“Città della salute”: si attende la nomina del nucleo di valutazione per l’edilizia sanitaria

“Città della salute”: si attende la nomina del nucleo di valutazione per l’edilizia sanitaria
10 Febbraio 2015 ore 21:13

NOVARA – Città della Salute: dopo la recente approvazione della delibera riguardante il Piano sanitario regionale, a livello locale si discute sullo stato di avanzamento dell’importante realizzazione sanitaria che riguarda la città.
Due, a tuttoggi, i punti fermi: innanzitutto il fatto che la sede novarese non è in discussione. «Il rettore dell’Università del Piemonte orientale “Avogadro” Cesare Emanuel – ha infatti riferito il sindaco Andrea Ballarè – nel suo discorso durante la cerimonia di apertura dell’Anno accademico, che si è tenuta venerdì, ha rimarcato ancora una volta la centralità della nostra città per lo sviluppo del polo sanitario medico e scientifico. Novara, insomma, è indiscutibilmente il futuro, e questo a prescindere dal fatto che, attualmente, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” è il secondo hub piemontese. A questo fatto si aggiunge un tassello non meno importante: nei giorni scorsi la Conferenza dei Servizi della Regione ha dato il via libera al Piano urbanistico che vede la destinazione dell’area di viale piazza d’Armi per la realizzazione della Città della salute: un passaggio molto importante, visto che mette il nostro Comune con le carte perfettamente in regola sul piano tecnico-urbanistico per intraprendere questo impegnativo cammino rispetto alla realtà torinese. Novara, infatti, ha già un progetto, pagato e approvato, mentre Torino sta partendo ora. Una mancata realizzazione nella nostra città costituirebbe una débacle sul piano politico-amministrativo della gestione sanitaria dell’intero territorio piemontese».

NOVARA – Città della Salute: dopo la recente approvazione della delibera riguardante il Piano sanitario regionale, a livello locale si discute sullo stato di avanzamento dell’importante realizzazione sanitaria che riguarda la città.
Due, a tuttoggi, i punti fermi: innanzitutto il fatto che la sede novarese non è in discussione. «Il rettore dell’Università del Piemonte orientale “Avogadro” Cesare Emanuel – ha infatti riferito il sindaco Andrea Ballarè – nel suo discorso durante la cerimonia di apertura dell’Anno accademico, che si è tenuta venerdì, ha rimarcato ancora una volta la centralità della nostra città per lo sviluppo del polo sanitario medico e scientifico. Novara, insomma, è indiscutibilmente il futuro, e questo a prescindere dal fatto che, attualmente, l’Azienda ospedaliero-universitaria “Maggiore della Carità” è il secondo hub piemontese. A questo fatto si aggiunge un tassello non meno importante: nei giorni scorsi la Conferenza dei Servizi della Regione ha dato il via libera al Piano urbanistico che vede la destinazione dell’area di viale piazza d’Armi per la realizzazione della Città della salute: un passaggio molto importante, visto che mette il nostro Comune con le carte perfettamente in regola sul piano tecnico-urbanistico per intraprendere questo impegnativo cammino rispetto alla realtà torinese. Novara, infatti, ha già un progetto, pagato e approvato, mentre Torino sta partendo ora. Una mancata realizzazione nella nostra città costituirebbe una débacle sul piano politico-amministrativo della gestione sanitaria dell’intero territorio piemontese».
Si attende ora che l’Avvocatura di Stato nomini definitivamente il nucleo di valutazione per l’edilizia sanitaria – organismo di riferimento del Ministero della Salute – che dovrà decidere i parametri operativi (non ultimi quelli, importantissimi, riguardanti i finanziamenti delle opere) per le realizzazioni nazionali, tra le quali rientra, appunto, la Città della Salute di Novara.
Durante un incontro che si è tenuto a Torino il 26 gennaio, il direttore dell’Assessorato Sanità della Regione Piemonte Fulvio Moirano avrebbe definito i tempi «imminenti per la designazione dei delegati».
A confermarlo sono anche i parlamentari novaresi Franca Biondelli (Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del Pd) e Gaetano Nastri (vicetesoriere nazionale di “Fratelli d’Italia) che in questi mesi, come riconosciuto dallo stesso Ballarè, «hanno saputo svolgere un lavoro collaborativo e di “lobby territoriale”, remando dalla stessa parte per dare una risposta positiva al Novarese».
E di Città della salute si è parlato anche nella serata di ieri, lunedì 9 febbraio, nell’ambito del momento di confronto “Quale ospedale? Quale verità? – L’attuale politica di attesa rischia di condannare la sanità novarese all’oblio” che si è tenuto nella sala del Consiglio di Palazzo Natta su iniziativa del gruppo consigliare provinciale Autonomia e libertà.

Lalla Negri

Per saperne di più leggi il Corriere di Novara in edicola giovedì 12 febbraio 2015

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