Il Progetto per Tommaso, cinque anni di lotta al cyberbullismo

Il Progetto per Tommaso, cinque anni di lotta al cyberbullismo
Altro 07 Marzo 2015 ore 13:54

NOVARA - Il Progetto per Tommaso è giunto al quinto anno e si arricchisce di nuove iniziative per la lotta al cyberbullismo. Il programma delle azioni messe in campo durante questo anno scolastico sono state spiegate dalla professoressa Susanna Borlandelli, presidente del Rotary Val Ticino di Novara e promotrice del progetto, insieme a coloro che collaborano alla sua realizzazione, durante una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Vochieri nella mattinata di ieri  venerdì 6 marzo. “Quest’anno oltre al liceo scientifico Antonelli, all’istituto Pascal di Romentino e al liceo classico e linguistico Carlo Alberto si è aggiunta la partecipazione del liceo artistico Casorati – ha detto la professoressa Borlandelli – Alcuni ragazzi di queste scuole, per lo più delle classi quarte, sono stati formati da personale esperto dell’Asl No per diventare peer educator. Si è trattato di un percorso impegnativo di otto incontri di cui due con tecnici informatici e rappresentanti delle forze dell’ordine. La peer education è uno strumento molto efficace di educazione tra pari per trasmettere ai giovani qualsiasi tipo di messaggio, in questo caso per sensibilizzare e diffondere la conoscenza sui rischi legati all’uso di Internet e dei social network. I peer educator hanno poi tenuto a loro volta incontri nelle classi prime. Ci sono giunte richieste di intervento dai nostri peer educators anche dalle scuole medie inferiori del territorio essendo che l’età a rischio per l’utilizzo degli strumenti informatici è drasticamente scesa”.

Novità del 2015 è il concorso dedicato agli studenti delle classi quarte e quinte del liceo artistico per la creazione di un logo, un dépliant e un manifesto per il Progetto per Tommaso: “Gli studenti hanno risposto entusiasticamente producendo dei lavori veramente di alto livello tanto che la giuria ha avuto molte difficoltà a scegliere i vincitori” ha detto Borlandelli.

Alcune opere sono state selezionate per essere esposte nella sala Genocchio di Palazzo Vochieri (il palazzo che ospita la Biblioteca Negroni in corso Cavallotti 4/6). La mostra è stata inaugurata nel pomeriggio di ieri con la premiazione dei vincitori: Alessia Casiraghi per il manifesto, Alessandro Grioni per il dépliant, Marzia Pulghé per il logo, più un premio della critica per il lavoro di Mikel Peruch. Agli studenti sono stati conferiti buoni per un valore di 700 euro per l’acquisto di materiale didattico. La mostra rimarrà allestita fino al 14 marzo ed è visitabile negli orari di apertura della biblioteca.

Oltre agli incontri nelle scuole con i peer educator e al concorso artistico, il Progetto per Tommaso prevede anche due eventi intitolati “The Wild Web – per un uso consapevole dei social network” che si svolgeranno nell’aula magna dell’Università del Piemonte orientale in via Perrone 18. Il primo è in programma per venerdì 13 marzo alle 21 ed è dedicato a genitori, insegnanti e operatori. Il giornalista e conduttore radiofonico Paolo Attivissimo e Roberto Musco, assistente capo della Polizia postale di Novara faranno riflettere sull’uso e abuso delle nuove tecnologie. Il giorno successivo, sabato 14 marzo, alle 10 Paolo Attivissimo spiegherà invece ai giovani delle scuole novaresi come navigare sicuri in rete coinvolgendoli in una efficace performance interattiva con smartphone e tablet.

Il Progetto è sostenuto per il terzo anno dalla Fondazione della Comunità del Novarese: “Sono soddisfatto che la Fondazione possa dare il suo contributo per un tema così importante – ha sottolineato il presidente, il senatore Ezio Leonardi – Il Progetto è molto efficace soprattutto perché coinvolge in prima persona i giovani”. Presso la Fondazione è stato istituito un fondo apposito per il Progetto per Tommaso al quale si può contribuire anche con una piccola donazione (per informazioni www.fondazione.novara.it o tel. 0321 611781).

Sono intervenuti anche il dottor Carlo Alberto Zambrino, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Asl No, con le operatrici che hanno formato i ragazzi Carmen Ceffa e Penelope Pella (al progetto hanno collaborato anche Laurita Tanzi e Antonella Protti), il dirigente scolastico del liceo artistico Salvatore Palvetti e l’assessore comunale alla Cultura Paola Turchelli. “E’ stupendo come da un fatto tragico, da una sofferenza (la morte del giovane Tommaso, ndr) si sia prodotto un bene così grande per i giovani e per tutta la città – ha commentato Turchelli – Il messaggio che viene trasmesso anche attraverso questi disegni è che si può continuare a camminare anche in un mondo così difficile come il nostro di oggi”.

Significativa infine la testimonianza di due peer educator del liceo artistico, Lorenzo e Gaia: “E’ stata un’esperienza davvero stimolante – hanno detto – Non abbiamo tenuto lezioni, sono stati piuttosto scambi costruttivi con i nostri coetanei, hanno imparato qualcosa da noi ma anche noi da loro. I ragazzi non sono cattivi è che spesso non sanno a cosa vanno incontro se si comportano in un certo modo”.

