La (strana) storia del geologo con le armi spuntate

La (strana) storia del geologo con le armi spuntate
Altro 05 Ottobre 2015 ore 03:01

NOVARA - Leggi, intese, conferenze, protocolli ma poi, nei fatti, nel concreto, spesso fra il dire e il fare salta fuori l’intoppo. Questo da un lato. Dall’altro il dubbio che lo scontro politico altrettanto spesso sia fine a se stesso e non finalizzato all’interesse e al bene comune. Ecco la (strana) storia del geologo della Provincia, l’unico in forza a Palazzo Natta, col difetto tra l’altro di essere bravo, scrupoloso, efficiente, che invece di essere impiegato nel delicatissimo settore di cave e rifiuti (si pensi solo alla ribattezzata “Terra dei fuochi” fra Romentino e San Martino di Trecate, un caso arrivato alla ribalta nazionale), cioè il settore prettamente di sua competenza, si occupa… di viabilità. In pratica una preziosa risorsa, ma con le armi spuntate. Raccontiamo questa storia appositamente con parole semplici, evitando  dettagli e tecnicismi, per rendere bene l’idea, e ci scusiamo quindi di eventuali imprecisioni. Ma mai come in questo caso conta la sostanza e non la forma.

p.v.

leggi il servizio sul Corriere di Novara di lunedì 5 ottobre

NOVARA - Leggi, intese, conferenze, protocolli ma poi, nei fatti, nel concreto, spesso fra il dire e il fare salta fuori l’intoppo. Questo da un lato. Dall’altro il dubbio che lo scontro politico altrettanto spesso sia fine a se stesso e non finalizzato all’interesse e al bene comune. Ecco la (strana) storia del geologo della Provincia, l’unico in forza a Palazzo Natta, col difetto tra l’altro di essere bravo, scrupoloso, efficiente, che invece di essere impiegato nel delicatissimo settore di cave e rifiuti (si pensi solo alla ribattezzata “Terra dei fuochi” fra Romentino e San Martino di Trecate, un caso arrivato alla ribalta nazionale), cioè il settore prettamente di sua competenza, si occupa… di viabilità. In pratica una preziosa risorsa, ma con le armi spuntate. Raccontiamo questa storia appositamente con parole semplici, evitando  dettagli e tecnicismi, per rendere bene l’idea, e ci scusiamo quindi di eventuali imprecisioni. Ma mai come in questo caso conta la sostanza e non la forma.

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