Libro “Le piccole cose fanno la differenza” del giornalista La Vardera, presentazione il 27 marzo a Novara

Libro “Le piccole cose fanno la differenza” del giornalista La Vardera, presentazione il 27 marzo a Novara
Altro 24 Marzo 2015 ore 15:36

NOVARA - L’associazione La Torre-Mattarella organizza l’incontro con il giovane giornalista Ismaele La Vardera, collaboratore di Tele Iato, la televisione di Pino Maniaci, e protagonista di un recente servizio della trasmissione tv “Le Iene”. L’iniziativa si terrà venerdì 27 marzo, alle 18, allo spazio Sciapò di corso Cavallotti 18.

Nel corso della serata sarà presentato il libro “Le piccole cose fanno la differenza”, scritto dallo stesso La Vardera con la presentazione di Lirio Abbate. La serata sarà moderata da Riccardo Ferrigato, membro del direttivo dell’associazione.

NOVARA - L’associazione La Torre-Mattarella organizza l’incontro con il giovane giornalista Ismaele La Vardera, collaboratore di Tele Iato, la televisione di Pino Maniaci, e protagonista di un recente servizio della trasmissione tv “Le Iene”. L’iniziativa si terrà venerdì 27 marzo, alle 18, allo spazio Sciapò di corso Cavallotti 18.

Nel corso della serata sarà presentato il libro “Le piccole cose fanno la differenza”, scritto dallo stesso La Vardera con la presentazione di Lirio Abbate. La serata sarà moderata da Riccardo Ferrigato, membro del direttivo dell’associazione.

Lirio Abbate ha scritto di Ismaele La Vardera: «Guardi in tv Le Iene e ti rendi conto che in Sicilia la politica non cambia in positivo, anzi i politicanti non cambiano, ma ti riempie il cuore e ti apre la speranza il constatare che ci sono giovani come Ismaele La Vardera a Villabate, che a 21 anni sono grandi uomini, essendo anche grande cronista perché ha saputo denunciare e svelare un grande groviglio amministrativo che di pulito e trasparente non aveva nulla. L’informazione fatta bene funziona sempre per il bene dei cittadini».

L'associazione La Torre-Mattarella ha voluto invitare Ismaele a Novara per dare voce, dopo i sindaci del territorio, «a un giovane scrittore e giornalista che, suo malgrado, conosce già molto bene il fenomeno mafioso. Prosegue, in tal modo, il percorso sulla "zona grigia" iniziato con le vicende di Trezzano sul Naviglio e di Romentino».

mo.c.