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Il borgomanerese Nico Valsesia scala 7000 metri in 22 ore

Il borgomanerese Nico Valsesia scala 7000 metri in 22 ore
Altro 29 Gennaio 2015 ore 17:23

BORGOMANERO – Il motto che campeggia sul suo blog “La fatica non esiste” ben riassume l’ennesima impresa di Nico Valsesia. L’iron man borgomanerese nei giorni scorsi ha raggiunto la vetta andina dell’Aconcagua a 6963 metri d’altezza, partendo dal livello del mare nei pressi di Vina del Mar in Cile. Quasi 7000 metri di dislivello percorsi in neanche 24 ore, un percorso che normalmente viene effettuato in 2 settimane!
In anticipo rispetto al programma dell’impresa, Nico ha deciso di

BORGOMANERO – Il motto che campeggia sul suo blog “La fatica non esiste” ben riassume l’ennesima impresa di Nico Valsesia. L’iron man borgomanerese nei giorni scorsi ha raggiunto la vetta andina dell’Aconcagua a 6963 metri d’altezza, partendo dal livello del mare nei pressi di Vina del Mar in Cile. Quasi 7000 metri di dislivello percorsi in neanche 24 ore, un percorso che normalmente viene effettuato in 2 settimane!
In anticipo rispetto al programma dell’impresa, Nico ha deciso di partire dalla spiaggia di Las Ventanas il 23 gennaio, sfruttando una finestra di bel tempo. “L’emozione, in questo momento, è ancora tanta – si legge sul suo blog - Anche perché, tutto considerato, questa è stata probabilmente l’impresa più impegnativa e fuori dall’ordinario tra quelle compiute da Nico, anche più delle sua Race Across America. E pure la più pericolosa, se si sommano i rischi connessi al percorso, allo sforzo, all’altitudine elevatissima e alla grandissima variabilità del meteo in queste zone”. Nico è salito alle 15.40 – ora locale – in bicicletta ed ha incominciato una salita di oltre 200 km fino a Los Horcones in Argentina a 2900 metri di quota. All’una di notte ha effettuato un rapido cambio di abbigliamento e poi partenza per la corsa notturna fino alla stazione di Plaza de Mulas a 4300 metri di quota. Qui alle 6 e mezza circa di nuovo un cambio di abbigliamento, stavolta per l’alta montagna, e il contatto radio con il suo team che si era piazzato sul percorso. Questo è stato il momento più difficile dell’impresa. A quota 6000 Nico si ferma in preda ad una forte crisi: idratato e alimentato con qualche gel riesce a raggiungere i 6400 metri di quota. “Una mezz’ora di sosta in cui è stata forte la tentazione di rinunciare e di ridiscendere prudentemente a valle – si legge ancora sul blog - Ma la determinazione di Nico riesce sempre ad avere la meglio: e alla fine, con la scorta del fido Mattia, una scorta di acqua e barrette e una pausa con pisolino di 10 minuti a La Cuevas, a quota 6700, alle 15.41 la vetta è finalmente raggiunta. 7000 metri di dislivello in meno di 23 ore: difficile dare un’unità di misura alla cosa... basti pensare che, non considerati i 200 km e 2900 metri di dislivello percorsi in bici, la sola parte a piedi viene di norma percorsa con trekking di durata variabile dai 10 ai 15 giorni”.

l.pa.