Maturità: 2.414 i candidati novaresi

Maturità: 2.414 i candidati novaresi
Altro 11 Giugno 2015 ore 15:24

NOVARA – Sono 64 le commissioni costituite in provincia di Novara per il corretto svolgimento degli esami di maturità, che avranno inizio il prossimo mercoledì 17 giugno. Sosterranno gli esami 2.327 alunni in qualità di candidati interni, di cui 2.101 presso scuole statali e 226 presso scuole paritarie; sono invece 87 i candidati esterni, di cui 68 presso scuole statali e 19 presso scuole paritarie.
I dati vengono direttamente dall’Ufficio scolastico territoriale di Novara, in questi giorni impegnato per la preparazione di quanto necessario per affrontare gli esami di Stato. Dopo la prima prova di italiano uguale per tutte le scuole, il 17 giugno, si passerà alla seconda prova – diversa per ogni indirizzo di studio – il giorno dopo, ovvero giovedì 18 giugno. La terza prova, anch’essa diversa per ogni istituto, si svolgerà invece lunedì 22 giugno, dopo una pausa di tre giorni. A seguire, secondo le decisioni delle commissioni, gli orali.
Intanto in questi giorni infiamma nuovamente la polemica nel mondo della scuola: classi quinte a parte (dove gli scrutini devono svolgersi celermente per poter pubblicare gli elenchi di chi sarà ammesso agli esami), dalla quarta in giù regna il caos per il nuovo sciopero proclamato contro la “Buona Scuola” del governo Renzi. La situazione è critica in tutt’Italia e non meno nelle nostre realtà. Con un’adesione alla protesta che si prevede altissima.
«Gli insegnanti – scrive la Cub Scuola – si sono organizzati nelle varie scuole per garantire l’assenza di almeno un insegnante per ogni scrutinio: basta infatti un solo insegnante in sciopero per far annullare lo scrutinio. Anche se le leggi anti-sciopero degli inizi degli anni Novanta e ancora in vigore – leggi gravemente condivise anche da Cgil, Cisl, Uil e Snals – rendono difficile il blocco prolungato, gli insegnanti vogliono comunque dare un segnale forte, rimandando le operazioni di assegnazione dei voti proprio nei giorni in cui il Disegno di legge è in discussione al Senato». Vale la pena ricordare che la normativa vigente prevede che gli scrutini rimandati per via dello sciopero, anche di un solo docente del consiglio di classe, per mancanza del cosiddetto ‘collegio perfetto’, vanno svolti al massimo entro cinque giorni. «In alcune scuole – continua il sindacato di base – i dirigenti scolastici, per cercare di ostacolare lo sciopero, stanno mettendo in atto azioni illegittime: per esempio, alcuni dirigenti minacciano di convocare gli scrutini anche di domenica, cosa che è assolutamente illegale».
Ma c’è anche una parte di docenti assolutamente contraria allo sciopero, che a loro dire si ripercuote sull’alunno e la famiglia.

Paolo Usellini

NOVARA – Sono 64 le commissioni costituite in provincia di Novara per il corretto svolgimento degli esami di maturità, che avranno inizio il prossimo mercoledì 17 giugno. Sosterranno gli esami 2.327 alunni in qualità di candidati interni, di cui 2.101 presso scuole statali e 226 presso scuole paritarie; sono invece 87 i candidati esterni, di cui 68 presso scuole statali e 19 presso scuole paritarie.
I dati vengono direttamente dall’Ufficio scolastico territoriale di Novara, in questi giorni impegnato per la preparazione di quanto necessario per affrontare gli esami di Stato. Dopo la prima prova di italiano uguale per tutte le scuole, il 17 giugno, si passerà alla seconda prova – diversa per ogni indirizzo di studio – il giorno dopo, ovvero giovedì 18 giugno. La terza prova, anch’essa diversa per ogni istituto, si svolgerà invece lunedì 22 giugno, dopo una pausa di tre giorni. A seguire, secondo le decisioni delle commissioni, gli orali.
Intanto in questi giorni infiamma nuovamente la polemica nel mondo della scuola: classi quinte a parte (dove gli scrutini devono svolgersi celermente per poter pubblicare gli elenchi di chi sarà ammesso agli esami), dalla quarta in giù regna il caos per il nuovo sciopero proclamato contro la “Buona Scuola” del governo Renzi. La situazione è critica in tutt’Italia e non meno nelle nostre realtà. Con un’adesione alla protesta che si prevede altissima.
«Gli insegnanti – scrive la Cub Scuola – si sono organizzati nelle varie scuole per garantire l’assenza di almeno un insegnante per ogni scrutinio: basta infatti un solo insegnante in sciopero per far annullare lo scrutinio. Anche se le leggi anti-sciopero degli inizi degli anni Novanta e ancora in vigore – leggi gravemente condivise anche da Cgil, Cisl, Uil e Snals – rendono difficile il blocco prolungato, gli insegnanti vogliono comunque dare un segnale forte, rimandando le operazioni di assegnazione dei voti proprio nei giorni in cui il Disegno di legge è in discussione al Senato». Vale la pena ricordare che la normativa vigente prevede che gli scrutini rimandati per via dello sciopero, anche di un solo docente del consiglio di classe, per mancanza del cosiddetto ‘collegio perfetto’, vanno svolti al massimo entro cinque giorni. «In alcune scuole – continua il sindacato di base – i dirigenti scolastici, per cercare di ostacolare lo sciopero, stanno mettendo in atto azioni illegittime: per esempio, alcuni dirigenti minacciano di convocare gli scrutini anche di domenica, cosa che è assolutamente illegale».
Ma c’è anche una parte di docenti assolutamente contraria allo sciopero, che a loro dire si ripercuote sull’alunno e la famiglia.

Paolo Usellini