Valentina Sarmenghi 

NOVARA - Il Progetto per Tommaso è giunto al quinto anno e si arricchisce di nuove iniziative per la lotta al cyberbullismo. Il programma delle azioni messe in campo durante questo anno scolastico sono state spiegate dalla professoressa Susanna Borlandelli, presidente del Rotary Val Ticino di Novara e promotrice del progetto, insieme a coloro che collaborano alla sua realizzazione, durante una conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Vochieri nella mattinata di ieri  venerdì 6 marzo. “Quest’anno oltre al liceo scientifico Antonelli, all’istituto Pascal di Romentino e al liceo classico e linguistico Carlo Alberto si è aggiunta la partecipazione del liceo artistico Casorati – ha detto la professoressa Borlandelli – Alcuni ragazzi di queste scuole, per lo più delle classi quarte, sono stati formati da personale esperto dell’Asl No per diventare peer educator. Si è trattato di un percorso impegnativo di otto incontri di cui due con tecnici informatici e rappresentanti delle forze dell’ordine. La peer education è uno strumento molto efficace di educazione tra pari per trasmettere ai giovani qualsiasi tipo di messaggio, in questo caso per sensibilizzare e diffondere la conoscenza sui rischi legati all’uso di Internet e dei social network. I peer educator hanno poi tenuto a loro volta incontri nelle classi prime. Ci sono giunte richieste di intervento dai nostri peer educators anche dalle scuole medie inferiori del territorio essendo che l’età a rischio per l’utilizzo degli strumenti informatici è drasticamente scesa”.

Novità del 2015 è il concorso dedicato agli studenti delle classi quarte e quinte del liceo artistico per la creazione di un logo, un dépliant e un manifesto per il Progetto per Tommaso: “Gli studenti hanno risposto entusiasticamente producendo dei lavori veramente di alto livello tanto che la giuria ha avuto molte difficoltà a scegliere i vincitori” ha detto Borlandelli.

Alcune opere sono state selezionate per essere esposte nella sala Genocchio di Palazzo Vochieri (il palazzo che ospita la Biblioteca Negroni in corso Cavallotti 4/6). La mostra è stata inaugurata nel pomeriggio di ieri con la premiazione dei vincitori: Alessia Casiraghi per il manifesto, Alessandro Grioni per il dépliant, Marzia Pulghé per il logo, più un premio della critica per il lavoro di Mikel Peruch. Agli studenti sono stati conferiti buoni per un valore di 700 euro per l’acquisto di materiale didattico. La mostra rimarrà allestita fino al 14 marzo ed è visitabile negli orari di apertura della biblioteca.

Oltre agli incontri nelle scuole con i peer educator e al concorso artistico, il Progetto per Tommaso prevede anche due eventi intitolati “The Wild Web – per un uso consapevole dei social network” che si svolgeranno nell’aula magna dell’Università del Piemonte orientale in via Perrone 18. Il primo è in programma per venerdì 13 marzo alle 21 ed è dedicato a genitori, insegnanti e operatori. Il giornalista e conduttore radiofonico Paolo Attivissimo e Roberto Musco, assistente capo della Polizia postale di Novara faranno riflettere sull’uso e abuso delle nuove tecnologie. Il giorno successivo, sabato 14 marzo, alle 10 Paolo Attivissimo spiegherà invece ai giovani delle scuole novaresi come navigare sicuri in rete coinvolgendoli in una efficace performance interattiva con smartphone e tablet.

Il Progetto è sostenuto per il terzo anno dalla Fondazione della Comunità del Novarese: “Sono soddisfatto che la Fondazione possa dare il suo contributo per un tema così importante – ha sottolineato il presidente, il senatore Ezio Leonardi – Il Progetto è molto efficace soprattutto perché coinvolge in prima persona i giovani”. Presso la Fondazione è stato istituito un fondo apposito per il Progetto per Tommaso al quale si può contribuire anche con una piccola donazione (per informazioni www.fondazione.novara.it o tel. 0321 611781).

Sono intervenuti anche il dottor Carlo Alberto Zambrino, direttore del Dipartimento Materno Infantile dell’Asl No, con le operatrici che hanno formato i ragazzi Carmen Ceffa e Penelope Pella (al progetto hanno collaborato anche Laurita Tanzi e Antonella Protti), il dirigente scolastico del liceo artistico Salvatore Palvetti e l’assessore comunale alla Cultura Paola Turchelli. “E’ stupendo come da un fatto tragico, da una sofferenza (la morte del giovane Tommaso, ndr) si sia prodotto un bene così grande per i giovani e per tutta la città – ha commentato Turchelli – Il messaggio che viene trasmesso anche attraverso questi disegni è che si può continuare a camminare anche in un mondo così difficile come il nostro di oggi”.

Significativa infine la testimonianza di due peer educator del liceo artistico, Lorenzo e Gaia: “E’ stata un’esperienza davvero stimolante – hanno detto – Non abbiamo tenuto lezioni, sono stati piuttosto scambi costruttivi con i nostri coetanei, hanno imparato qualcosa da noi ma anche noi da loro. I ragazzi non sono cattivi è che spesso non sanno a cosa vanno incontro se si comportano in un certo modo”.

Valentina Sarmenghi