Continuità assistenziale, pochi letti

Continuità assistenziale, pochi letti
Altro 09 Ottobre 2015 ore 16:32

I consiglieri regionali Paolo Andrissi e Davide Bono del Movimento 5 Stelle hanno incontrato il direttore dell’Asl Novara Adriano Giacoletto per monitorare la situazione complessiva dell’azienda.

Se è “da apprezzare il tentativo di riduzione delle liste d’attesa coinvolgendo tutti gli operatori sanitari provinciali e senza incidere sul budget aziendale- hanno sostenuto in un comunicato - tuttavia occorre evidenziare la grave carenza di posti letto in continuità assistenziale”. E’ ancora ben lontano, infatti, lo standard previsto dalle leggi vigenti di 0,3 posti letto ogni mille abitanti. “Al momento -proseguono - ne sono previsti solo 12 all’ospedale di Arona, mentre l’Asl No avrebbe diritto ad oltre 100 posti letto (nella delibera della scorsa legislatura i posti erano 55). Questa mancanza di posti letto in continuità assistenziale crea un ulteriore peggioramento della situazione socio-assistenziale ed un aggravio dei costi - continuano i due consiglieri - in quanto la medicina di Borgomanero ha una degenza media di 3,5 giorni (un caso unico in Italia, quando la media è di 10-15 giorni) e rimanda i pazienti spesso cronici anziani sul territorio, sprovvisto alla cura sia in domiciliarità che in residenzialità. Così - secondo Andrissi e Bono - si grava sui bilanci familiari e su quelli aziendali tramite il ricorso al ricovero in RSA”.

Un altro fronte preoccupante riguarda la cosiddetta “intramoenia allargata”. Secondo Bono e Andrissi “La legge Balduzzi, pur con tutte le sue ambiguità, prevede che laddove le strutture pubbliche abbiano spazi adeguati, l’intramoenia sia fatta al loro interno. In provincia di Novara ci sono spazi in abbondanza nelle strutture pubbliche. L’ospedale di Borgomanero, già oggi presenta spazi vuoti, e presto perderà ulteriori 50 posti letto mentre l’ospedale di Arona è tutt’ora semivuoto”.

Infine chiedono un’analisi comparata del finanziamento pro capite Asl per Asl, in quanto non è chiaro per quale motivo, a parità di anzianità e patologie della popolazione, l’Asl novarese continui a percepire un centinaio di euro in meno a persona rispetto alle Asl torinesi.

Sandro Devecchi

I consiglieri regionali Paolo Andrissi e Davide Bono del Movimento 5 Stelle hanno incontrato il direttore dell’Asl Novara Adriano Giacoletto per monitorare la situazione complessiva dell’azienda.

Se è “da apprezzare il tentativo di riduzione delle liste d’attesa coinvolgendo tutti gli operatori sanitari provinciali e senza incidere sul budget aziendale- hanno sostenuto in un comunicato - tuttavia occorre evidenziare la grave carenza di posti letto in continuità assistenziale”. E’ ancora ben lontano, infatti, lo standard previsto dalle leggi vigenti di 0,3 posti letto ogni mille abitanti. “Al momento -proseguono - ne sono previsti solo 12 all’ospedale di Arona, mentre l’Asl No avrebbe diritto ad oltre 100 posti letto (nella delibera della scorsa legislatura i posti erano 55). Questa mancanza di posti letto in continuità assistenziale crea un ulteriore peggioramento della situazione socio-assistenziale ed un aggravio dei costi - continuano i due consiglieri - in quanto la medicina di Borgomanero ha una degenza media di 3,5 giorni (un caso unico in Italia, quando la media è di 10-15 giorni) e rimanda i pazienti spesso cronici anziani sul territorio, sprovvisto alla cura sia in domiciliarità che in residenzialità. Così - secondo Andrissi e Bono - si grava sui bilanci familiari e su quelli aziendali tramite il ricorso al ricovero in RSA”.

Un altro fronte preoccupante riguarda la cosiddetta “intramoenia allargata”. Secondo Bono e Andrissi “La legge Balduzzi, pur con tutte le sue ambiguità, prevede che laddove le strutture pubbliche abbiano spazi adeguati, l’intramoenia sia fatta al loro interno. In provincia di Novara ci sono spazi in abbondanza nelle strutture pubbliche. L’ospedale di Borgomanero, già oggi presenta spazi vuoti, e presto perderà ulteriori 50 posti letto mentre l’ospedale di Arona è tutt’ora semivuoto”.

Infine chiedono un’analisi comparata del finanziamento pro capite Asl per Asl, in quanto non è chiaro per quale motivo, a parità di anzianità e patologie della popolazione, l’Asl novarese continui a percepire un centinaio di euro in meno a persona rispetto alle Asl torinesi.

Sandro Devecchi