Cronoprogramma pienamente rispettato al cantiere del Pisu di S. Agabio

Cronoprogramma pienamente rispettato al cantiere del Pisu di S. Agabio
03 Febbraio 2015 ore 15:22

NOVARA – Cronoprogramma pienamente rispettato, a Sant’Agabio, all’angolo tra corso Trieste e via Bovio, per il cantiere del Pisu, Polo d’innovazione tecnologica e riqualificazione urbana.
I lavori sono stati consegnati lo scorso 8 settembre e la chiusura è prevista per il prossimo 2 settembre.
Un intervento importante per un importo economico di poco più di 10milioni di euro, 7milioni di contributo della Regione Piemonte, 2.153.000 dal Comune e poco più di 1.100.000 dal Mutuo Cassa Depositi e Prestiti.

NOVARA – Cronoprogramma pienamente rispettato, a Sant’Agabio, all’angolo tra corso Trieste e via Bovio, per il cantiere del Pisu, Polo d’innovazione tecnologica e riqualificazione urbana.
I lavori sono stati consegnati lo scorso 8 settembre e la chiusura è prevista per il prossimo 2 settembre.
Un intervento importante per un importo economico di poco più di 10milioni di euro, 7milioni di contributo della Regione Piemonte, 2.153.000 dal Comune e poco più di 1.100.000 dal Mutuo Cassa Depositi e Prestiti.
Questa mattina, martedì 3 febbraio, una visita da parte del sindaco Andrea Ballarè e del vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Nicola Fonzo, per fare il punto sui lavori. Presente anche il consigliere comunale di S. Agabio, Sandro Negri.
“Sono molti i grandi cantieri aperti in città – ha esordito il sindaco – Per strade e molto altro. Questa iniziativa di S. Agabio è molto importante. Qui ci sarà un centro di ricerca di grande livello. Si dice sempre che nel nostro Paese non si investe nella ricerca: a Novara, invece, lo facciamo. In questi spazi, infatti, ci sarà il Centro di ricerca internazionale sulle malattie autoimmuni, direttamente collegato al nostro ospedale e all’Università, con la facoltà di Medicina, una delle migliori in Italia. Una realtà destinata a diventare uno dei centri di ricerca più importanti del Piemonte e di tutta Italia. E poi – continua il primo cittadino – avremo una serie di incubatori importanti per le imprese, come anche un centro servizi imprese e persone. Investiamo in questo spazio, riqualificando un’ampia parte di S. Agabio, dove prima c’era solo boscaglia incolta. Ci saranno posti di lavoro molto specializzati ed elevati. Un’area che, conclusa, definirei ‘universitaria’. Una zona che non sarà più solo di passaggio, come in passato, ma anche vissuta. Perché qui resterà anche il mercato rionale, che verrà riqualificato, e troverà spazio anche un ampio giardino urbano, con piante di pregio”.
Quanto all’area relativa agli incubatori, il sindaco precisa anche come “la Regione abbia già avanzato una ‘call’, una richiesta a chi fosse interessato a investire in questa zona. Ebbene sono già una dozzina le risposte positive arrivate, da aziende piemontesi, lombarde e anche estere”.
Per Fonzo: “Il cantiere di via Bovio era quello per cui ero più preoccupato, perché qui è tutto ex novo, invece, sinora, siamo perfettamente in linea con il cronoprogramma. Un fatto che indica la serietà dell’azienda (la Damiani costruzioni srl) e anche dei nostri dipendenti, dei nostri tecnici e del personale. Tre cose voglio evidenziare: che sarà un luogo di ricerca, rappresentando un ottimo biglietto da visita per Novara; che sarà un luogo totalmente rivisitato dal punto di vista della qualità urbana. Infine non è affatto quella ‘vandalizzazione’ di cemento di cui siamo stati accusati. Qui è un tutt’uno con l’esistente. Resterà il mercatino, ci sarà anche un parco urbano. Abbiamo, inoltre, vinto tutti i ricorsi, che ci erano stati mossi”.
L’architetto e direttore dei lavori, Patrizia Margaroli, ha poi illustrato quanto verrà realizzato nell’edificio. Al piano terra, pensato come una sorta di ‘piazza urbana’ e di collegamento tra interno ed esterno, ci saranno le aree di ricezione, incontro, ristoro, relax, amministrative e di servizio ai locali disposti poi ai piani superiori. Al primo piano locali per uffici e laboratori dell’incubatore d’impresa, al secondo, terzo e quarto, invece, locali per il Centro ricerca traslazionale sulle malattie immuni.

mo.c.

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