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Lavoro a Novara. Per Rodini (La Città in Comune) deve essere “stabile e qualificato”

Lavoro a Novara. Per Rodini (La Città in Comune) deve essere “stabile e qualificato”
Altro Novara, 22 Febbraio 2016 ore 20:19

NOVARA - In merito alle recenti riflessioni apparse sulla stampa circa i limiti del Jobs Act, Luigi Rodini, candidato sindaco per “La Città in Comune”, dichiara in una nota stampa: “Purtroppo ci si rende conto solo ora che, come scrive Repubblica, gli effetti del Jobs Act sono legati esclusivamente agli incentivi fiscali. Soldi buttati, dunque, che non producono occupazione stabile, con l'aggravante di aver tolto diritti ai lavoratori. A Novara, dove manca da tempo un assessorato al Lavoro, occorre favorire la buona e piena occupazione, che si realizza fornendo assistenza a progetti che vogliano attingere ai fondi europei, aprendo tavoli permanenti che analizzino i bisogni dei lavoratori e degli imprenditori onesti, realizzando una più attenta indagine sulle “zone grigie” del lavoro nero, del malaffare e del crimine organizzato, migliorando la qualità della vita e dell'ambiente”.

“Infatti aree industriali – prosegue Luigi Rodini – se ne trovano ovunque, ma mancano invece città più accoglienti per lavoratori e imprese, più vive, più aperte, più tolleranti, più europee. Questo è quello che la lista “La Città in Comune” e io personalmente vogliamo realizzare”.

mo.c.

 


NOVARA - In merito alle recenti riflessioni apparse sulla stampa circa i limiti del Jobs Act, Luigi Rodini, candidato sindaco per “La Città in Comune”, dichiara in una nota stampa: “Purtroppo ci si rende conto solo ora che, come scrive Repubblica, gli effetti del Jobs Act sono legati esclusivamente agli incentivi fiscali. Soldi buttati, dunque, che non producono occupazione stabile, con l'aggravante di aver tolto diritti ai lavoratori. A Novara, dove manca da tempo un assessorato al Lavoro, occorre favorire la buona e piena occupazione, che si realizza fornendo assistenza a progetti che vogliano attingere ai fondi europei, aprendo tavoli permanenti che analizzino i bisogni dei lavoratori e degli imprenditori onesti, realizzando una più attenta indagine sulle “zone grigie” del lavoro nero, del malaffare e del crimine organizzato, migliorando la qualità della vita e dell'ambiente”.

“Infatti aree industriali – prosegue Luigi Rodini – se ne trovano ovunque, ma mancano invece città più accoglienti per lavoratori e imprese, più vive, più aperte, più tolleranti, più europee. Questo è quello che la lista “La Città in Comune” e io personalmente vogliamo realizzare”.

mo.c.

 

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