“Febbre del Nilo”, nessun caso in Piemonte: garantite le donazioni di sangue

“Febbre del Nilo”, nessun caso in Piemonte:  garantite le donazioni di sangue
Altro 29 Agosto 2015 ore 16:37

Quando si sente parlare di “febbre del Nilo”o ‘West Nile’ (WNV) la prima reazione comune è quella della preoccupazione. Proprio per questo, per cercare di fare chiarezza sulla questione, l’Ufficio di Comunicazione Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ha diffuso una nota. “In merito ad alcune notizie relative alla ‘febbre del Nilo’ - si legge nel testo -   si precisa che il Sistema di Sorveglianza entomologica e veterinaria del Piemonte (Istituto Zooprofilattico Sperimentale, Seremi e servizi veterinari regionali) ha rilevato alcune positività in zanzare e uccelli, in alcune aree al momento ristrette alle province di Novara e di Alessandria (già interessate anche l’anno scorso)”. Il virus di origine africana può essere trasmesso all’uomo da un particolare tipo di zanzara, ma “la pericolosità è bassa, infatti solo in pochi casi (circa 1% della popolazione generale) determina una malattia molto grave che consiste in una meningoencefalite, negli altri casi decorre in forma asintomatica o con una sindrome febbrile”. I soggetti più esposti alle complicanze più gravi sono quelli con difese immunitarie deboli. Solitamente si tratta di anziani e di neonati. “Il virus in questione  - continua lo scritto - è presente già da anni in altre regioni italiane e il suo riscontro nelle zanzare e negli uccelli consente di attivare tempestivamente misure di prevenzione alla diffusione nell’uomo nei territori interessati”.

Per quanto riguarda la trasfusione del sangue (e dei suoi “emocomponenti”) la prevenzione si articola su due livelli: “nell’area interessata tutte le donazioni sono sottoposte prima del rilascio a un test specifico, pertanto nelle province di Novara ed Alessandria non vi è alcuna sospensione delle donazioni; nelle altre province di tutto il territorio italiano i donatori che abbiano soggiornato almeno una notte nelle aree in cui è stata rilevata la circolazione virale sono sospesi per 28 giorni. Tali misure consentono di mantenere sia la sicurezza trasfusionale sia la disponibilità di sangue (e suoi “emocomponenti”) a livello locale, regionale e nazionale”.

Fino ad ora in Italia e in Piemonte per il ‘West Nile’ (WNV) nessuna area è stata “bloccata” per le donazioni di sangue ed emocomponenti e nessuna trasmissione trasfusionale è stata rilevata.

“In Piemonte - precisa lo scritto -  l’applicazione delle misure di prevenzione trasfusionale è stata tempestiva all’interno della Rete Trasfusionale ed è attiva da metà agosto. Essa proseguirà fino a quando necessario in relazione alle informazioni del Sistema di Sorveglianza e alla disposizioni ministeriali. In Piemonte non si è finora registrata alcuna positività in essere umani, e le notizie relative a un ricovero riguardano un paziente della Lombardia, lì diagnosticato e successivamente trasferito in Piemonte”.

cl.br.

Quando si sente parlare di “febbre del Nilo”o ‘West Nile’ (WNV) la prima reazione comune è quella della preoccupazione. Proprio per questo, per cercare di fare chiarezza sulla questione, l’Ufficio di Comunicazione Assessorato alla Sanità della Regione Piemonte ha diffuso una nota. “In merito ad alcune notizie relative alla ‘febbre del Nilo’ - si legge nel testo -   si precisa che il Sistema di Sorveglianza entomologica e veterinaria del Piemonte (Istituto Zooprofilattico Sperimentale, Seremi e servizi veterinari regionali) ha rilevato alcune positività in zanzare e uccelli, in alcune aree al momento ristrette alle province di Novara e di Alessandria (già interessate anche l’anno scorso)”. Il virus di origine africana può essere trasmesso all’uomo da un particolare tipo di zanzara, ma “la pericolosità è bassa, infatti solo in pochi casi (circa 1% della popolazione generale) determina una malattia molto grave che consiste in una meningoencefalite, negli altri casi decorre in forma asintomatica o con una sindrome febbrile”. I soggetti più esposti alle complicanze più gravi sono quelli con difese immunitarie deboli. Solitamente si tratta di anziani e di neonati. “Il virus in questione  - continua lo scritto - è presente già da anni in altre regioni italiane e il suo riscontro nelle zanzare e negli uccelli consente di attivare tempestivamente misure di prevenzione alla diffusione nell’uomo nei territori interessati”.

Per quanto riguarda la trasfusione del sangue (e dei suoi “emocomponenti”) la prevenzione si articola su due livelli: “nell’area interessata tutte le donazioni sono sottoposte prima del rilascio a un test specifico, pertanto nelle province di Novara ed Alessandria non vi è alcuna sospensione delle donazioni; nelle altre province di tutto il territorio italiano i donatori che abbiano soggiornato almeno una notte nelle aree in cui è stata rilevata la circolazione virale sono sospesi per 28 giorni. Tali misure consentono di mantenere sia la sicurezza trasfusionale sia la disponibilità di sangue (e suoi “emocomponenti”) a livello locale, regionale e nazionale”.

Fino ad ora in Italia e in Piemonte per il ‘West Nile’ (WNV) nessuna area è stata “bloccata” per le donazioni di sangue ed emocomponenti e nessuna trasmissione trasfusionale è stata rilevata.

“In Piemonte - precisa lo scritto -  l’applicazione delle misure di prevenzione trasfusionale è stata tempestiva all’interno della Rete Trasfusionale ed è attiva da metà agosto. Essa proseguirà fino a quando necessario in relazione alle informazioni del Sistema di Sorveglianza e alla disposizioni ministeriali. In Piemonte non si è finora registrata alcuna positività in essere umani, e le notizie relative a un ricovero riguardano un paziente della Lombardia, lì diagnosticato e successivamente trasferito in Piemonte”.

cl.br.