour. Con loro anche un gruppo di militanti “grillini” guidati dal senatore “cittadino” Carlo Martelli.

l.ma.

NOVARA - Venerdì sera un anticipo, con una simbolica fiaccolata in piazza Puccini, alla quale avevano preso parte poco più di una cinquantina di persone. Sabato mattina, in contemporanea al “Graduation Day”, la manifestazione di protesta contro la riforma della scuola varata dal Governo Renzi.

«Ci troviamo qui - aveva detto Giovanni Pace, segretario provinciale della “Snals Confsal” parlando anche a nome della altre sigle, “Flc Cgil Novara e Vco”, “Cisl Scuola Piemonte Orientale”, “Gilda Unams Novara” e “Uil Scuola Novara e Vco” - perché vogliamo manifestare contro questo Disegno di legge attualmente all’esame del Senato, nella speranza che l’assemblea di Palazzo Madama recepisca quelle modifiche stiamo chiedendo unitariamente come forze sindacali di categoria. Riforme che siano in grado di migliorare davvero la scuola. La figura del “preside padrone”, la precarietà del personale e tante altre cose non ci convincono: ci fermeremo soltanto quando questa riforma sarà cambiata. Presto - ha concluso - attueremo anche uno sciopero degli scrutini per dare un ulteriore segnale: la scuola che ci vogliono consegnare da noi è rifiutata». Sabato mattina, poi, un centinaio fra studenti e docenti si sono ritrovati in piazza Cavour. Con loro anche un gruppo di militanti “grillini” guidati dal senatore “cittadino” Carlo Martelli.

l.ma.