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Dal novarese Adriano Stefanelli le calzature celebrative per Expo

Dal novarese Adriano Stefanelli le calzature celebrative per Expo
Altro Novara, 02 Maggio 2015 ore 09:52

NOVARA – Da corso Cavour, nella sua bottega in pieno centro di Novara, Adriano Stefanelli realizza, dal 1956, interamente a mano, le scarpe destinate agli uomini più importanti del pianeta. Scarpe per i Papi, per presidenti e per imprenditori di successo, ma anche calzature simboliche per celebrare grandi eventi.
E così dopo l’omaggio al Milan e alla nazionale di calcio vaticana, dopo le scarpe per la Ferrari, per il Giro d’Italia e per i 150 anni dell’Unità, ora tocca all’Expo (evento inaugurato venerdì primo maggio a Milano), alla quale il calzolaio ha deciso di dedicare ben due modelli esclusivi.
Si tratta di una scarpa in nappa bianca con il simbolo dell’Expo e di una di colore blu con il logo dell’Unione Europea, realizzata quest’ultima in pelle di capretto. “Sono esemplari unici – sottolinea Stefanelli – scarpe celebrative dedicate all’evento più importante per il nostro Paese, che guarda caso si svolge a due passi da me. Nelle prossime settimane le donerò direttamente ad Expo, coinvolgendo i rappresentanti del territorio novarese”.
Stefanelli preme a sottolineare che non si tratta di un’iniziativa commerciale ma di un evento squisitamente simbolico, vista proprio l’unicità degli esemplari confezionati. Il modello delle 'scarpe Expo' si rifanno a quello vincente realizzato in rosso da Stefanelli per Papa Ratzinger, che la rivista americana Esquire nel 2007 definì l’accessorio più elegante dell’anno.
Un dono beneaugurante per l'Expo, simbolo di un’Italia che lavora e produce, nonostante le difficoltà del momento. “Le scarpe rappresentano l’operosità e l’ingegno di noi italiani – dice Stefanelli – tutti confidiamo nella ripresa e con questa ultima opera ho voluto dare ai giovani un segnale di come, anche in tempi di crisi, il made in Italy rimanga un’ancora di salvezza”.
Un'iniziativa, dunque, sull'onda di quelle già realizzate in questi anni da un imprenditore artigiano che riassume così le sue armi vincenti: “Umiltà, coerenza e integrità – dice il calzolaio – valori che mio padre mi ha tramandato assieme alla passione per il lavoro, il resto è venuto da sé”.
mo.c.

NOVARA – Da corso Cavour, nella sua bottega in pieno centro di Novara, Adriano Stefanelli realizza, dal 1956, interamente a mano, le scarpe destinate agli uomini più importanti del pianeta. Scarpe per i Papi, per presidenti e per imprenditori di successo, ma anche calzature simboliche per celebrare grandi eventi.
E così dopo l’omaggio al Milan e alla nazionale di calcio vaticana, dopo le scarpe per la Ferrari, per il Giro d’Italia e per i 150 anni dell’Unità, ora tocca all’Expo (evento inaugurato venerdì primo maggio a Milano), alla quale il calzolaio ha deciso di dedicare ben due modelli esclusivi.
Si tratta di una scarpa in nappa bianca con il simbolo dell’Expo e di una di colore blu con il logo dell’Unione Europea, realizzata quest’ultima in pelle di capretto. “Sono esemplari unici – sottolinea Stefanelli – scarpe celebrative dedicate all’evento più importante per il nostro Paese, che guarda caso si svolge a due passi da me. Nelle prossime settimane le donerò direttamente ad Expo, coinvolgendo i rappresentanti del territorio novarese”.
Stefanelli preme a sottolineare che non si tratta di un’iniziativa commerciale ma di un evento squisitamente simbolico, vista proprio l’unicità degli esemplari confezionati. Il modello delle 'scarpe Expo' si rifanno a quello vincente realizzato in rosso da Stefanelli per Papa Ratzinger, che la rivista americana Esquire nel 2007 definì l’accessorio più elegante dell’anno.
Un dono beneaugurante per l'Expo, simbolo di un’Italia che lavora e produce, nonostante le difficoltà del momento. “Le scarpe rappresentano l’operosità e l’ingegno di noi italiani – dice Stefanelli – tutti confidiamo nella ripresa e con questa ultima opera ho voluto dare ai giovani un segnale di come, anche in tempi di crisi, il made in Italy rimanga un’ancora di salvezza”.
Un'iniziativa, dunque, sull'onda di quelle già realizzate in questi anni da un imprenditore artigiano che riassume così le sue armi vincenti: “Umiltà, coerenza e integrità – dice il calzolaio – valori che mio padre mi ha tramandato assieme alla passione per il lavoro, il resto è venuto da sé”.
mo.c.