Il Centro anziani Agogna in estate... si “allunga”

Il Centro anziani Agogna in estate... si “allunga”
Altro 10 Agosto 2015 ore 20:55

NOVARA - Tra i punti di ritrovo, estivi ma non solo, dei novaresi approdati alla terza età c’è anche il Centro Anziani Agogna in via Ardemagni: «E’ sempre operativo tutto l’anno, dal lunedì al sabato a partire dalle 14 ­ spiega il tesoriere Enrico Vigna ­ In estate l’apertura è prolungata fino alle 19, in inverno invece si chiude prima, intorno alle 18». Attualmente i soci sono 112: «L’obiettivo è far sì che il loro numero cresca, anche per avere un maggior introito utile ad affrontare costi come le pulizie, la tassa rifiuti e garantire quindi la continuità delle attività anche nei prossimi anni. Questo Centro, infatti, esiste dal 1990 quando era ubicato sempre in via Ardemagni, dall’altra parte della strada verso l’Agogna. Allora si contavano ben 290 soci, poi per tre anni il Centro è stato chiuso a causa dei lavori che hanno interessato l’area per la realizzazione del vicino supermercato e della pista ciclabile. La costruzione dell’attuale sede, aperta dallo scorso ottobre, è stata finanziata da Esselunga e sorge su terreno comunale. E’ dotata di riscaldamento, condizionatore e di tre bagni. E’ bella, però ormai dobbiamo fronteggiare la “concorrenza” di altri punti di incontro».

 Al Centro Anziani Agogna, in media, ci sono sempre una trentina di persone: non arrivano solo dai quartieri cittadini ma ­ “trascinati” da qualche amico ­ anche dai paesi del circondario come ad esempio Vespolate. In estate l’affluenza cala un po’, ma ugualmente non manca chi si dedica al gioco delle bocce (Corrado Spaltini e Bruno Malcaggi, tra gli altri, si sono cimentati anche in serie B) e alle partite a carte: vanno per la maggiore la scopa, la scala 40 o il ciapanò. Il tutto sempre accompagnato da quattro chiacchiere tra amici e dalla voglia di stare in compagnia. Una minoranza si diletta anche con gli scacchi e la dama. La vicinanza alla stadio “Piola” contribuisce poi a tenere viva la passione “azzurra” per il Novara Calcio. Ad allietare ulteriormente i pomeriggi, golose merende a base di prodotti tipici novaresi quali il gorgonzola o il salame della duja, magari innaffiati da un bicchiere di vino. A movimentare costantemente le giornate ci pensa poi il “mattatore” Girolamo Parigi: «Le persone che vengono al Centro sono comprese tra i 60 e gli 85­90 anni ­ evidenzia Vigna, uno dei soci più attivi insieme al presidente del Centro Dario Mottura, al vicepresidente Walter Bolla, al segretario Roberto Onetto ­ Il “meno giovane” dovrebbe essere Alfonso, che ha 91 anni: un ex parrucchiere di professione e musicista per hobby». 

Uno dei frequentatori del Centro Anziani Agogna più noti è senza dubbio Luigi Stangalini, ex presidente del Consiglio di Quartiere Ovest: «In realtà vengo poco perché ho un sacco di impegni, nonostante i miei 85 anni ­ spiega Stangalini con la consueta “verve” ­ Faccio volontariato alla Divina Provvidenza, alla Madonna Pellegrina e ho sempre un occhio vigile sul quartiere complici le segnalazioni che ancora mi fa qualche abitante della zona. Infine lo confesso: ho un po’ di nostalgia per la vecchia “baracca” sulle sponde dell’Agogna: era stata costruita pezzo per pezzo da coloro che la frequentavano».

Filippo Bezio


NOVARA - Tra i punti di ritrovo, estivi ma non solo, dei novaresi approdati alla terza età c’è anche il Centro Anziani Agogna in via Ardemagni: «E’ sempre operativo tutto l’anno, dal lunedì al sabato a partire dalle 14 ­ spiega il tesoriere Enrico Vigna ­ In estate l’apertura è prolungata fino alle 19, in inverno invece si chiude prima, intorno alle 18». Attualmente i soci sono 112: «L’obiettivo è far sì che il loro numero cresca, anche per avere un maggior introito utile ad affrontare costi come le pulizie, la tassa rifiuti e garantire quindi la continuità delle attività anche nei prossimi anni. Questo Centro, infatti, esiste dal 1990 quando era ubicato sempre in via Ardemagni, dall’altra parte della strada verso l’Agogna. Allora si contavano ben 290 soci, poi per tre anni il Centro è stato chiuso a causa dei lavori che hanno interessato l’area per la realizzazione del vicino supermercato e della pista ciclabile. La costruzione dell’attuale sede, aperta dallo scorso ottobre, è stata finanziata da Esselunga e sorge su terreno comunale. E’ dotata di riscaldamento, condizionatore e di tre bagni. E’ bella, però ormai dobbiamo fronteggiare la “concorrenza” di altri punti di incontro».

 Al Centro Anziani Agogna, in media, ci sono sempre una trentina di persone: non arrivano solo dai quartieri cittadini ma ­ “trascinati” da qualche amico ­ anche dai paesi del circondario come ad esempio Vespolate. In estate l’affluenza cala un po’, ma ugualmente non manca chi si dedica al gioco delle bocce (Corrado Spaltini e Bruno Malcaggi, tra gli altri, si sono cimentati anche in serie B) e alle partite a carte: vanno per la maggiore la scopa, la scala 40 o il ciapanò. Il tutto sempre accompagnato da quattro chiacchiere tra amici e dalla voglia di stare in compagnia. Una minoranza si diletta anche con gli scacchi e la dama. La vicinanza alla stadio “Piola” contribuisce poi a tenere viva la passione “azzurra” per il Novara Calcio. Ad allietare ulteriormente i pomeriggi, golose merende a base di prodotti tipici novaresi quali il gorgonzola o il salame della duja, magari innaffiati da un bicchiere di vino. A movimentare costantemente le giornate ci pensa poi il “mattatore” Girolamo Parigi: «Le persone che vengono al Centro sono comprese tra i 60 e gli 85­90 anni ­ evidenzia Vigna, uno dei soci più attivi insieme al presidente del Centro Dario Mottura, al vicepresidente Walter Bolla, al segretario Roberto Onetto ­ Il “meno giovane” dovrebbe essere Alfonso, che ha 91 anni: un ex parrucchiere di professione e musicista per hobby». 

Uno dei frequentatori del Centro Anziani Agogna più noti è senza dubbio Luigi Stangalini, ex presidente del Consiglio di Quartiere Ovest: «In realtà vengo poco perché ho un sacco di impegni, nonostante i miei 85 anni ­ spiega Stangalini con la consueta “verve” ­ Faccio volontariato alla Divina Provvidenza, alla Madonna Pellegrina e ho sempre un occhio vigile sul quartiere complici le segnalazioni che ancora mi fa qualche abitante della zona. Infine lo confesso: ho un po’ di nostalgia per la vecchia “baracca” sulle sponde dell’Agogna: era stata costruita pezzo per pezzo da coloro che la frequentavano».

Filippo Bezio