Gufo reale, consegnato da Anpana alla Wwf di Vanzago, salvato dal trapianto del piumaggio

Gufo reale, consegnato da Anpana alla Wwf di Vanzago, salvato dal trapianto del piumaggio
02 Febbraio 2015 ore 02:59

NOVARA – Sabato 31 gennaio, al Comando delle Guardie Ecozoofile Anpana di Novara, è giunta la telefonata di un gruppo di amici, che, in passeggiata nelle colline del Parco del Fenera  nei pressi di Boca, hanno avvistato un grosso gufo in volo con un’apertura alare enorme.

Sbigottiti per così tanta bellezza hanno chiesto alle guardie se in zona esistessero gufi insoliti. Ai fortunati spettatori è stato spiegato che verosimilmente si poteva trattare di un gufo reale, tra l’altro liberato negli scorsi mesi dall’Anpana.

 

NOVARA – Sabato 31 gennaio, al Comando delle Guardie Ecozoofile Anpana di Novara, è giunta la telefonata di un gruppo di amici, che, in passeggiata nelle colline del Parco del Fenera  nei pressi di Boca, hanno avvistato un grosso gufo in volo con un’apertura alare enorme.

Sbigottiti per così tanta bellezza hanno chiesto alle guardie se in zona esistessero gufi insoliti. Ai fortunati spettatori è stato spiegato che verosimilmente si poteva trattare di un gufo reale, tra l’altro liberato negli scorsi mesi dall’Anpana.

“Il nostro pensiero, e ricordo, infatti, è volato al febbraio 2014 – spiega Francesco Ragusa, responsabile delle Guardie Ecozoofile Anpana di Novara  – quando, proprio nelle colline di Boca, in collaborazione con i Guardia Parco del Monte Fenera, si era salvato uno splendido esemplare di gufo reale. Gli agenti del parco lo avevano avvistato nelle vicinanze del Santuario di Boca immobile che sembrava morto – continua Ragusa – Le nostre guardie lo avevano preso in carico con grande stupore. Era la prima volta che si vedeva un rapace così maestoso e imponente. Il gufo reale maschio adulto era stato consegnato al CRAS Wwf di Vanzago (MI) con la diagnosi di un  trauma cranico, penne rovinate, stato di denutrizione. Gli operatori del Wwf erano scettici e con il veterinario del centro hanno iniziato un percorso riabilitativo unico e quasi impossibile durato circa 3 mesi. Per risolvere il trauma cranico era stato tenuto al caldo in un luogo tranquillo, curato con farmaci omeopatici  e nutrito adeguatamente. Il secondo passaggio ha visto l’applicazione di una tecnica molto antica (usata dai falconieri) chiamata “imping del piumaggio” o rimpianto di alcune penne rovinate. Operazione complicata che può essere fatta solo da persone competenti ed abilitate. Significa in poche parole di tagliare la penna rotta e innescare la penna sana di un altro gufo reale, che ha fatto la muta annuale come natura vuole.  Questa tecnica permette di migliorare le situazioni cliniche di alcuni soggetti, abbreviando le degenze nei  centri di recupero.  Al Wwf di Vanzago la raccolta del piumaggio è di fondamentale importanza per poter permettere ad altri rapaci di tornare a volare. Il periodo di degenza era servito anche per ripristinare il tono muscolare del gufo reale con esercizi in adeguate voliere”.

La liberazione era stata eseguita  con successo sulle colline di Boca dagli operatori del Wwf giunti da Milano con il rapace, in presenza anche dei Guardia Parco, Polizia Provinciale e Guardie Anpana Novara.

mo.c.

 

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