«L’obiettivo? Un’azienda unica Asl-ospedale»

«L’obiettivo? Un’azienda unica Asl-ospedale»
Altro 09 Maggio 2015 ore 14:42

NOVARA - Una riforma della rete di assistenza territoriale partendo dalla rete ospedaliera e guardando, oltre che alla creazione di Distretti Asl “forti” (che coincideranno, in termini di bacino d’utenza, con gli attuali Consorzi per i Servizi socio-assistenziali) anche alla creazione delle Aziende uniche.

Durante la sua terza visita a Novara (la prima alla fine del 2014, la seconda in aprile e quella di ieri, nella sede della Facoltà di Economia dell’Università del Piemonte orientale “Avogadro”, in via Perrone), l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta ha compiuto un “volo” ad ampio raggio sulla sanità nel Piemonte del futuro.

Dopo l’introduzione del rettore Cesare Emanuel, Saitta (accompagnato dall’assessore regionale ai Servizi socio-assistenziali Augusto Ferrari) ha ricordato che «sia la delibera riguardante la rete ospedaliera, sia quella della rete dei servizi sanitari territoriali sono dettate dalla volontà di garantire la sicurezza e la salute dei cittadini: sono stati proprio loro a decretare il grado di fiducia che ci ha orientati nelle decisioni sugli ospedali e saranno ancora loro a essere interlocutori attivi per farci conoscere il livello della qualità dei servizi erogati attualmente ed eventuali richieste. Una rete meglio gestita determinerà anche l’eliminazione di alcune criticità ospedaliere, dall’intasamento dei Pronto soccorso, alle liste d’attesa». I Distretti saranno diretti «da responsabili con competenze specifiche e il mandato di verificare la produzione, oltre a un budget specifico, dovranno far quadrare i conti e rispettare gli obiettivi concordati con la Regione. Si sceglieranno i Direttori sanitari e amministrativi. Entro giugno si arriverà all’approvazione della delibera - ha annunciato Saitta - e i Direttori generali delle Asl avranno tempo sei mesi per pianificare il Piano di assistenza, collaborando strettamente con i sindaci (presenti all’incontro in un numero davvero ridotto rispetto al territorio provinciale, ndr). Entro la fine del 2015 avremo un dettaglio per le risorse necessarie al Piano, che potrà essere operativo nel 2016. Oltre a rimodulare le convenzioni con i privati e con i medici di base, dai quali auspichiamo un lavoro di costante confronto e per i quali siamo disponibili a investire sul piano logistico, si arriverà a far diventare Asl e Azienda ospedaliera un unico Ente: una separazione tra due realtà che già devono essere fortemente integrate non avrebbe più senso».

Intanto è stata annunciata dalla Fimmg una mobilitazione di protesta contro lo stallo delle trattative per il rinnovo della convenzione, con studi aperti nei week-end e sciopero nazionale il 19 maggio. “La Conferenza delle Regioni - spiega il sindacato in un comunicato - vuole imporre una subordinazione senza tutele al medico di medicina generale che di fatto svuoterebbe il significato della libera scelta del proprio medico di fiducia da parte del cittadino”. I medici “non chiedono aumenti di stipendio. Vogliono però impedire la creazione di strutture tipo ‘pseudoprontosoccorso’ che calamitino i pazienti che vi troverebbero dei medici di famiglia ma non il loro”. La Conferenza delle Regioni “impedisce di fatto che sia avviata la riorganizzazione della Medicina Generale e si creino le condizioni organizzative del lavoro indispensabili per migliorare l’assistenza ai nostri pazienti”.

Lalla Negri

NOVARA - Una riforma della rete di assistenza territoriale partendo dalla rete ospedaliera e guardando, oltre che alla creazione di Distretti Asl “forti” (che coincideranno, in termini di bacino d’utenza, con gli attuali Consorzi per i Servizi socio-assistenziali) anche alla creazione delle Aziende uniche.

Durante la sua terza visita a Novara (la prima alla fine del 2014, la seconda in aprile e quella di ieri, nella sede della Facoltà di Economia dell’Università del Piemonte orientale “Avogadro”, in via Perrone), l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta ha compiuto un “volo” ad ampio raggio sulla sanità nel Piemonte del futuro.

Dopo l’introduzione del rettore Cesare Emanuel, Saitta (accompagnato dall’assessore regionale ai Servizi socio-assistenziali Augusto Ferrari) ha ricordato che «sia la delibera riguardante la rete ospedaliera, sia quella della rete dei servizi sanitari territoriali sono dettate dalla volontà di garantire la sicurezza e la salute dei cittadini: sono stati proprio loro a decretare il grado di fiducia che ci ha orientati nelle decisioni sugli ospedali e saranno ancora loro a essere interlocutori attivi per farci conoscere il livello della qualità dei servizi erogati attualmente ed eventuali richieste. Una rete meglio gestita determinerà anche l’eliminazione di alcune criticità ospedaliere, dall’intasamento dei Pronto soccorso, alle liste d’attesa». I Distretti saranno diretti «da responsabili con competenze specifiche e il mandato di verificare la produzione, oltre a un budget specifico, dovranno far quadrare i conti e rispettare gli obiettivi concordati con la Regione. Si sceglieranno i Direttori sanitari e amministrativi. Entro giugno si arriverà all’approvazione della delibera - ha annunciato Saitta - e i Direttori generali delle Asl avranno tempo sei mesi per pianificare il Piano di assistenza, collaborando strettamente con i sindaci (presenti all’incontro in un numero davvero ridotto rispetto al territorio provinciale, ndr). Entro la fine del 2015 avremo un dettaglio per le risorse necessarie al Piano, che potrà essere operativo nel 2016. Oltre a rimodulare le convenzioni con i privati e con i medici di base, dai quali auspichiamo un lavoro di costante confronto e per i quali siamo disponibili a investire sul piano logistico, si arriverà a far diventare Asl e Azienda ospedaliera un unico Ente: una separazione tra due realtà che già devono essere fortemente integrate non avrebbe più senso».

Intanto è stata annunciata dalla Fimmg una mobilitazione di protesta contro lo stallo delle trattative per il rinnovo della convenzione, con studi aperti nei week-end e sciopero nazionale il 19 maggio. “La Conferenza delle Regioni - spiega il sindacato in un comunicato - vuole imporre una subordinazione senza tutele al medico di medicina generale che di fatto svuoterebbe il significato della libera scelta del proprio medico di fiducia da parte del cittadino”. I medici “non chiedono aumenti di stipendio. Vogliono però impedire la creazione di strutture tipo ‘pseudoprontosoccorso’ che calamitino i pazienti che vi troverebbero dei medici di famiglia ma non il loro”. La Conferenza delle Regioni “impedisce di fatto che sia avviata la riorganizzazione della Medicina Generale e si creino le condizioni organizzative del lavoro indispensabili per migliorare l’assistenza ai nostri pazienti”.

Lalla Negri