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Coq, nessun taglio di posti letto

Coq, nessun taglio di posti letto
Altro 03 Maggio 2016 ore 17:19

OMEGNA - Nessun taglio di posti letto al Madonna del Popolo. E’ l’impegno che s’è assunto il direttore generale Asl, Giovanni Caruso, davanti alla nutrita platea presente all’assemblea informativa di giovedì 28 aprile al Forum. I posti letto oggi in dotazione a medicina generale, «verranno rimodulati», ha ripetuto Caruso come va dicendo da settimane. Tradotto verranno aggiunti a quelli oggi in dotazione ad ortopedia e riabilitazione. In difesa dell’ospedale di Omegna sono state raccolte, fino ad ora, 2mila firme in calce alla petizione lanciata dal neo costituito comitato in difesa dell’ospedale promosso da tre ex – sindaci della città: Salvatore Deriu (all’epoca in quota al Psi alla guida d’una giunta di pentapartito), Alberto Buzio (Ds, oggi Pd) e Antonio Quaretta (Udc, alla guida d’una giunta di centrodestra pià Lega). «Vogliamo rafforzare ortopedia e riabilitazione – ha ribadito Caruso – anche con la medicina considerando che i pazienti in procint

OMEGNA - Nessun taglio di posti letto al Madonna del Popolo. E’ l’impegno che s’è assunto il direttore generale Asl, Giovanni Caruso, davanti alla nutrita platea presente all’assemblea informativa di giovedì 28 aprile al Forum. I posti letto oggi in dotazione a medicina generale, «verranno rimodulati», ha ripetuto Caruso come va dicendo da settimane. Tradotto verranno aggiunti a quelli oggi in dotazione ad ortopedia e riabilitazione. In difesa dell’ospedale di Omegna sono state raccolte, fino ad ora, 2mila firme in calce alla petizione lanciata dal neo costituito comitato in difesa dell’ospedale promosso da tre ex – sindaci della città: Salvatore Deriu (all’epoca in quota al Psi alla guida d’una giunta di pentapartito), Alberto Buzio (Ds, oggi Pd) e Antonio Quaretta (Udc, alla guida d’una giunta di centrodestra pià Lega). «Vogliamo rafforzare ortopedia e riabilitazione – ha ribadito Caruso – anche con la medicina considerando che i pazienti in procinto d’essere operati soffrono anche di altre patologie e, in caso di necessità, avranno a disposizione medici in grado d’intervenire», ha detto Caruso. A garantire il futuro dell’ospedale, oggi Centro ortopedico di quadrante, ci sarebbero ben 16 convenzioni. A sostegno di quanto sostenuto da Caruso è intervenuto il vicepresidente della Regione, Aldo Reschigna: «Non c’è nesusn intenzione di ridimensionare il Coq, o di ridurre le sue attività perché questa struttura è comunque un patrimonio pubblico, Siamo vicini ad un accordo che non penalizzerà nessuno ma risponderà alle esigenze della società. Ci sarà un incontro con il socio privato giovedì 5 maggio (data ancora da confermare, ndr). Quel giorno chiuderemo la partita dando certezze alla struttura e garantendo i posti di lavoro». Parole, quelle di Reschigna, accolte con scetticismo da parte della platea. «Abbiamo il dovere di liberare risorse nel bilancio regionale non per risparmiare ma per destinarle alla medicina territoriale, all’acquisto di nuovi farmaci, costosi quanto importanti», ha spiegato Reschigna. Pronto alla collaborazione s’è detto Antonio Quaretta ma ha avvertito: «Su molti argomenti s’è volato alto ma senza dare risposte a domande concrete che interessano il Cusio. Ci dite che nei prossimi giorni troverete una soluzione e che, probabilmente, lascerete tutto com’è. Vedremo. Noi chiediamo di non toccare più nulla fino a quando entrerà in funzione l’ospedale unico, una soluzione cui abbiamo sempre creduto quand’erano in pochi a farlo».

Mauro Rampinini