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Dopo il digiuno per il Ramadan, cena di iftar in piazza a S. Agabio

Dopo il digiuno per il Ramadan, cena di iftar in piazza a S. Agabio
Altro 13 Luglio 2015 ore 02:47

NOVARA – «Questa sera siamo qui in piazza per condividere una cena tutti insieme, anche con gli amici novaresi, con la comunità che ci ha accolto. Questo è l’obiettivo dell’Iftarstreet. Un momento che vuole essere bello per tutti, soprattutto per noi giovani, per incontrarci, farci conoscere e superare i pregiudizi da parte di tutti, da ambo le parti».

Così, venerdì 10 luglio, Mohamed Ahmad, responsabile della sezione novarese dell’associazione Giovani Musulmani d’Italia (GMI), ha spiegato l’obiettivo dell’Iftarstreet ospitata in piazza Monsignor Brustia, piazza centrale di S. Agabio. Un evento promosso dai ragazzi dei GMI con il Centro culturale Al Amal di via Della Riotta 10, che ospita le attività culturali e giovanili dell’associazione, proponendo anche incontri di confronto su tematiche come integrazione e dialogo. Una serie di attività condotte anche con la comunità novarese, con la parrocchia, con il Comune, così come con la Comunità di S. Egidio. «Durante il mese di Ramadan – ha proseguito – abbiamo proposto almeno una dozzina di iniziative, di incontri, per riflettere e confrontarci, per far conoscere anche ai nostri vicini le attività che svolgiamo. Un programma che avevamo già preparato da molto tempo e che riprenderà a settembre. Siamo andati anche in ospedale e abbiamo allestito uno stand in centro, dialogando con chiunque si sia fermato. Qui per tutti ci sono alcuni piatti della nostra tradizione, come il cous cous. Siete tutti i benvenuti».

A prendere parte all’Iftar (cena che i fedeli musulmani abitualmente consumano per interrompere il digiuno quotidiano durante il Ramadan), tanti ragazzi dell’associazione e anche alcuni santagabiesi, che hanno voluto rapportarsi e confrontarsi con il gruppo dei GMI, almeno un centinaio i commensali. Presenti anche il presidente del Consiglio comunale Massimo Bosio e i consiglieri Cecilia Sacco, Francesco Iodice e Marco Pagani. All’avvio dell’Iftarstreet anche don Carlo Bonasio, parroco di S. Agabio e don Giorgio Malvestio, sacerdote anche lui attivo nel quartiere novarese. Entrambi hanno portato un veloce saluto, così come una rappresentante della Comunità di S. Egidio, Sandra Mainelli. Per il Comune è intervenuto Iodice, che ha ricordato come da qualche giorno all’esterno della finestra del presidente del Consiglio comunale sventoli la bandiera della pace. A chiudere gli interventi, che erano stati aperti con la preghiera, Ahmed Ouda, presidente del Centro Al Amal, che ha ringraziato tutti. Una serata in cui «il giovane musulmano non interromperà il digiuno da solo o con la sua famiglia, ma potrà avere accanto l’intera comunità in cui vive da sempre, spesso da quando è nato, l’intera comunità novarese». Oltre a qualche novarese già seduto alla tavola dall’inizio, qualcun altro, sul finire, si è avvicinato e ha bevuto qualche bibita e mangiato qualcosa insieme.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola lunedì 13 luglio


NOVARA – «Questa sera siamo qui in piazza per condividere una cena tutti insieme, anche con gli amici novaresi, con la comunità che ci ha accolto. Questo è l’obiettivo dell’Iftarstreet. Un momento che vuole essere bello per tutti, soprattutto per noi giovani, per incontrarci, farci conoscere e superare i pregiudizi da parte di tutti, da ambo le parti».

Così, venerdì 10 luglio, Mohamed Ahmad, responsabile della sezione novarese dell’associazione Giovani Musulmani d’Italia (GMI), ha spiegato l’obiettivo dell’Iftarstreet ospitata in piazza Monsignor Brustia, piazza centrale di S. Agabio. Un evento promosso dai ragazzi dei GMI con il Centro culturale Al Amal di via Della Riotta 10, che ospita le attività culturali e giovanili dell’associazione, proponendo anche incontri di confronto su tematiche come integrazione e dialogo. Una serie di attività condotte anche con la comunità novarese, con la parrocchia, con il Comune, così come con la Comunità di S. Egidio. «Durante il mese di Ramadan – ha proseguito – abbiamo proposto almeno una dozzina di iniziative, di incontri, per riflettere e confrontarci, per far conoscere anche ai nostri vicini le attività che svolgiamo. Un programma che avevamo già preparato da molto tempo e che riprenderà a settembre. Siamo andati anche in ospedale e abbiamo allestito uno stand in centro, dialogando con chiunque si sia fermato. Qui per tutti ci sono alcuni piatti della nostra tradizione, come il cous cous. Siete tutti i benvenuti».

A prendere parte all’Iftar (cena che i fedeli musulmani abitualmente consumano per interrompere il digiuno quotidiano durante il Ramadan), tanti ragazzi dell’associazione e anche alcuni santagabiesi, che hanno voluto rapportarsi e confrontarsi con il gruppo dei GMI, almeno un centinaio i commensali. Presenti anche il presidente del Consiglio comunale Massimo Bosio e i consiglieri Cecilia Sacco, Francesco Iodice e Marco Pagani. All’avvio dell’Iftarstreet anche don Carlo Bonasio, parroco di S. Agabio e don Giorgio Malvestio, sacerdote anche lui attivo nel quartiere novarese. Entrambi hanno portato un veloce saluto, così come una rappresentante della Comunità di S. Egidio, Sandra Mainelli. Per il Comune è intervenuto Iodice, che ha ricordato come da qualche giorno all’esterno della finestra del presidente del Consiglio comunale sventoli la bandiera della pace. A chiudere gli interventi, che erano stati aperti con la preghiera, Ahmed Ouda, presidente del Centro Al Amal, che ha ringraziato tutti. Una serata in cui «il giovane musulmano non interromperà il digiuno da solo o con la sua famiglia, ma potrà avere accanto l’intera comunità in cui vive da sempre, spesso da quando è nato, l’intera comunità novarese». Oltre a qualche novarese già seduto alla tavola dall’inizio, qualcun altro, sul finire, si è avvicinato e ha bevuto qualche bibita e mangiato qualcosa insieme.

mo.c.

 

Per saperne di più leggi l’articolo sul Corriere di Novara in edicola lunedì 13 luglio


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